Secondo Tim Cook i Chromebook non possono spaventare gli iPad

Nel corso di una sessione di uno dei workshop dell'iniziativa l'Ora del Codice per insegnare ai bambini elementi di coding, Tim Cook ha detto che anche nelle scuole è importante avere dispositivi potenti e ben progettati. Parlando della programmazione, ha detto agli studenti che "il coding è importante da imparare quanto l'inglese".

Tim Cook

A New York, nel corso di una sessione di uno dei workshop dell’iniziativa l’Ora del Codice per insegnare ai bambini elementi di coding, il CEO di Apple Tim Cook ha detto che l’azienda da lui guidata è interessata a costruire prodotti potenti e di rilievo per studenti e insegnanti, non economiche “macchine per i test scolastici” come i Chromebook di Google.

Intervistato da BuzzFeed, Cook ha spiegato che Apple non ha intenzione di partecipare nell’apparente corsa al ribasso spinta dall’hardware a basso costo dei Chromebook a buon mercato, ma continuerà invece a sforzarsi per proporre a studenti e insegnati Mac e dispositivi iOS ben progettati.

“Ci interessa aiutare gli studenti ad apprendere e agli insegnanti a insegnare, non a fare gli esamini finali scolastici” ha detto Cook. “Realizziamo prodotti che sono soluzioni complete per le persone – che consentono ai ragazzi di imparare come creare e impegnarsi su differenti livelli”.

In particolare negli USA, Apple è da sempre legata al mondo educational, settore per il quale prevede sconti per studenti e insegnati, un settore da qualche tempo eroso dai Chromebook di Google, macchine a basso costo che stanno facendo concorrenza non solo Apple ma anche tutti gli altri nomi noti del settore.

Secondo dati di Google, alla fine del 2015, nelle scuole statunitensi erano presenti più Chromebook di tutti gli altri dispositivi messi insieme. I dispositivi della grande “G” sono acquistati in quantità da vari istituti in virtù del loro basso prezzo d’acquisto e per essere sufficientemente potenti da consentire l’esecuzione delle sessioni di test previste dalle scuole. Google offre alle scuole un prodotto in hosting per email, calendario e chat tramite Google Apps for Education, soluzione di comunicazione e collaborazione integrata che consente di integrare la suite principale offrendo la possibilità di accedere a molti altri servizi.

Cook ha spiegato che dispositivi come l’iPad si distinguono dalla concorrenza per la loro natura education che consente di eseguire le applicazioni nativamente; i Chromebook eseguono software sfruttando un browser web, una virtualmente costante connessione a internet, limitando la possibilità di sfruttare software e app personalizzate.

Parlando della programmazione, Cook ha detto agli studenti che “il coding è importante da imparare quanto l’inglese”. Apple vorrebbe che l’apprendimento del coding diventi una materia fondamentale, una strategia che consentirebbe ovviamente di ruotare intorno a iPad e Mac. L’azienda sta da tempo facendo leva sulle sue partnership per sviluppare tecnologie innovative destinate alle classi. A giugno di quest’anno, ad esempio, in collaborazione con IBM è stata annunciata l’espansione dell’iniziativa MobileFirst per iOS che prevde l’uso di app e servizi in grado di fornire agli insegnanti funzioni di analytics in tempo reale sugli studenti. “Il prossimo passo” ha detto Cook parlando sempre dei linguaggi di programmazione, “è incuriosire le scuole e incoraggiare il sistema a fare il prossimo passo”.

Tim Cook all'Apple Store di New York con alcuni bambini delle elementari di Harlem
Tim Cook all’Apple Store di New York con alcuni bambini delle elementari di Harlem