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L’app per trovare donne in costume fa tremare Mark Zuckerberg

Sempre più difficile lasciarsi alle spalle lo scandalo Cambridge Analytica: è infatti tempo di nuove polemiche per Facebook. Damian Collin, presidente del Comitato per digitale, cultura, media e sport del Parlamento britannico, non ha ottenuto risposte alle domande indirizzate al CEO del social Mark Zuckerberg su questioni che riguardano cattiva informazione e fake news.

A mettere alle strette Zuckerberg ora potrebbe essere una inquietante app per scovare donne in costume da bagno. Il social da tre anni sta combattendo una battaglia legale con la software house Six4Three. Tra le lamentele di quest’ultima azienda, l’accusa nei confronti di Facebook di avere ucciso sul nascere un’app creata nel 2015; modifiche alle policy sulla privacy avrebbero impedito all’app in questione di accedere ai dati di amici sul social.

L’app, denominata Pikinis, permetteva agli utenti di scandagliare tra le immagini degli amici di Facebook alla ricerca di donne in bikini o costume da bagno. L’app in questione non è mai uscita dalla fase di beta ma dopo il 2015 non è stato possibile portarne avanti lo sviluppo.

Un filmato promozionale – rimasto su YouTube e che alleghiamo – mostra il funzionamento dell’app, evidenziando la possibilità di individuare foto di persone in abiti succinti su internet.

Six4Three ha ottenuto documenti da Facebook e da questi emergono dettagli secondo i quali ha consentito espressamente a Cambridge Analytica di raccogliere dati di 87 milioni di persone. CNN afferma che tra i documenti dell’azienda che voleva distribuire l’app, sono presenti anche scambi di mail tra Zuckerberg e altri dirigenti del social.

Il 19 novembre Collins si è messo in contatto con Ted Kramer, fondatore di Six4Three, per ottenere i documenti. Poiché non voleva fornirli e si trovava a Londra, è stato scortato al Parlamento dove ha ricevuto comunicazione che per il suo comportamento poteva essere sanzionato o finire in prigione. The Observer riferice che il procedimento è supervisionato da un funzionario responsabile della sicurezza e dell’ordine alla Camera dei Comuni.

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

Secondo i legali di Kramer i documenti consegnati in California dovrebbero essere trattati come “sub iudice” nel tribunale americano (in altre parole non dovrebbero essere resi pubblici fino alla sentenza definitiva), ma Collins vuole rendere noti i documenti come parte dell’indagine sull’uso dei dati personali da parte del social, in linea con la legge britannica e i privilegi del Parlamento del Regno Unito.

Secondo il Wall Street Journal, Zuckerberg sta facendo pressing sull’intero management per cercare di ripristinare la reputazione dell’azienda e salvare il business che – volenti o nolenti è ad ogni modo tutto incentrato sui dati degli utenti e pure sulle immagini da loro messe online.

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