Super Micro «Nessun chip spia cinese nei server di Apple e Amazon»

Al termine di una rigorosa indagine effettuata da una società esterna, Super Micro conferma che non c’è traccia dei chip spia cinesi che secondo il report di Bloomberg avrebbero aperto backdoor nei server di Apple, Amazon e di numerose altre realtà commerciali e governative USA

Bloomberg dice che la Cina spia Apple con un chip nei server. Apple risponde: “Tutto falso”.

Super Micro aveva già negato la presenza d chip spia cinesi sulle proprie schede madri impiegate nei server di Apple, Amazon e di numerose altre realtà commerciali e governative negli Stati Uniti ma anche in altri paesi.

Ora al termine di una approfondita indagine condotta da una società di sicurezza indipendente, Super Micro torna sulla questione dei chip spia cinesi negando definitivamente la presenza di questi piccoli chip non autorizzati.
Apple nega di aver trovato chip spia cinesi nel server iCloudQueste componenti, stando a un report di Bloomberg che ha generato scalpore in tutto il mondo, sarebbero state installate sulle schede madri a insaputa del costruttore Super Micro e anche dei clienti della società, tra cui oltre ad Apple e Amazon figurano alcune delle multinazionali più importanti del globo, nonché enti governativi e militari USA.

L’indagine approfondita ha riguardato sia l’hardware che il software di Super Micro, ed è stata estesa non solo alle schede madri ora in produzione ma anche modelli precedenti forniti ad Apple, Amazon e altri. Il risultato dell’indagine, che Reuter indica eseguita dalla società di investigazione esterna Nardello & Co, è già stato comunicato da Super Micro a tutti i propri clienti.

Ricordiamo che Apple, Amazon, Super Micro e altre società avevano immediatamente respinto la tesi del report di Bloomberg sulla presenza dei chip spia cinesi nei propri server. Apple intervenendo più volte sulla questione.
Apple nega di aver trovato chip spia cinesi nel server iCloudIn più occasioni Tim Cook ha dichiarato che Apple ha risposto a ogni domanda dei giornalisti della testata finanziaria, effettuando indagini accurate sulla sua intera filiera, senza mai trovare la minima traccia dell’esistenza di questa presunta falla di sicurezza. Secondo l’amministrato delegato di Apple, Bloomberg dovrebbe «Fare la cosa giusta e ritrattare il report».

In seguito alla scalpore del report in questione la quotazione delle azioni Super Micro ha subito un tracollo: il titolo è passato da 21,40 dollari a 12,60 dollari in un solo giorno, valore successivamente ripreso solo in parte con una quotazione che ora si aggira intorno ai 16,35 dollari. L’ipotesi dei chip spia è stata respinta anche da esperti di sicurezza e server, ma anche dalle agenzie di intelligence del Regno Unito e degli Stati Uniti.