L’ex Google John Giannandrea ora a capo Siri e Machine Learning in Apple

John Giannandrea

L’ex responsabile della ricerca di Google che era a capo anche della divisione IA di Big G, è ora lo “zar” di tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale in Apple.

John Giannandrea, ex responsabile della ricerca di Google che era a capo anche della divisione intelligenza artificiale di Big G, assunto da Apple ad aprile di quest’anno, si occuperà non solo di guidare la divisione Machine Learning dell’azienda ma anche il team che si occupa di Siri con il dirigente che, di fatto, diventa lo “zar” di tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale in Apple.

A riferire la notizia è il sito TechCrunch, spiegando che le strutture interne che si occupano di Siri e tecnologia Core ML rimarranno immutate ma ora le squadre risponderanno a Giannandrea. La struttura interna di Apple comporta che i team rimarranno probabilmente integrati all’interno dell’organigramma, legati a vari progetti che includono strumenti per sviluppatori, mapping, tecnologie Core OS e altro ancora. Le funzionalità di machine learning on-device con le quali è possibile creare app in grado di prevedere, imparare e diventare via via più “intelligenti”, sono ormai pervasive e utilizzate a tutto tondo.

John Giannandrea

J. G. Giannandrea, 53 anni, ha spinto Google a integrare l’I.A. in vari prodotti, incluse ricerche, Gmail e Google Assistant. È arrivato in Big G nel 2010 con l’acquisizione di Metaweb, una startup dove lavorava come chief technology officer. Metaweb era descritto come un “database della conoscenza mondiale”, Knowledge Graph ora inglobato da Google nel motore di ricerca e in grado di rispondere query da parte dell’utente. Sotto la guida di Giannandrea, le ricerche di Google nel settore del machine learning e dell’intelligenza artificiale sono diventate sempre più importanti e fondamentali in un contesto in cui il controllo vocale è ormai sempre più determinante.

Apple nel 2016 ha assunto anche Russ Salakhutdinov, professore della Carnegie Mellon University, mettendolo alla guida di un team che all’interno della Mela si occupa di intelligenza artificiale. Rispetto ad altre aziende, i servizi della multinazionale di Cupertino che sfruttano l’I.A. sono molto attenti alla privacy, un approccio conservatore che finora ha pagato e impedito il verificarsi di problemi come accaduto con lo scandalo Facebook/Cambridge Analytica.

I ricercatori che si occupano dell’addestramento di sistemi di I.A. devono tenere conto di enormi quantità di dati legati spesso agli utenti. Apple è convinta di poter sviluppare meccanismi di machine learning senza compromettere la privacy degli utenti, un “diritto umano” e una “libertà civile” come ha avuto modo di dichiarare più volte Tim Cook.