In Cina tutte le app iOS non devono avere le componenti per il Voip

Il governo cinese impone un'altra dura restrizione ad Apple: tutte gli applicativi in App Store cinese non possono avere una caratteristica.

Nel corso degli anni la Cina, per quanto sia un mercato particolarmente importante per Apple, ha dato non pochi problemi alla casa di Cupertino, con restrizioni varie che hanno costretto la società della Mela a imporre limiti alle proprie strategie. Tra gli ultimi, quelli che impongono alle app App Store di avere una caratteristica. Ecco quale.

Come ha fatto notare la redazione di 9to5Mac, Apple è stata costretta ad inviare un messaggio a tutti gli sviluppatori, per imporre loro di rimuovere Callkit dalle proprie applicazioni. Nessun’app in App Store può, infatti, supportare e integrate CallKit. Il governo cinese non ha specificato i dettagli del divieto, ma non è difficile immaginare che dietro l’imposizione ci siano sempre motivi di sicurezza,

La Cina, infatti, non vede di buon occhio gli applicativi VoIP, e Microsoft ne sa qualcosa, considerando che ha dovuto rimuovere Skype dai propri store digitali. CallKit non è un applicativo VoIP, bensì un framework che, tra le tante, consente agli applicativi VoIP di sfruttare la UI dell’app Telefono nativa di iOS.

app ios

Apple non ha avuto scelta: per mantenere un buon rapporto con la Cina, e continuare a vendere gli smartphone all’interno del paese ha dovuto far rimuovere Callkit da tutte le app presenti in store. La decisione di Apple di cedere così in fretta potrebbe avere delle ripercussioni politiche: alcuni senatori potrebbero chiedere spiegazioni alla Mela, che ha ceduto alle pressioni del governo cinese senza nemmeno tentare una trattativa.

Già nei mesi scorsi, per conformarsi alle leggi sulla cybersicurezza, Apple ha dovuto trasferire fisicamente in Cina alcuni server, dove peraltro è stata costretta a memorizzare i dati cloud , che fino a qualche mese fa venivano salvati su server statunitensi. Insomma, al governo USA potrebbe non piacere il modo in cui Apple ceda alle pressioni cinese, quasi senza tentare minimamente di resistere, prima di dover comunque cedere alle dure leggi cinesi.