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Recensione iPad Pro: una settimana con il tablet che vuole cambiare il mondo

iPad fin dal giorno che è nato, nell’immaginario della gente, doveva sostituire un computer e per molti l’ha anche fatto. Un certo numero di persone ha però rinunciato, almeno in quest’ottica, a farne un’alternativa a un laptop attendendo che alcune sue caratteristiche specifiche, come lo schermo touch e la naturalezza con cui permette di interagire con i contenuti, potessero arrivare su un dispositivo paragonabile a un computer per potenza e dimensioni. Ed è a questo pubblico, nicchia vasta, ma molto specifica, perché essenzialmente composta da utenti professionali, che si rivolge iPad Pro.

iPad pro
Tutti i più recenti dispositivi iOS a confronto

Apple per arrivare a presentare qualche cosa che rispondesse a queste esigenze non ci ha messo poco. È partita infatti da lontano, facendo evolvere lentamente il caro vecchio iPad, fino a giungere a questo dispositivo che abbiamo qui tra le mani, che nonostante possa essere descritto semplicemente come un iPad maggiorato nelle dimensioni e quindi ben conosciuto nelle sue caratteristiche, in realtà è un “animale” del tutto nuovo perché remixa gli elementi classici di una piattaforma nota, cambiando le carte in tavola e stravolgendo molte convenzioni di utilizzo. Per questo nel giudicarlo richiede un approccio mentale differente da quello che useremmo per giudicare l’efficacia e la reale utilità di un precedente iPad. L’abbiamo così usato intensamente per una settimana, provando a capirne pregi, difetti, punti di forza e limiti per poi concentrare la nostra attenzione sulle sue peculiarità: dimensioni, schermo, utilizzo come piattaforma per il multimedia e per la produttività personale, gioco e accessori, infine cercando di capire a chi serve e quanto serve.

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iPad Pro, appena fuori dalla scatola

Hardware e design, tra tradizione ed innovazione

Anche se siamo di fronte ad un iPad reinventato, iPad Pro è un iPad in tutto e per tutto: dal design (sostanzialmente identico a quello di un iPad Air 2), per finire con la qualità costruttiva (al solito a un altissimo standard), passando dai controlli. Per questo chi ha usato un iPad in precedenza non troverà alcuna difficoltà a usare iPad Pro perché tasti, le porte, il bottone home (con incluso Touch ID, una benedizione che riduce l’utilizzo della tastiera software per login e password, qui più scomode da immettere stanti le dimensioni dello schermo) sono nel posto in cui li abbiamo sempre trovati. Si fa solo un po’ più di difficoltà inizialmente a orientarsi, perché le dimensioni cambiano le carte in tavola.

In iPad Pro abbiamo anche le classiche fotocamere che abbiamo visto negli ultimi iPad. Posteriormente si tratta di una fotocamera da 8 megapixel, frontalmente da 1.2 megapixel. Non crediamo che Apple le abbia messe lì per scattare selfie o panorami (anche se siamo certi che durante una vacanza non mancherà la vista di qualcuno che si ostinerà ad alzare iPad Pro sfoggiandolo per scattare foto), ma per categorie di utenti, come ad esempio architetti e arredatori, ingegneri ed agenti di commercio, che potrebbero trovare comodo avere una fotocamera integrata in uno strumento di lavoro.

Accanto a tante componenti note, iPad Pro ne ha anche di mai viste fino ad oggi di cui la più immediatamente percepibile, anche se forse non la più decisiva, sono i quattro altoparlanti ad alte prestazioni che troviamo sui due lati corti. Apple ha posto molta cura nella loro implementazione. Non si tratta solo dei migliori (hanno una gamma di frequenza di tre volte più ampia di quella dei vecchi iPad), più grandi (la camera di risonanza è cresciuta del 61%) e più potenti altoparlanti che abbiamo mai sentito suonare in un iPad, ma anche, come spieghiamo più avanti, di altoparlanti smart che producono il suono in accordo con l’orientamento del dispositivo. Apple ha studiato anche la loro posizione: li ha collocati ai lati, così che difficilmente verranno otturati da una mano.

Un altro dettaglio tecnico da tenere in considerazione, soprattutto futura, è lo smart connector. Questa interfaccia consente di collegare istantaneamente accessori esterni. Come il connettore Lightning, Smart Connector è basato su tecnologie proprietarie che Apple darà in licenza e che per ora viene usato solo per la Smart Keyboard e per la Create Keyboard for iPad Pro di Logitech, due tastiere, ma che in futuro possiamo pensare possa essere usato anche per altri scopi, forse per delle vere e proprie periferiche.

Smart Connector
Smart Connector

Anche lo schermo, se non radicalmente diverso del tutto da quello degli altri iPad, funziona con una logica originale rispetto al passato. Si tratta di un display da 2.732 x 2.048 pixel a 264 ppi, la maggior risoluzione dopo quella dell’iMac Retina 5K. Apple mutua dallo schermo dell’all in one alcune tecnologie tra cui il TFT all’ossido di metallo e ne aggiunge di nuove. Ad esempio dimezza il refresh delle immagini da 60 a 30 volte al secondo quando percepisce una immagine statica, riducendo così il consumo di batteria e la moltiplica per quattro quando percepisce la presenza della Apple Pencil, per ridurre la latenza nel tracciamento dei disegni.

A proposito del consumo: nel corso della nostra prova non abbiamo svolto test specifici, ma non abbiamo notato alcun limite percepibile rispetto alla batteria di un iPad Air 2 o dell’iPad mini 4 nell’uso che ne abbiamo fatto quotidianamente. Apple parla di dieci ore di autonomia, come per i modelli precedenti, e diremmo che questa promessa viene mantenuta. Forse si poteva fare un po’ meglio visto la superficie della macchina che consentirebbe di mettere nello chassis una batteria enorme, ma, tempi di ricarica a parte che sarebbero saliti esponenzialmente più lunghi, come abbiamo appreso da una dissezione del dispositivo, Apple ha dedicato un parte significativa della piattaforma agli altoparlanti, riducendo quella per la batteria. In ogni caso è molto difficile lamentarsi dell’autonomia.

La batteria e l'interno di iPad Pro
La batteria e l’interno di iPad Pro

Qualche cosa di meno positivo si deve dire del fatto che la batteria da 10.307 mAh viene ricaricata con il tradizionale alimentatore da 12W che fornisce ad iPad 2,4 Ah. Questo significa che nel migliore dei casi saranno necessarie 4 ore e mezza per una ricarica completa, non moltissimo ma neppure poco se si parte da zero. Fino a quando non ci sarà un metodo di ricarica più rapido (che deve però probabilmente arrivare da qualche modifica delle specifiche di Lightning o da una improbabile adozione di USB Type-C) è una benedizione il fatto che Apple abbia incluso nella confezione un cavo da due metri. Non saranno sicuramente pochi coloro che in ufficio e in casa useranno iPad tenendolo collegato alla corrente elettrica per evitare la sua successiva ricarica.

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