Recensione Plex, lo streaming che iTunes sarebbe dovuto essere

Macitynet mette all prova Plex, il (quasi) perfetto servizio di streaming di contenuti locale o remoto per tutta la famiglia. L’abbiamo testato e non vediamo l’ora di parlarvene, con qualche consiglio personale in merito.

Recensione Plex, lo streaming che iTunes sarebbe dovuto essere

C’erano una volta le videocassette che riempivano i mobili in salotto: qualche anno dopo arrivarono i DVD, e all’improvviso i mobili sembravano più vuoti e non serviva più riavvolgere i film. Più tardi i Blu-ray convissero per un po’ con i file Divx, in un’epoca di tentativi artigianali di crearsi una visione gratuita di film reperiti qua e là, senza però che il formato ripagasse le speranze promesse.

Plex, la recensione

Il Netflix di casa

Oggi i Blu-ray resistono ancora e stanno per arrivare i nuovi dispositivi Ultra HD Premium per il 4K, ma con la diffusione della banda larga da una parte e dei router casalinghi dall’altra lo streaming di un film sembra sempre di più la strada che tutti stanno cercando (come insegna il proliferare di servizi come Netflix).

Praticamente tutti i televisori nuovi hanno una presa USB capace di leggere un film in Full HD in MP4 da una chiavetta e ovviamente esistono diversi lettori da salotto in grado di riprodurre contenuti direttamente sulla TV tramite un cavo HDMI, ma il punto non è la capacità di riprodurre (sulla quale ci sarebbe da disquisire, ma non è questo il luogo) uno o due file, ma la completezza della soluzione, l’immediatezza di riprodurre un film senza doverlo prima copiare in un archivio, della facilità di gestire un archivio complesso, con magari decine o centinaia di titoli tra film, serie tv, musica e contenuti privati non solo sulla TV in salotto, ma anche sull’iPad in camera da letto, sull’iPhone in bagno, sul device Android in cameretta, sulla Smart TV in cucina e, perché no, anche sulla Playstation o XBox sotto la TV.

Recensione Plex, lo streaming che iTunes sarebbe dovuto essere

Questa strada era nella mente degli ingegneri di Apple da qualche anno, perlomeno da quando hanno introdotto in iTunes la capacità di trasmettere film e musica in streaming ad altri Mac o dispositivi iOS, ma con due grossi limiti: il contenimento di computer con iTunes o device iOS ci sembra oggettivamente troppo limitante.

In secondo luogo il fatto che, onestamente, non abbia mai funzionato granché, con tempi di attesa abissali per il caricamento della libreria e riproduzioni non certo all’altezza della fama della casa della mela.

Dopo questa lunga, ma doverosa per comprendere il quadro, premessa ecco che si arriva a Plex una piccola applicazione che risponde con una semplicità disarmante a tutti i problemi. Gli ingegneri di Plex sono stati in grado di farsi largo tra le varie alternative ad iTunes, armando il loro prodotto di una buona interfaccia ma soprattutto di una serie di procedure automatiche che permettono a tutti di avere una libreria da sogno su tutti, ma proprio tutti, i device casalinghi.

Il server

Plex è un software diviso in due parti: prima di tutto dobbiamo scaricare e installare il server in un computer o in un dispositivo omologato. Vanno bene un Mac, un PC con Windows, Linux o anche un NAS che abbiano una connessione alla rete locale e l’accesso diretto alle cartelle dei film, della musica e delle foto.

L’installazione è molto semplice e prevede una prima fase dove il server si insinua, trasparente, nel sistema operativo, e una seconda nella quale lo configuriamo, tramite browser: qui arriva la prima bella notizia, che vede la configurazione fattibile sia dal computer dove è installato il server ma anche da un altro computer in rete, liberamente.

Le opzioni per il server son moltissime e invitiamo a consultare il sito dello sviluppatore per i dettagli: la parte più importante è quella relativa agli archivi, che ci permette di creare delle librerie di contenuti a partire da una cartella di documenti.

Ad esempio possiamo creare una cartella Film, indicando al server il Plex della libreria e dove si trova: a questo punto il software inizia a scandagliare il contenuto spulciando file per file e scaricando per ognuno tutti i metadati come titolo, plot, copertina, attori, valutazioni e extra su Youtube, il tutto totalmente in automatico.

