Già con il modello precedente avevamo sottolineato che la qualità della serie Aurvana modello fosse elevata e interessante, ma le nuove Creative Aurvana Ace 3 fanno un passo avanti, anche se è necessario qualche piccolo accorgimento per farle suonare al meglio
Steampunk, ma più raffinato
Nonostante la scatola che accompagna questi nuovi auricolari Creative Aurvana Ace 3 sia semplice, piccola e serigrafia bene ma in modo discreto, al suo interno emerge una classe inaspettata.
Una volta aperta, ci accoglie sin da subito una piccola bustina in velluto nero, utile per accompagnare gli auricolari in viaggio, oltre ad una bustina per i gommini di ricambio (in diverse dimensioni), qualche foglio illustrativo che descrive le regole a cui deve sottostare il prodotto, il cavo di ricarica USB-A/USB-C e la culla, che accoglie gli auricolari.

Diversamente dalla versione 2, che come abbiamo raccontato qui mostrava una livrea semitrasparente di colore ocra che richiamava alla mente lo stile steampunk, qui la trasparenza opaca è rimasta, ma con una colorazione blu e viola che appare sin da subito più raffinata.
All’esterno, la culla è realizzata in plastica opaca, con un gancio su di un lato per l’attacco di una cordicella (utile per non perdere la culla specie in viaggio, mettendola al collo).
Frontalmente fa capo il logo Aurvana mentre nella parte inferiore trova posto il connettore USB-C per la ricarica, un piccolo LED che ne indica lo stato e il pulsante che forza il sync, in caso di problemi.
L’interno della culla è un blu/viola molto più chiaro e lucido, con un contrasto molto bello che da l’impressione di classe, in particolare perché ospita gli auricolari che sono di colore scuro. Questa scelta, lo ammettiamo, offre un colpo d’occhio molto bello prima ancora di provare la qualità degli auricolari.

Auricolari che si vedono
Una volta indossati gli auricolari si nota subito che sono importanti: non sono pesanti, solo 4,75 g a testa, per una dimensione di 35 x 23,7 x 26,1 mm, mentre la culla misura 64,7 x 49,1 x 27 mm con un peso di 43 g.
La dimensione dicevamo è importante, esistono modelli di auricolari ben più piccoli nel mercato, ma non sono ingombranti: si fanno sentire una volta indossati ma restano comodi e ben presenti nelle orecchie.
La superficie esterna è in policarbonato opaco, simile a quello della culla ma non trasparente, con una parte in policarbonato lucido chiaro, che è utile per i controlli touch.
Univa velleità, il logo nella parte inferiore della parte lucida (che si vede solo se lo si cerca) e una piccola luce Led nella parte superiore che è utile per conoscere alcuni dettagli, come ad esempio lo stato della connessione e della batteria, fattori che comunque il sistema comunica via voce in cuffia.
Tecnologia
Il lato sicuramente più interessante di queste Creative Aurvana Ace 3 è la tecnologia integrata, innovativa e particolare: in primo luogo i Driver xMEMS, tecnologia ibrida, composta da altoparlanti senza diaframma, chiamati appunto xMEMS dal nome dell’azienda che li produce, e da un woofer dinamico da 10 mm.
La tecnologia xMEMS in pratica usa una sottile membrana al silicio, che vibra convertendo il segnale elettrico in un segnale audio (la spiegazione è volutamente sommaria): questo sostituisce il classico sistema con magneti e diaframma presente in quasi tutte le cuffie.

La tecnologia xMEMS permette di ridurre lo spazio necessario alla generazione del suono ma allo stesso tempo di essere molto più precisa, data la rigidezza della membrana, nelle frequenze medie e alte, lasciando quelle basse ad un più tradizionale sistema a driver dinamico.
Oltre a questo, grazie al sistema Mimi Sound Personalization e ad una app per smartphone, è possibile creare un profilo auditivo personalizzato sulle proprie orecchie e avere una risposta sonora del tutto esclusiva.
Interessante anche l’uso di Snapdragon Sound, la piattaforma Qualcomm per audio wireless di alta qualità che supporta il codec aptX Lossless (audio CD-quality senza perdita, 16-bit/44.1kHz) e LDAC (fino a 24-bit/96kHz circa). Per sfruttarlo per serve avere uno smartphone Android di ultima generazione compatibile, ne sono esclusi tutti gli iPhone.
La risposta in frequenza dichiarata è di 5 Hz – 40.000 Hz, un range ben maggiore del classico 20 Hz – 20.000 Hz. Questo risultato è garantito da un driver dinamico da 10 mm per le frequenze minime e dal driver xMEMS a stato solido. Ricordiamo che questo range va ben oltre la capacità normale dell’udito umano, ma serve per offrire un tipo di ascolto ben più dettagliato, lontano da quello da studio, più corposo e audace ma divertente, specie nella musica pop e nei film dove ci sono molte scene d’azione.

Auracast
La presenza di Bluetooth 5.4 + LE Audio non è una novità nel mercato ma è comunque comoda per il risparmio energetico e la possibilità di supportare l’audio multipoint, potendo collegare due dispositivi contemporaneamente, lasciando che le cuffie capiscano da sole quale sorgente usare.
Il tipo di chip Bluetooth inoltre supporta anche Auracast: questo standard, parte del Bluetooth LE Audio (Low Energy Audio), è stata introdotto dal Bluetooth SIG intorno al 2020-2022 e e sta diventando uno standard interessante.

