In collegamento nell’ambito del World Economic Forum di Davos, Donald Trump ha difeso le aziende tecnologiche americane nei confronti dell’Unione europea.
In uno dei passaggi del suo discorso, ha detto: “L’Ue ci tratta in un modo che non ci piace. Ci impongono delle tasse. […] Vogliono soldi dalle nostre società come Apple e Google“. “Hanno guadagnato 15 o 16 miliardi sulle spalle di Apple. Hanno guadagnato miliardi sulle spalle di Google. E credo che vogliano guadagnare miliardi e miliardi sulle spalle di Facebook“.
“Che lo vogliate o no”, ha detto ancora Trump, “sono aziende americane […] Loro (l’Unione europea, ndr) non dovrebbero farlo. È, per quanto ne so, una forma di tassazione. Abbiamo molte lamentele nei confronti dell’Unione europea”.
La presenza di personalità della Silicon Valley all’investitura di Trump non era casuale e l’obiettivo di molti CEO delle big tech è cercare di ottenere protezione dal nuovo presidente degli Stati Uniti di fronte a decisioni sempre più aggressive dall’Unione europea su questioni quali ruling fiscali e normative sui mercati digitali che impongono maggiore apertura alle aziende che detengono una posizione economica forte.
Da tempo, come accennato, l’Unione europea, puta il dito contro il gigantisimo delle GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) e il loro essere diventati una scelta obbligata, criticate per presunte pratiche scorrette quali: abuso di posizione dominante, elusione fiscale, intromissione nella vita privata dei propri utenti e violazione della loro privacy. Normative quali il DSA (Digital Services Act) o il DMA (Digital Markets Act) per garantire mercati digitali equi e aperti sono viste da molte Big Tech come scelte per mettere loro bastoni tra le ruote in quelle aree dove detengono una posizione economica forte.
Le parole di Trump sono solo le prime in soccorso agli invitati del mondo IT visti alla cerimonia di insediamento del 47° “commander in chief” degli Stati Uniti a Capitol Hill, con le big tech che si sono organizzate per avere tutta l’attenzione del presidente e di Elon Musk, quest’ultimo alla guida di un nuovo organismo per l’efficienza governativa che dovrebbe smantellare la burocrazia governativa, tagliare gli eccessi nei regolamenti, tagliare le spese inutili e ristrutturare le agenzie federali”.
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