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Apple Pay in Nuova Zelanda, ma le banche fanno muro

Apple Pay è sbarcato anche in Nuova Zelanda, dopo l’arrivo nella vicina Australia, accolto in modo particolarmente favorevole dai clienti, soprattutto grazie al gruppo ANZ, diventato la prima grande banca della regione, che ha deciso di investire nel servizio di pagamenti mobili Apple, a differenza della scelta operata dalle altre banche.

Ed infatti, Apple Pay si trova a fronteggiare la scelta di numerosi istituti bancari, che tendono ad ostacolare l’utilizzo della piattaforma, evitando proprio l’utilizzo di Apple Pay. In particolare, a boicottare letteralmente i pagamenti Apple, sono la Commonwealth Bank, il National Australia Bank e Westpac; difficile, senza il supporto di questi grandi protagonisti, pensare di poter raggiungere livelli di utilizzo elevati.

Va ancora peggio nella vicina Australia, dove viene riferito che la piattaforma di pagamenti Apple soffre di un lento assorbimento da parte dei consumatori nel paese, la cui diffusione è ancor più osteggiata dalla morsa delle banche, che non trovano accordi con Apple.

Sebbene i conflitti che stiano attorniando il servizio di pagamenti mobili Apple, le parole del vice presidente di Apple Pay, Jennifer Bailey, sembrano raccontare tutt’altra storia: “Abbiamo visto quanto popolare Apple Pay è stato in Australia, e siamo entusiasti di offrire ai clienti ANZ in Nuova Zelanda la stessa grande esperienza”.

Indipendentemente dalla sua effettiva diffusione, è chiaro l’impegno di Apple di sostenere ed espandere la piattaforma, ancor più se osteggiata dalle banche. Peraltro, il servizio sarà presto accettato anche in altre importanti attività come BP, Corporate Cars, BP, Farmers, McDonalds, Domino’s, K-Mart, Hallenstein Brothers e Stevens and Storm.

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