La tradizione della serie Naga continua con questo Razer Naga V3 Pro, un mouse componibile pensato per chi fa uso di tante Macro e automatismi, in produzione ma soprattutto per chi gioca. Variabile nella configurazione, ha meccanica da altissimo profilo e un carattere ben definito.
Un nome che arriva da lontano
Il nome deriva, molto probabilmente, dalla razza Naga presente in Warcraft III e in World of Warcraft, esseri metà serpente e metà qualcos’altro, che a sua volta deriva dall’induismo e dal buddhismo così come dal termine sanscrito “nāga”, che significa appunto serpente.
Razer usa il nome di alcune razze di serpenti per i suoi mouse (dal DeathAdder al Viper, dal Mamba al Basilisk ad altri) e qui non si fa eccezione, ma rispetto a molti altri mouse, qui tutto è molto specifico, tanto che il mouse è paradossalmente e allo stesso tempo molto generico quanto molto specializzato, come vedremo.

Tre che è uno
La scatola del Razer Naga V3 Pro è in linea con altri prodotti Razer, una qualità ineccepibile tra cartone ben serigrafato, con tutte le caratteristiche in bella vista già dall’esterno della confezione e un’anima in plastica morbida una forma che avvolge e protegge il mouse e tutti gli accessori all’interno della scatola.
Una serie di accessori ben nutrita, tanto che la novità la si vede subito dall’immagine della confezione, ma appare chiara anche quando si apre la scatola: all’interno trova posto il mouse vero e proprio, il dongle (che è diverso dalla nuova semisfera presente nel DeathAdder ma del tipo a prisma visto sul Razer DeathAdder V3 Pro), con annessa antenna USB-A e due ricambi per la parte laterale, che sono poi il “succo” di questo mouse.
Questi ricambi sono come delle piastre, che permettono di cambiare l’anima al mouse nel solo lato interno (sinistro), sono la parte più interessante di questo modello, seppure ci sono tanti altri aspetti da esplorare.
Le tre piastre permettono di passare da una configurazione a due tasti ad una a sei tasti (su due file), sino ad una con addirittura 12 tasti, tutti programmabili.
Il cambio si effettua in modo semplice con una leggera pressione sulla aletta, che è collegata magneticamente, sostituendola con una delle altre due, una operazione da non più di due secondi.
Il mouse capisce da solo quale tipo di piastra è montata e si comporta di conseguenza, senza nessun tipo di problema, il che significa che l’utente non deve fare altro che cambiare piastra, al resto ci pensa il software interno del mouse.
I tasti (2, 6 o 12) si aggiungono agli altri già presenti sul mouse, per un totale massimo di 23 (leggasi ventitré in un solo mouse), contro i 20 del predecessore.

Le tre piastre sono pensate per adattare il mouse a vari tipi di utilizzo, ottimizzandone l’ergonomia e le possibilità. Con la piastra più semplice, a due pulsanti, il mouse è pensato per la velocità, evitando pressioni involontarie, su giochi come Valorant e Counter-Strike 2, ma anche Overwatch 2 e Fortnite.
In ottica gaming i due pulsanti possono essere attivati per aprire una call temporanea con gli altri giocatori del team per avvisi o per impartire ordini.
La piastra a sei pulsanti riduce gli spostamenti del pollice e offre un buon compromesso tra quantità di comandi e riconoscibilità, con comandi di tipo abilità tattica, abilità finale, granata, comunicazione, cura e scudo.
Qui i titoli sono più classici e girano attorno al genere RPG come Diablo III e Diablo IV, League of Legends o Path of Exile 1 e 2.
Infine, la piatra a 12 pulsanti farà felici i giocatori di World of Warcraft, Guild Wars 2, Star Wars: The Old Republic e EVE Online, laddove ogni personaggio o tattica di gioco ha bisogno di tantissime automazioni e Comandi Rapidi, che in altro modo necessitano di più tempo, con notevoli complicazioni durante le fasi più concitate del gioco.
Dal punto di vista della produttività, i vari tasti possono essere associate a varie Macro per tutti gli applicativi disponibili per computer, inclusi comandi interni, via Macro o Script.
Claw grip
La dimensione del mouse è piuttosto grande, anche se la forma è più tozza dei fratelli DeathAdder e Viper: le misure sono 119,5×75,5×43,5 cm, per un peso di 117 g. Il mouse quindi risulta più leggero del modello precedente, ma sensibilmente più pesante di altri mouse Razer, questo perché, probabilmente, il modo migliore per usare il mouse è con impugnatura ad artiglio (“claw grip” in inglese), che offre più libertà nell’uso dei pulsanti laterali, e in questo modo un mouse troppo leggero può essere meno pratico di uno più pesante.
Il mouse, che è destrorso, è composto in materiale plastico nero con finitura opaca, molto ben sagomato, con parti in gomma morbida viscosa nella piastra a due pulsanti, per aumentare la presa anche d’estate e due grandi piedini TFE al 100%, che favoriscono lo scorrimento.

