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Tecnologia e migrazione, un’app per chi assiste migranti, rifugiati e richiedenti asilo

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Dalla collaborazione tra l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) e la Fondazione IBM Italia nasce una soluzione che ha l’obiettivo di assistere al meglio i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo che necessitano di cure lungo le tappe del loro viaggio. La soluzione chiamata “People on the Move” (POM) supporterà il lavoro delle équipe MSF impegnate nei Balcani, in Sicilia o in nave per il soccorso in mare nel Mediterraneo. Gli operatori possono inserire i dati medici dei pazienti a prescindere dalla connessione. Tutti i dati raccolti in forma anonima confluiscono in tempo reale in un unico database. MSF potrà così ottimizzare la propria risposta medico-umanitaria e rafforzare il proprio impegno perché a tutte le persone in fuga vengano garantite assistenza e condizioni di vita dignitose.

L’app è stata promossa dalla Fondazione IBM Italia nell’ambito del programma Impact Grants, un’iniziativa pro-bono che ha l’obiettivo di supportare le ONG mettendo a disposizione le competenze e gli strumenti tecnologici più avanzati. Progettata in base alle richieste specifiche dei medici e degli esperti di MSF, l’app è stata sviluppata dal Smart Solution Lab di IBM basato a Roma utilizzando software IBM ed è ospitata nel SoftLayer Data Centre nei pressi di Milano.

Dopo una prima fase di test, l’app è oggi in uso in tre progetti. In Serbia, dove MSF offre assistenza attraverso cliniche mobili nei campi al confine con l’Ungheria e nei parchi di Belgrado, è stata utilizzata per 2444 consultazioni mediche, 206 sessioni individuali di salute mentale e 174 sessioni di gruppo in soli due mesi, a opera di due team di medici e psicologi. A Trapani, dove MSF fornisce servizi per la salute mentale nei Centri di Accoglienza Straordinaria, è servita agli psicologi per 165 prime visite, 164 follow-up e 78 sessioni di gruppo. Sulla nave Bourbon Argos il tablet viene usato dal team medico che raccoglie tanto i dati medici individuali dei pazienti assistiti, quanto i dati aggregati dei diversi soccorsi (dall’avvio della App, 7 soccorsi per un totale di 4337 persone). Una banca dati in continuo divenire, che potrà potenzialmente essere estesa ad altri progetti lungo le rotte della migrazione.

Le persone che intraprendono il pericoloso viaggio verso la sicurezza vivono in condizioni di estrema precarietà, esposte agli elementi e alla violenza, spesso senza protezione né certezze per il futuro, e tutto questo si ripercuote sulla loro salute. L’app consente di registrare in forma anonima le caratteristiche dei pazienti, le loro condizioni di salute e vulnerabilità (minori non accompagnati, donne incinte, disabili, persone sopravvissute a traumi o con patologie croniche), i traumi subiti prima o durante il viaggio, il tipo di intervento medico o psicologico effettuato dalle équipe di MSF, fino all’eventuale trasferimento nel sistema sanitario nazionale.

msfes

 

 

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