Recensione: iPad Pro al posto di un Mac in viaggio, la nostra prova

Abbiamo provato a fare come Tim Cook: in viaggio solo con iPhone 6s Plus, iPad Pro e la tastiera Smart Keyboard di Apple. Per vedere se davvero il grande iPad,  riesce a sostituire un Mac, almeno per un po' e che cosa serve

L’avevamo promesso, già nella prima presa di contatto di iPad Pro, cioè durante l’unpacking, e adesso lo manteniamo. Abbiamo passato dieci giorni solo con iPad Pro e la tastiera Smart Keyboard (già recensita qui) per vedere se davvero, come ha dichiarato Tim Cook nella sua recente visita a Milano, è possibile viaggiare solo con iPad Pro e lo smartphone di Apple, lasciando a casa tutto il resto.

Una premessa doverosa: tutto dipende da che tipo di viaggio si fa. Se è un viaggio di piacere, oltre al Mac si può lasciare in realtà a casa anche l’iPad e contentarsi del telefono di Apple. Fa ottime foto, si può ascoltare la musica, prendere appunti, navigare il web, rispondere alle mail. Cosa volete di più? Le cose diventano più complesse se il viaggio invece è di lavoro: nel caso di chi scrive è stato così: la partecipazione a una conferenza che si è tenuta a Dallas durante la settimana appena conclusa, con viaggio di andata e ritorno in classe economica (quindi spazi molto stretti per riuscire a usare un computer) via Londra.

Apple Smart Keyboard per iPad Pro 20 In viaggio con iPad Pro
Un’altra premessa: non tutti i lavori sono uguali. C’è chi ha bisogno di scrivere di più, chi di visionare documenti, chi di lavorare magari leggendo ma non scrivendo. E chi di disegnare o fare editing di foto, o magari montare audio e video. Per questo abbiamo cercato di simulare attività lavorative di vario genere: gestione documenti lunghi e brevi, email, accesso a CMS e piattaforme online tramite browser, utilizzo di app per cercare di fare quello che normalmente si riesce a fare con un computer portatile connesso a internet. Non abbiamo fatto tutto, ovviamente, ma qualcosa sì. Vediamo come è andata.

Presa di contatto
La prima cosa che appare evidente dell’iPad Pro è che, nonostante la tastiera sia spessa solo pochi millimetri, si tratta di un apparecchio dalle dimensioni decisamente “importanti”. Non il peso, che non risulta impegnativo, ma sicuramente i centimetri quadrati necessari ad archiviare l’iPad Pro in una borsa o valigia o zainetto per il viaggio non sono da sottovalutare. L’ingombro è sostanzialmente quello di un MacBook da 13 pollici (Air o Pro che sia). E questo richiede una riflessione su cosa si voglia utilizzare per trasportarlo: non è possibile usarlo in una borsa pensata e usata per trasportare altre cose: mentre l’iPad Air e soprattutto il mini scompaiono in uno zainetto o addirittura in un borsello medio-grande (o una borsa da donna di medie dimensioni), il Pro richiede uno spazio dedicato sulla falsariga di un computer portatile.

In viaggio con iPad Pro
Poco male, lo abbiamo tenuto infilato nello zainetto nero che è sempre con noi, assieme a un contenitore per caricabatterie e cavetti più una macchina fotografica full frame di dimensioni contenute (una Leica M Monochrom, di cui vi parleremo ancora in un altro articolo-prova) e qualche altro effetto personale.

Per il viaggio, dal momento che avremmo avuto tutti apparecchi iOS o basati su caricabatteria Lightning (inclusa la Apple Pencil!) abbiamo utilizzato il caricabatterie RAVPower (caricatore USB da Muro a 3 Porte da 24W – 4,8A acquistato alcuni mesi fa proprio sul sito di Macitynet in promozione: eccellente oggetto va detto) per poter ridurre il numero dei caricabatterie necessari. Infatti sia l’iPad Pro che l’iPhone 6s Plus che l’Apple Watch sono stati alimentati da un singolo caricabatterie, utilizzando un adattatore della spina (per lo standard Usa) da un euro comprato dal ferramenta prima di partire. Per backup ci eravamo portati dietro anche un caricabatterie Apple per iPhone americano, che però abbiamo scoperto non avere una tensione sufficiente per ricaricare l’iPad Pro.

Zainetto quindi relativamente ingombrante ma comunque leggero, anche grazie al fatto che, rispetto a un portatile, si portano dietro meno adattatori, caricabatterie etc. La dotazione minimal comprendeva anche l’adattatore Lightning per caricare le foto da scheda SD direttamente su iPad e la Apple Pencil.

Acquisizione dati sul campo
Una prima considerazione relativamente alla dotazione di porte degli iPad in generale (che come sappiamo, mancano di connessione USB se non per le macchine fotografiche). Ebbene, non è stato neanche messo in dubbio il fatto che si potesse lavorare totalmente wireless. In hotel, sia in camera che nella lobby, la connessione era Wi-Fi, così come nelle sale per la conferenza (organizzata all’Omni Dallas Hotel), non c’è mai stato bisogno di scambio dati usando chiavette o altro e, quando è stato necessario, oltre all’email è stato condiviso tutto in maniera molto semplice utilizzando Dropbox o altri modi per download da server.

In caso si rendesse strettamente necessario avere accesso a dati contenuti su chiavetta USB, comunque, due colleghi (uno francese e uno spagnolo) entrambi dotati di MacBook si erano resi più che disponibili a fare il passaggio via AirDrop. Non è stato comunque necessario, come detto ormai la probabilità che qualcuno passi qualcosa su chiavetta USB sono molto ridotte.

È più improbabile solo che qualcuno passi qualcosa su Cd masterizzato (mentre su floppy è statisticamente impossibile, anche se non può essere escluso a priori).

Insomma, il primo ostacolo relativo alla connettività “fisica” è stato brillantemente superato per merito dell’evoluzione della società. Una evoluzione nella quale i MacBook Air e gli iPad hanno giocato sicuramente la loro parte, ma che l’aumento delle velocità di connessione e la capacità di memoria sia dei servizi online che delle tecnologie di trasmissione dati hanno reso inevitabile.

Apple Smart Keyboard per iPad Pro 12