A proposito di scorrimento: il mouse ha un sensore di tipo ottico, quindi capace di arrivare a risultati maggiori di uno Laser, ma che sarebbe bene favorire con un tappetino all’altezza: durante il test l’abbiamo abbinato con il nuovo tappetino in vetro Razer Atlas Pro e anche con un più tradizionale e accessibile Razer Gigantus V2 Pro.
Il tappetino non è ovviamente necessario, il mouse funziona alla grande anche su superfici più classiche come quella della scrivania, ma per avere il massimo risultato in termini di resa di movimento, e qui come vedremo ne vale la pena, serve un tappetino adatto.
Sensore e prestazioni al top
Sul fronte tecnico il Razer Naga V3 Pro adotta il sensore Focus Pro 50K Optical Sensor Gen-3, accreditato di una precisione fino al 99,8%, una sensibilità massima di 50.000 DPI, velocità fino a 930 IPS e accelerazione di 90 G.
In poche parole, il mouse è il più potente nel mercato, pareggiato solo dal modello Razer Viper V4 Pro che monta lo stesso comporto tecnico.
Valori straordinari che non solo superano quelli del fratello DeathAdder V4 Pro e surclassano quelli del modello precedente, ma che non hanno al momento in cui scriviamo queste righe pari nel mercato (i valori più vicini sono quelli del mouse Logitech PRO X2 Superstrike, che però si ferma a 44.000 DPI, 888 IPS e 88 G) e che certificano la qualità del sensore Razer Focus su cui la casa madre ha investito molto negli ultimi anni.
Non neghiamo, ovviamente, che questi valori sono davvero molto alti e che per usarli al meglio servono capacità che davvero pochi utenti possiedono, ma la qualità di un sensore non si misura tanto nei valori di picco, quanto nella qualità di quelli intermedi, che tutti utilizzano: avere un valore di DPI e di velocità massima alti permette di ottimizzare meglio i tagli intermedi, che sono usati di più.
I valori alti in termini di DPI comunque aiutano sia per quanto riguarda altre funzioni come Frame Sync, che allinea ogni movimento con la temporizzazione del PC, oltreché, più in generale, per quanti utilizzando monitor ad altissima risoluzione.
HyperScroll Tilt Wheel Gen-2
Le novità di questo mouse sin qui descritte potrebbero, da sole, giustificare il passaggio di versione, ma Razer ha voluto introdurre una ulteriore novità, per diversificarlo dai fratelli di listino.
Nuova è, infatti, la rotella, chiamata HyperScroll Tilt Wheel Gen-2, capace di offrire quattro tipi di movimento: Free-Spin, Tactile, Precision Tactile e Smart-Reel.
La modalità Free-Spin permette uno scorrimento praticamente senza attrito, ideale per documenti lunghi, inventari o mappe di grandi dimensioni. Tactile aggiunge invece scatti ben definiti, mentre Precision Tactile raddoppia la granularità portando gli step a 48 posizioni per una precisione superiore. Per chi non è sicuro di quale modalità adottare, c’è Smart-Reel che adatta automaticamente il comportamento della rotella in base alla velocità di scorrimento.
Questa soluzione, più che per il gaming, è pensata per chi usa molto frequentemente documenti molto lunghi, come Word o Excel o, perchè no, pagine web.
Sempre a proposito di tasti, il mouse propone tasti Razer Optical Mouse Switches Gen 4, che rispetto a tasti meccanici classici, ne sono una complessa evoluzione.
Il punto di attenuazione è di 0,25 mm (molto buono), ma soprattutto rilevano il clic tramite un fascio di luce infrarossa, anziché con contatti metallici, il che comporta un feedback più netto e tattile ma soprattutto l’assenza di debounce delay, in pratica eliminano il problema dei clic involontari, una delle seccature maggiori quando si gioca nelle fasi più concitate del gioco.

Synapse, indispensabile ma…
Se per gli altri prodotti di Razer la presenza dei driver Synapse era prima di tutto una grande comodità per via della configurazione e personalizzazione dei device, oltre che l’unico modo per dominare e sbloccare ogni funzione, con il Razer Naga V3 Pro Synapse è praticamente obbligatorio. Il mouse funziona comunque lo stesso, ma senza Synapse, i tasti diventano pressoché inutili, e si perde gran parte delle qualità del mouse.
La configurazione è molto semplice e anche registrare le macro è davvero un gioco da ragazzi: serve perdere un po’ di tempo per capire bene come funzionano tutti i gradi di personalizzazione, e qui si va davvero tanto in profondità, ma è una attività che si può fare un po’ alla volta.
Al momento in cui scriviamo queste righe, qualche giorno prima del lancio ufficiale, dato che Razer ci ha gentilmente fornito un sample in anteprima, il mouse è visto solo da Synapse per Windows. Synapse per Mac e Synapse Web non vedono il mouse, il che significa che questo funziona perfettamente, a parte la personalizzazione.
Autonomia
Diversamente da altri mouse nella stessa fascia di prezzo lanciati da Razer ultimamente, il Razer Naga V3 Pro è un mouse pensato per essere portato in giro.
La scelta del dongle trapezoidale, al posto di quello semisferico che è più recente e potente, favorisce l’uso in mobilità. La possibilità di avere una chiavetta USB-A è comoda, perché rende facile staccare il tutto e metterlo in borsa, potendo quindi avere un mouse davvero superpotente e poterlo usare ovunque.
Altri mouse presenti a listino Razer, come ad esempio il Razer Basilisk Mobile, sono comunque comodi da usare in mobilità, ma offrono qualche compromesso in termini di prestazioni.