In pratica, permette ad un dispositivo di trasmettere audio ad una serie illimitata di dispositivi nelle vicinanze, che possono catturare il segnale senza bisogno di pairing (con qualità alta, bassa latenza e basso consumo energetico).
Auracast è come una piccola stazione radio locale, a patto che le cuffie e gli speaker che ricevono siano appunto compatibili con lo standard.
L’idea è che posti come Bar, Aeroporti, Palestre, Cinema, Sale di lettura o altro potrebbero trasmettere audio in background che chiunque può scegliere se ascoltare o meno, senza per questo disturbare gli altri. Un cinema, per esempio, potrebbe trasmettere un film con l’audio in Italiano normalmente e in Auracast la lingua originale, per chi la vuole ascoltare, o una palestra potrebbe trasmettere musica energica che aiuti negli allenamenti, in modo che gli utenti non debbano avere lo smartphone vicino, lasciandolo al sicuro nell’armadietto o in auto.
Nella realtà però, perlomeno in Italia, questo standard è usato al momento solamente come attività sperimentale in qualche museo, e serviranno alcuni anni prima che si espanda, mentre a livello privato non è difficile ottenere un dispositivo capace di emettere il segnale anche con pochi Euro e trasmettere il tutto in un ottica locale.
Come funzionano
Abbiamo provato le nuove cuffie Creative Aurvana Ace 3 per qualche settimana, sia in viaggio (treno, autobus, metro, passeggiate) sia per qualche ora in ufficio, ad esempio per la redazione di questa recensione.
Le cuffie si comportano molto bene: l’equalizzazione software data dall’app è limitata, ma è soprattutto il sistema Mimi Sound Personalization che rende l’ascolto di qualità.
La fase di sincronizzazione del suono con il nostro orecchio è una operazione che necessita di non più di qualche minuto, si fa una volta e poi sarebbe meglio ripeterla ogni tot di mesi, ma senza fretta: unico accorgimento, meglio farla in un luogo silenzioso, per non inquinare le risposte con rumori esterni (magari di notte, quando tutti dormono).
Ovviamente la fase di Sound Personalization non è obbligatoria, e anzi le cuffie funzionano bene lo stesso, ma si perde quello scalino che rende l’ascolto davvero corposo.
Grazie all’app è possibile modificare sia l’equalizzazione, utile ad esempio per ottimizzare l’ascolto di un podcast da quello della musica, sia anche intervenire in alcuni parametri.
Noi ad esempio abbiamo disabilitato la funzione di riproduzione/pausa automatica, perché ritenuta troppo sensibile, mentre abbiamo abilitato la modalità a bassa latenza solo per qualche gioco (bella, ma tende a consumare di più).

La modalità Broadcast, se attiva, interviene ad ogni avvio delle cuffie da sola, con una nota vocale in cuffia, ma non da fastidio: nei nostri test non abbiamo trovato sorgenti compatibili, probabilmente è ancora troppo presto.
Buona l’autonomia, di 25 ore totali, con circa 4/5 ore di riproduzione singola senza ricarica, nella norma per questo settore. Interessante la ricarica a induzione, disponibile per la culla.
Ha lasciato qualche perplessità la posizione degli auricolari nella custodia, ruotati rispetto al normale, ma dopo qualche prova, si impara e non ci si fa più caso.
Conclusioni
Proprie di una tecnologia e di soluzioni interessanti, al di la del puro ascolto, queste Creative Aurvana Ace 3 sono un modello di auricolari true wireless tra i più intriganti nel mercato.
La funzione Sound Personalization, tra tutti, unitamente alla tecnologia xMEMS che offre una gamma audio migliore di altre soluzioni più tradizionali, offre una esperienza d’ascolto davvero importante.

Gli auricolari sono belli da vedere, comoda indossare e hanno un rapporto qualità prezzo davvero eccellente per la fascia di mercato, comparabile sicuramente a modelli ben più costosi.
Qualche accorgimento va effettuato, come la personalizzazione audio iniziale e, per chi scrive, la rimozione della pausa automatica, ma per il resto le cuffie possono offrire un compagno d’ascolto difficile da eguagliare.
Il supporto Auracast, attivo e trasparente, può essere una buona soluzione per il futuro, o anche per qualche sperimentazione in locale, che con pochi Euro si realizza anche per chi è più curioso che esperto.
Pro:
• Qualità audio importante
• Supporto Auracast
• Personalizzazione dell’audio sull’utente
• Ricarica wireless
• Cancellazione del rumore attiva (ANC)
Contro:
• Pausa automatica troppo sensibile
• Auracast non è ancora così diffusa
• Alcune funzioni avanzate legate al mondo Android
Prezzo:
• 129,99 €
Creative Aurvana Ace 3 è disponibile per il momento in esclusiva a partire dal sito web italiano della casa madre. Restano a listino il modello Creative Aurvana Ace 2 e Creative Aurvana Ace SXFI dal costo più accessibile.
