Recensione Plex, lo streaming che iTunes sarebbe dovuto essere
La finestra di opzioni di Plex, qui nella sezione Libreria

L’operazione è effettuata anche di tanto in tanto, così basta aggiungere un file alla cartella per vederselo all’interno della libreria, con tanto di titolo, riassunto (anche per puntata nei telefilm), copertina e valutazione, senza aver fatto nulla. Per i telefilm Plex presenta anche il motivetto della sigla nel mentre che si naviga tra le puntate.

Possiamo creare quante librerie vogliamo, a patto di rispettare la suddivisione tra Film, Spettacoli TV (telefilm), Musica, Foto e Home Video: questa divisione è molto importante perché consente al software di funzionare perfettamente nella ricerca dei tag, in particolare nella divisione tra Film, Spettacoli TV e Home Video (in quest’ultimo risiedono tutti i video che non trovano spazio sui vari database internazionali come imdb e simili, come i nostri video personali oppure qualche corto o film indipendente).

Dato che il numero di librerie è illimitato possiamo creare librerie a tema anche a gusto personale (ad esempio, una libreria con tutti i film di Alfred Hitchcock oppure una con tutti i titoli con una colonna sonora composta da Hans Zimmer): basta solamente elencare cartelle diverse. Oltre alle librerie vere e proprie, Plex consente anche di creare delle playlist (come ad esempio per i film da vedere) o di raggruppare i contenuti (come ad esempio tutti i film di “Ritorno al futuro”).

Il server può anche essere programmato facilmente per essere raggiunto dall’esterno, a patto che il provider ADSL lo permetta (nel nostro caso, con Fastweb in fibra, bastano cinque minuti e un po’ di coraggio).

Non resta che popolare le librerie di film, telefilm, musica, filmati personali e foto: l’operazione è abbastanza semplice e non prevede controindicazioni: serve solo seguire pedissequamente i nomi dettati da imdv.com per il film e tvdb.com per le serie TV e il gioco è fatto. Altri nomi personali per i contenuti potrebbero essere riconosciuti come no.

Le operazioni necessarie del server finiscono qui, ma Plex può fare molto di più: ad esempio può creare contenuti riservati, controllare e rimuovere eventuali client non voluti, condividere tutta o parte della libreria. In più, con Plex Pass, una sottoscrizione a pagamento, si attivano ulteriori funzioni come l’attivazione di alcuni canali come i Trailers e Vevo Music, la sincronizzazione tramite rete locale o cloud di alcuni contenuti e l’upload delle foto.

La sottoscrizione Plex pass da anche la possibilità di utilizzare le App Plex gratuitamente su tutte le piattaforme, mentre senza sottoscrizione in alcuni casi è necessario eseguire l’acquisto (in modalità gratuita la visione è limitata ad 1 minuto).

Il client

Effettuato il setup del server, tipicamente una volta sola (a meno di non dover intervenire per qualche cosa oppure aggiungere nuove librerie), arriva il momento di godersi il premio di tanto lavoro con il client. Da computer è possibile utilizzare semplicemente il browser, collegandosi all’indirizzo del server (funziona anche Bonjour, il nostro server risponde all’indirizzo locale Mini.local:32400) senza nessun plug-in.

In alternativa è possibile scaricare il client praticamente da qualsiasi piattaforma: su Apple TV come per NVIDIA SHIELD e su consolle Plex è attualmente gratuito.

Su iPad e Android il client si scarica dai rispettivi Store, è gratuito ma permette di visualizzare solamente il primo minuto di ogni contenuto: è possibile sia eseguire l’upgrade tramite acquisto in App (una volta sola, l’acquisto è valido solo per la singola piattaforma) oppure tramite sottoscrizione con la possibilità di utilizzare Plex ovunque, su qualsiasi device senza limiti (e con possibilità in più, come abbiamo dettagliato prima).

Recensione Plex, lo streaming che iTunes sarebbe dovuto essere
Plex, qui su iPhone 8

L’interfaccia del client è abbastanza semplice, in una rete locale il server è trovato in automatico: la scelta è divisa tra la sezione Scopri che mostra gli ultimi contenuti in ordine di visualizzazione e Sfoglia che li mostra per librerie.

