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Meta accusata di impiegare libri piratati per addestrare la sua AI

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Meta è tra le aziende accusate di avere usato materiale piratato per addestrare i suoi modelli di Intelligenza Artificiale AI, in particolare copie non autorizzate di libri ed ebook scaricati tramite BitTorrent. La multinazionale nota per Facebook e Instagram, non ha mai negato di avere sfruttato materiale coperto da copyright, ma afferma di averlo fatto secondo i termini di “fair use”.

Negli USA i diritti di copyright sono limitati dalla dottrina del “fair use”, secondo cui determinati utilizzi di materiale protetto da copyright potrebbero essere considerati corretti, compreso ad esempio l’utilizzo per finalità di critica, commento, informazione, insegnamento, istruzione o ricerca.

Utilizzi che pregiudicano la capacità del titolare del copyright di trarre profitto dalla sua opera originale sostituendo sul mercato l’opera stessa hanno meno probabilità di rientrare nella definizione di fair use.

Meta accusata di avere sfruttato libri piratati per addestrare sua AI - macitynet.it

Il nuovo grattacapo per Meta deriva non tanto dall’uso di testi che potrebbero rientrare nel fair use ma il fatto che questi siano stati ottenuti da milioni di libri scaricati illegalmente usando client  torrent.

Un querelante/autore non meglio identificato ha chiesto il permesso di modificare la denuncia dopo avere scoperto che Meta ha sfruttato BitTorrent per ottenere dati da “biblioteche ombra” come LibGen, considerato il più grande deposito di testi accademici piratati.

Il querelante sottolinea che Meta era consapevole della natura “giuridicamente problematica” del materiale in questione e che, avendo usato BitTorrent, ha condiviso con altri utenti del protocollo peer-to-peer le copie dei libri.

“Effettuando il download con il protocollo bit torrent, Meta sapeva che stava ulteriormente facilitando la violazione del copyright agendo come punto di distribuzione per altri utenti di libri piratati”, si legge nella denuncia aggiornata (qui i dettagli).

Molte IA probabilmente addestrate con copie pirata di libri
Foto di Alexandra Fuller su Unsplash

“In altri termini, scegliendo di usare un sistema bit torrent per scaricare la voluminosa collezione di libri piratati di LibGen, Meta ha attivato seed (nodi che hanno già scaricato i file associati ai .torrent e lo stanno solo inviando ad altri, ndr) inviando il materiale ad altri utenti in tutto il mondo”.

Secondo Meta, le nuove contestazioni non sono sufficienti per garantire la possibilità di aggiornare la denuncia, indicando come risaputo il fatto di avere usato libri da fonti di terze parti, compresa LibGen.

Il ricorrente vuole ottenere log e impostazioni dei client torrent sfruttati da Meta, incluse le liste di peer (computer che vorrebbero completare il download dei file e ne hanno solo una percentuale) e seed (computer che dispongono di copie complete). L’obiettivo dell’azione legale è dimostrare che Meta era perfettamente consapevole di diffondere materiale pirata, ottenuto senza il permesso dei rispettivi autori.

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