Lo zaino è ovvio, anche se alcuni preferiscono ancora la borsa a tracolla (ma attenzione alla schiena), poi la batteria di riserva per il cellulare, gli auricolari e una chiavetta USB. Accessori indispensabili si, ma c’è tanto di più da esaminare, perché lavorare fuori casa non deve essere un compromesso, ma una soluzione pratica e comoda.
Se, come chi scrive, parte della vostra vita è da nomade digitale, allora siete nel posto giusto: questo articolo è pensato specificatamente per chi lavora con un computer portatile, chi invece opta per tablet e smartphone ci sono regole un po’ diverse.
Essere pronti, sempre e comunque
Chi lo fa spesso lo sa, viaggiare mette in difficoltà anche il professionista più navigato, perché toglie tutte le classiche comodità a cui siamo abituati, dalla scrivania grande (e stabile) al monitor, al disco per l’archiviazione o al server sino alla stabilità di una rete, passando per tanti altri dettagli.
Però oggi esistono davvero tantissimi device che sono in grado di svoltare l’esperienza e trasformare una, altresì scomoda, stanza di un hotel in una postazione di lavoro in grado di rivaleggiare con la scrivania dell’ufficio. Senza elencare i vari cavi, connettori, batterie di riserva per l’iPhone e altre cose ovvie, abbiamo preparato qui una carrellata di device accessori comodi per chi viaggia tanto, spiegando anche perchè sono utili e quali sono le caratteristiche importanti in fase di scelta. Rimettendo, alla fine, tutto nello zaino.

Primo passaggio, il display
I display integrati nei display dei Mac oggi sono davvero molto belli e capaci (e anche quelli di molti PC, tra l’altro) ma per molti motivi l’utilizzo di un display esterno resta comunque un passaggio fondamentale per tanti lavori.
Con una o due porte USB-C o Thunderbolt è possibile avere un display esterno davvero capace e comodissimo, sia per posizionare pannelli aperti, una finestra del browser, Teams o altro nel mentre che ci concentriamo sul documento vero e proprio, ma anche, per chi magari si trova a fare conferenze o semplici call online, la capacità di gestire in modo più ampio le risorse di cui parlare.
A noi è piaciuto molto questo Asus ZenScreen Duo, per diversi motivi: innanzitutto perché due monitor esterni sono un lusso che sembrava impossibile sino a pochi mesi fa da portare nello zaino, ma anche perché, una volta chiusi, sono molto comodi da portare in borsa.

Avere un doppio schermo esterno, con uno stand integrato, permette un utilizzo davvero elastico delle esigenze da scrivania: duplicazione dello schermo (da mostrare a terzi, perfetto in fiera), estensione dello schermo in varie modalità.
Se presentate in PowerPoint, per esempio, lo schermo principale riporta la slide attuale, quello secondario offre la finestra di regia con la prossima slide ed (eventualmente) le note, mentre nel terzo schermo sosta la finestra di Teams o di Zoom dove leggere domande o la chat dei colleghi.
Con due schermi (quello integrato nei portatili e uno esterno) il sacrificio di una di queste parti è inevitabile, ma difficile da accettare per uno streaming professionale.

HUB, comodissimi e indispensabili ma con attenzione
La porta USB-C ha portato in dote diversi benefici, oltre al fatto di (quasi) uniformare lo standard di comunicazione ad un solo connettore (almeno in teoria, la USB-A è dura a morire).
Di conseguenza, un HUB USB oggi permette la connessione di molte più periferiche che in passato, considerando che al tempo stesso le porte disponibili sui computer portatili sono diminuite: due o tre USB-C, HDMI e jack sono spesso insufficienti a gestire tutto e qualche porta in più è sempre la benvenuta.
Una postazione ottimale per una call prevede mouse, tastiera esterna, webcam, cuffie, microfono, Hard Disk o SSD e un connettore per la ricarica del telefono (o altri device, che è sempre necessario) quindi la soluzione qui è sempre un HUB.
Ma non tutti gli HUB sono uguali: anzi, spesso le caratteristiche migliori non emergono subito, ma diventano chiare dopo poco.

Ad esempio, considerato che gli HUB mobile non alimentano il device, la miglior posizione è quella di metterli tra il connettore USB-C del portatile e l’alimentatore, in modo da tenere libere le altre porte e non avere problemi così con gli altri device, perché l’HUB alimentato funziona sempre meglio.
Ma in questo caso è necessario che l’HUB abbia una porta Power Delivery ad almeno 80 W: attenzione, quelli più economici supportano alimentatori meno potenti e possono mostrare i limiti nel supporto di diversi device.
A noi piace molto questo Razer USB C-Dock, capace di supportare appunto sino a 85 W: disponibile in due colorazioni (ma quella silver è meglio, si perde meno nelle tasche interne dello zaino) è pensata per il mondo gaming, quindi con standard di qualità e resistenza elevati.
L’alternativa si chiama Satechi Type-C Multi-Port Adapter, un po’ meno capace in termini di porte ma più stilosa e sobria.
L’importanza di un Dock si vede in altri dettagli: Asus ZenScreen Duo, per esempio, ma anche alcuni mouse e tastiere da gaming USB, è meglio collegarle direttamente al computer, per via del consumo elevato di energia, e l’uso di un HUB, che consuma una sola porta USB-C, libera le altre per altri accessori.