Una volta selezionato un film Plex mostra la scheda con piccolo riassunto, poster, dati di riproduzione e metadati (genere, regista e cast) che nel caso di una puntata di telefilm sono diversificati per puntata (non sempre in italiano). Ovviamente il server tiene traccia dei dati di riproduzione, per cui se si inizia a vedere il film da un iPad e poi si passa ad una Apple TV si riprende da dove si era interrotto.

La lista delle piattaforme compatibili è lunghissima: iOS, Android, Windows Phone, Mac e PC, Xbox, PlayStation, Apple TV e Chromecast, Amazon Fire TV, Roku (e con un po’ di intraprendenza è possibile installare il client anche su Sky Online Tv Box) e su tutte le TV con Android TV, nonché su tutte le smart TV (noi lo abbiamo visto su Samsung, HiSense e Sony).

Da sottolineare la presenza della nuova App Plex Media Player per Mac e Windows, disponibile al momento solo per i sottoscrittori di Plex Pass, con una nuova interfaccia e il supporto nativo al codec H.265.

Plex supporta tutte le risoluzioni, incluso il 4K con tracciamento automatico della migliore dimensione del segnale in base al display e alla banda disponibile.

Play

Plex è sostanzialmente e senza molti giri di parole, la migliore soluzione oggi possibile per lo streaming di contenuti multimediali locali o remoti. Per creare un server basta un computer con un disco locale anche USB 2.0 abbastanza capiente e una connessione ad internet per lo scarico dei metadati (non strettamente necessaria), più ovviamente una TV, una consolle o un device mobile per la visione (o un computer): una ventina di minuti per la prima configurazione del server e poi sarà tutto OK.

Ovviamente ci sono delle operazioni che migliorano il tutto, come ad esempio nominare le puntate di una serie TV in modo appropriato (Plex consiglia una numerazione del tipo “Lost S3E12”): per la codifica, se i formati video non sono adatti allo streaming il server esegue la codifica in tempo reale verso il client, ma questo provoca un aumento dei tempi di attesa e potrebbe accendere le ventole del computer (perché il processore è portato al massimo delle sue potenzialità).

Plex14

Per questo motivo chi scrive esegue normalmente una codifica preventiva in formato MP4 con codec H.264, un passaggio in più eseguito tramite Handbrake (i set Apple TV 2 per l’HD e Apple TV 3 per il Full HD vanno benissimo, gli utenti possono sperimentare altri set più coraggiosi).

Sottolineiamo che Plex può convivere nello stesso Mac con altri servizi, primo tra tutti iTunes, in modo che ogni client possa scegliere liberamente quale servizio utilizzare: esistono nel mercato altre soluzioni di streaming, alcune più valide di altre, ma tra tutte Plex è quella che sicuramente offre da una parte la migliore esperienza utente (anche durante la fase di configurazione) e dall’altra la più ampia scelta di client.

Le prestazioni sono ottime, il prezzo è assolutamente abbordabile (perlomeno nell’acquisto in-App) e non ci sono compromessi evidenti: considerato il peso del brand alle spalle e di Apple, diciamo che (anche) questa volta David ha sconfitto Golia.

Pro:
• Potente, flessibile, alla portata di tutti
• Multipiattaforma
• Prestazioni elevate in rapporto al costo

Contro:
• I nomi dei file devono essere precisi

Prezzo: Plex server è gratuito, l’App per mobile costa 4,99 Euro come acquisto in-App, mentre la sottoscrizione parte da un minimo di 4,99 Euro al mese

Plex server si scarica gratuitamente dal sito del produttore, mentre i client sono disponibili per praticamente tutte le piattaforme a partire dalla pagina di Download.

Per chi volesse approfondire l’argomento multimedia da salotto raccomandiamo  Il Mac secondo me, scritto da Matteo Discardi, autore di questa recensione, disponibile su Amazon in formato Kindle a 5,99 Euro, ed è leggibile direttamente da tutti i lettori Kindle oppure da iPhone, iPad, Android, Windows e Mac tramite l’App gratuita di Amazon Reader.