La praticità del dongle trapezoidale comunque è alta, perché pur funzionando molto bene in ricezione, è altrettanto comodo da staccare per la ricarica del mouse, con lo stesso cavo USB-C.
Parziale novità di questo Razer Naga V3 Pro però è la compatibilità con la base di ricarica Razer Mouse Dock Pro.
In pratica questa base di ricarica, acquistabile a parte e non inclusa in confezione, oltre ad offrire una elegante luminosità RGB, funziona da antenna per la ricezione e anche da base di ricarica. La base è un po’ costosa, lo ammettiamo, ma è una comodità incredibile, la sera una volta finito di usare il mouse, lo si ripone sopra la base magnetica e questo si ricarica nel tempo di inutilizzo del PC (serve usare una porta USB del computer opportunamente configurata per continuare l’alimentazione anche da computer spento).
Ad ogni modo, prove alla mano, via USB, con Hyperpolling a 4000 Hz e circa 20K in DPI il mouse è durato più di tre settimane con una singola ricarica, valori che sono destinati a crescere se usato in Bluetooth, laddove il consumo si abbassa (come le prestazioni).
Conclusioni
Abbiamo avuto il piacere di provare il Razer Naga V3 Pro per qualche settimana prima del lancio ufficiale, in vari ambiti operativi. Partendo dal classico tram tram lavorativo su macOS con Office, Photoshop, Illustrator e InDesign, sino all sfruttamento attraverso vari giochi, da Diablo III e Diablo IV passando per Warcraft III Reforged sino a League of Legends.
Abbiamo cercato di esplorare le possibilità date dalle tre placche, divertendoci molto nel provare vari tipi di configurazioni e Macro (perlopiù su Windows 11), cercando di capire laddove il mouse riusciva ad essere più performante di altri.
Per chi come chi scrive viene dall’esperienza di un mouse molto, molto leggero come il Razer Viper V4 Pro questo mouse, all’inizio, sembra molto pesante e strano, ma con il tempo ci si abitua e anzi la presa ad artiglio offre numerosi vantaggi nelle fasi concitate di gioco.
La durata è molto buona (più o meno un mese), qui avevamo una Razer Mouse Dock Pro e l’abbiamo adattata spostandola da Basilisk al Naga senza problemi, ed è un gran bel vantaggio. Al di la della bellezza della base, specie al buio, è molto comodo poter mettere in carica il mouse la sera dopo l’uso solamente appoggiandolo.
Per inciso, nel nostro caso la base era collegata con un Razer Thunderbolt 5 Dock, che ha delle porte apposite per la carica notturna (ma ce l’hanno anche moltissimi PC).
Dire che questo sia il Razer Naga più ambizioso mai realizzato è scontato, dato che è appena uscito, dire che è il più completo e potente mouse Razer in commercio è meno scontato, ma altrettanto vero (e speriamo che la novità del HyperScroll Tilt Wheel Gen-2 arrivi anche in altri mouse).
Quello che non è scontato è capire che è un prodotto che cerca di adattarsi a qualunque stile di uso (e gioco) senza costringere l’utente a compromessi evidenti.
Le piastre intercambiabili, la nuova rotella, il sensore Focus Pro 50K e il peso ridotto rappresentano miglioramenti concreti rispetto alla generazione precedente, ma più di tutto è la completezza totale a stupire, per un prodotto destinato a illuminare nuovamente la tradizione Naga nel mondo Premium dei videogiochi.
Pro:
• Placche intercambiabili
• Nuovo sensore a 50K
• Nuova e bellissima rotella
Contro:
• Prezzo alto
• Serve un po’ di tempo per dominare tutte le funzioni
Prezzo:
• 199,99 € (Razer Naga V3 Pro)
• 59,99 € (Tappetino Razer Gigantus V2 Pro, facoltativo)
• 139,99 € (Tappetino Razer Atlas Pro, facoltativo)
• 99,99 € (Base di ricarica Razer Mouse Dock Pro, facoltativo)
Razer Naga V3 Pro è disponibile al momento solo a partire dal sito web italiano della casa madre.


































