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UE: Google e affini dovranno essere trasparenti sui risultati delle ricerche online

La Commissione Europea ha pubblicato orientamenti per le piattaforme online su come migliorare la trasparenza dei parametri di posizionamento. Aziende che operano su Internet come Google, Amazon e siti web che si occupano di viaggi, dovranno essere trasparaenti sulle modalità per le quali si propongono determinati risultati, tenendo conto di specifiche linea guida.

Il posizionamento algoritmico determina la visibilità di una pagina tra i risultati di ricerca, il che ha un impatto determinante sul successo delle imprese, soprattutto ora che la pandemia ha spostato un maggior numero di attività commerciali online.

Gli orientamenti riguardano i principali requisiti per le piattaforme online contenuti nel regolamento noto come P2B: dalla necessità di individuare i principali parametri algoritmici alla base del posizionamento alla loro comunicazione alle imprese. Secondo la Commissione aiuteranno le piattaforme online a mettere a disposizione delle imprese le informazioni corrette, in modo che queste possano valutare il modo migliore per aumentare e gestire la loro visibilità online, consentendo in ultima analisi ai consumatori di ricevere i beni e i servizi di migliore qualità. Contribuiranno inoltre all’applicazione corretta ed efficace dell’obbligo di trasparenza per garantire che le piattaforme online agiscano in modo equo nelle loro pratiche di posizionamento.

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Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva della Commissione europea, ha dichiarato: “Questi orientamenti stabiliscono lo standard per la trasparenza del posizionamento algoritmico e renderanno più equa l’economia delle piattaforme online, che stimola l’innovazione e il benessere di milioni di europei. La trasparenza è la via da seguire a livello europeo e stiamo perfezionando le norme per consentire la cooperazione tra tutti i servizi digitali e le autorità di regolamentazione e per avere dalle piattaforme più grandi maggiori informazioni sul modo in cui funzionano i loro algoritmi”.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: “Le imprese dipendono sempre più dalle soluzioni digitali per raggiungere i consumatori, di conseguenza la loro posizione nei risultati di ricerca online può determinarne il successo o il fallimento. Questi orientamenti aumenteranno la trasparenza del posizionamento e consentiranno alle imprese di competere in modo equo online nel mercato unico. Gli stessi principi saranno alla base della prossima legge sui mercati digitali, che mira a prevenire i comportamenti illeciti.”

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