Precisione, sempre e comunque.
Nonostante la bontà dei vari trackpad presenti negli ultimi Laptop di Apple, ma anche nel mercato PC, l’uso di un mouse o di una tavoletta grafica resta indispensabile in alcuni ambiti, sia per chi gioca che per chi disegna o compone con precisione.
Considerando che anche per questi utenti un secondo monitor è quantomeno suggerito, per quanto riguarda i mouse, seppure alcuni modelli come Logitech MX Anywhere 3S for Mac siano pensati per essere usati in mobilità, perché offrono la comodità di una connessione Bluetooth, se volete precisione adeguata al disegno, Razer DeathAdder V3 HyperSpeed è una ottima soluzione, perché unisce la libertà di una connessione wireless via Dongle (che per dpi alti è l’unica soluzione) a quella di un cavo.
Il funzionamento via cavo è necessario, dato che il mouse sosterà spesso in borsa, non garantendo il mantenimento della carica.

Sempre parlando di precisione, da non dimenticare che una tastiera esterna non è da sottovalutare, nonostante quella integrata nei portatili: una tastiera esterna migliora la postura nelle lunghe sessioni di lavoro e aumenta la precisione.
La scelta più ovvia è la Magic Keyboard con Touch ID di Apple, piccola abbastanza da sostare nello zaino senza problemi, con l’alternativa della Razer Joro se volete un prodotto della medesima qualità ma retroilluminato.

Archiviazione e cloud
Nell’epoca di internet, dei mille servizi cloud, l’idea di avere un archivio dei propri file online, sincronizzato e sempre disponibile pare quasi ovvia, ma in realtà proprio ovvia non lo è. I vari iCloud, Dropbox, OneDrive o Google Drive costano, e comunque i servizi commerciali come questi arrivano tipicamente a 1 o 2 TB di spazio con costi accettabili, per chi magari lavora nel video o nella fotografia professionale questi numeri non sono sufficienti, senza dimenticare che poi il 5G non è disponibile ovunque e con qualità accettabili.
Le alternative sono quindi due: dotarsi di un NAS (per chi non ha un Server in ufficio), in modo da organizzare un cloud personale, che offra facilmente sino a 80 TB di spazio sempre disponibili, oppure optare per un SSD veloce ma capiente.

Per quanto riguarda i NAS una soluzione economica ma interessante potrebbe essere quella del Asustor Drivestor 4 Gen2, ottimo per la sola archiviazione (anche via cloud) o per il TerraMaster F4-425 Plus se oltre al cloud fanno comodo altri servizi correlati (come Plex, per esempio).
L’alternativa locale può essere facilmente risolta con il SSD SanDisk Extreme PRO, con sino a 4 TB di spazio disponibili, adatto anche a compiti professionali ma sottile e silenzioso. Per chi invece necessita di più spazio a costi più contenuti può interessare la soluzione meccanica offerta da Western Digital con WD My Passport 6 TB (magari protetto con un apposito case) che con un piccolo gap di velocità offre un prezzo d’accesso ben più interessante.

Audio e streaming
Chi, come chi scrive, si trova sovente a dover effettuare call, oppure conferenze, in posti non proprio pensate per quello, come ad esempio una stanza d’Hotel, deve giocoforza attrezzarsi di accessori all’altezza. Avere un paio di cuffie a filo (USB-C), da tenere in borsa, è comodo ma da sicuramente l’aria di qualche cosa di poco professionale, considerando anche la qualità del microfono, non sufficente per l’audience.
Qui le esigenze sono diverse da chi viaggia in modo più semplice, nonostante il mercato sia prodigo di cuffie e auricolari per l’ascolto della musica, le esigenze di streaming sono un po’ diverse e spesso offrono sistemi di riduzione del rumore più sofisticati, specie nel microfono, e app di regolazione più avanzate.

Tra gli esempi possiamo citare le Jabra Evolve3 75 (magari affiancate alla webcam Jabra PanaCast) o il modello Zone Wireless 2 ES di Logitech, ad un prezzo più accessibile, mentre se le esigenze sono di genere più gaming, Razer BlackShark V3 Pro è un modello straordinario (anche se in borsa occupa un certo spazio).

Uno zaino per domarli tutti
Chiudiamo questa carrellata con un prodotto che è probabilmente il più importante tra tutti, perchè appunto pensato per portare in giro tutti gli accessori, laptop incluso: che si parli di uno zaino o di una borsa, a piacere personale, la scelta non è ovvia.
Lo zaino (preferibile perché così il peso è distribuito equamente tra le spalle) deve essere capiente ma non ingombrante, nel senso che per chi viaggia in aereo ci sono dei limiti esatti da non superare, ma anche in treno serve una certa discrezione per non occupare troppo spazio.

Nello zaino sono gradite le tasche, per batterie aggiuntive, cavi e connettori: l’alternativa è quella di dotarsi di una borsetta interna, comoda anche per chi cambia frequentemente zaini e borse in base al tipo di viaggio.
Per quanto riguarda gli zaini, ce ne sono di tutti i tipi, dal discreto Zaino Ryanair o il Ponhog Zaino, che è anche impermeabile, ma ci sono anche zaini con display a LED integrati, per chi vuole magari pubblicizzare un prodotto durante il viaggio (ottimo in fiera). A noi piace molto il Razer Rogue V3 Backpack, interessante, comodo e capace, ma forse un po’ vistoso e adatto più al gaming che al business.















