PowerPC su piattaforma x86, ci prova Transitive

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Il sogno di vedere applicazioni per PPC girare su piattaforme diversa da quella Mac è duro a morire. Una società  inglese lancia così un progetto per un emulatore che potrebbe consentire di farlo. Le prospettive? Lontane nel tempo e molto incerte.

Chi sogna di poter usare indifferentemente una piattaforma PC o una macchina PPC per far girare il MacOs potrebbe avere trovato una società  disposta a sognare con lui. Si tratta delle britannica Transitive che, si è appreso nelle scorse ore, sta lavorando su un emulatore per istruzioni PPC per processori AMD. L’annuncio è giunto nel contesto della conferenza dei microprocessori di San Josè, una tribuna autorevole e importante che ha conferito spessore alla notizia.
L’idea non è nuova. Connectix da anni produce un emulatore PC per Mac; nel caso specifico però Transitive andrebbe oltre e cambierebbe la prospettiva consentendo di usare software Mac su processori x86.
La chiave della strategia sarebbe un software, denominato Dynamite, capace di tradurre le istruzioni PPC e creare una “macchina” virtuale usando un processore diverso, nel caso un processore x86 prodotto da AMD. La traduzione delle istruzioni del processore studiata da Transitive supererebbe alcuni colli di bottiglia, si apprende dalle informazioni raccolte nel contesto della conferenza di San Josè, determinate dal software di emulazione messo in commercio fino ad oggi al punto che un Athlon da 1.4 GHz offrirebbe prestazioni da 1 GHz con un abbattimento non eccessivo.
Transitive, una realtà  che da anni opera nel settore degli emulatori e che ha già  annunciato un emulatore x86 su processori MIPS, ritiene di poter completare Dynamite in 18 mesi. A quel punto un processore x86 sarebbe in grado di fornire, in seguito alla evoluzione che si avrà , prestazioni vicine ai 3 GHz emulando il codice PPC.
Ricordiamo che l’idea di poter caricare il MacOs su piattaforma PPC si scontra però con altri ostacoli importanti che non sono semplicemente quelli delle prestazioni e quello della scadenza nel tempo, fissata in un’era remota (18 mesi sono secoli nel mondo dell’IT).
Il sistema operativo di Apple è legato alla piattaforma hardware con la quale interagisce strettamente. Impossibile quindi pensare di usare MacOs sull’attuale hardware PC. In aggiunta a ciò, anche ammesso che qualcuno possa pensare di costruire una sorta di clone Mac con processore AMD, resterebbe il grave ostacolo delle ROM proprietarie che dovrebbero essere cedute da Apple che non lo farà  mai, pena distruggere il proprio business hardware. E non si può neppure pensare ad un altro OS PPC; a parte Apple in questo momento non esiste alcuna società  che si rivolge al mercato desktop e consumer che produce sistemi operativi per PPC
Insomma l’unica società  che potrebbe avere qualche interesse nel prodotto pare essere, in prospettiva per ora remotissima, proprio Cupertino. La Mela potrebbe decidere di usare Dynamite, integrandolo nel proprio OS così da aprirsi una strada verso la piattaforma PC. Ma c’è da chiedersi quanto interesse potrebbe avere a farlo usando un software di emulazione invece che costruire un sistema operativo nativo. Darwin, il “codice genetico di base” di MacOs X, è piuttosto facilmente adattabile a x86 costruendo dalle fondamenta un sistema operativo trasparente ai processori PC.