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Ulysses è sbarcato su iPhone, la recensione in anteprima di Macitynet

Pochi giorni dopo la notizia che Scrivener, il popolare software di scrittura per Mac tra qualche mese finalmente sbarcherà su iOS (in ritardo di almeno quattro anni rispetto ai tempi previsti) ecco che The Soulmen, il gruppo di sviluppatori dietro a Ulysses, arriva con una nuova versione del software di scrittura suo principale avversario, compatibile con iPhone dopo quella dell’iPad di alcuni mesi addietro.

Diverso per filosofia e strumenti a disposizione, come vedremo tra un attimo, Ulysses per iPhone si candida così a diventare il primo, vero strumento di scrittura “strutturata” disponibile attraverso le varie piattaforme di Apple. Macity lo ha provato in anteprima: grazie agli strumenti che Apple mette a disposizione degli sviluppatori per la gestione delle versioni preliminari dei software iOS (e che speriamo arrivino presto anche per l’app store di OS X) abbiamo potuto veder crescere per due mesi le differenti versioni di questo software basato sulla scrittura Markdown (linguaggio molto semplice e potente di cui abbiamo parlato abbondantemente a partire da qui e in questo ebook.

Sono stati rispettati appieno i tempi di sviluppo previsti per l’app: a dicembre il co-fondatore di The Soulmen Max Seelemann ci aveva infatti detto che «Se le cose vanno come vogliamo penso che saremo in grado di rilasciare la nuova versione entro la fine del primo trimestre del 2016. In ogni caso il suo rilascio dipende in buona parte dal feedback che riceveremo da parte dei beta tester». Il feedback c’è stato, 500 tester (tra cui il vostro cronista) hanno contribuito a provare e arricchire il più possibile l’app, e adesso arriviamo al prodotto finale. In realtà The Soulmen non ha solo realizzato una nuova versione della sua app per iPhone, ma ha reingegnerizzato anche le due versioni già esistenti, quella per iPad e quella per Mac. Il risultato è molto interessante.

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Come funziona Ulysses
Il software per a scrittura di The Soulmen è basato sul Markdown, il sistema di marcatura “facile” (ci sono pochissimi comandi, solo per le formattazioni del corpo del testo, intuitive e facili da leggere) creato da John Gruber. In realtà, si può tranquillamente ignorare questo aspetto: Ulysses fa parte di una nouvelle vague di app per la videoscrittura basati sul testo semplice. Esatto: di base questi software salvano documenti in formato txt. E non fa eccezione Ulysses, anche se la sua seconda caratteristica lo rende particolare.

Perché Ulysses ha scelto anche una seconda strada che in questo momento ha preso sempre più quota, e cioè quella di non agire su singoli documenti separati ma di creare un “contenitore” di tutto quel che si sta scrivendo, una serie di collezioni di singoli documenti legati assieme in cartelle o “gruppi”, che possono essere visti anche con dei “filtri” (cioè delle ricerche smart). Su OS X questo si vede nel pannello di sinistra, strutturato in maniera non dissimile ad esempio da Scrivener. Con l’aggiunta che nel binder di sinistra si vedono: una libreria con tutti i documenti creati, quelli fatti negli ultimi sette giorni e il cestino (se ne possono creare anche di altri). Poi si vedono i documenti creati su iCloud (che possono andare in una inbox o in varie collezioni) e quelli presenti sul Mac (in un contenitore offline, presente solo su Mac), quelli che vengono da Daedalus (il precedente software di scrittura di The Soulmen dedicato per l’iPhone) e quelli di altre fonti esterne ai pacchetti del software, su base locale, che può essere ad esempio la cartella di Dropbox.

Questa struttura si rispecchia con una certa precisione anche su iOS: la versione per iPhone presenta infatti la possibilità di accedere sia ai documenti iCloud che a quelli “esterni” che in realtà sono i differenti servizi presenti sul telefono. Ulysses fa questa cosa con intelligenza: anziché fare un generico collegamento ad esempio con Dropbox, utilizza la possibilità di legare a sé anche i documenti di testo contenuti all’interno delle sandbox di altri software di scrittura presenti sul dispositivo. Questa è una disponibilità presente a partire da iOS 8 e molto poco usata perché gli sviluppatori tendenzialmente preferiscono implementare un rapido accesso a Dropbox e altri utilizzando le API e le librerie messe a disposizione dai servizi cloud. In questa maniera invece la possibilità di lavorare su documenti anche lunghi diventa molto interessante perché non c’è più il rischio di dover “passare” il singolo documento da una app all’altra, moltiplicandone le versioni.

Pregi e difetti
Ulysses porta con sé una serie di novità e raffinamenti che sono nati in corso d’opera con lo sviluppo del software. Ad esempio la scelta di usare come font di sistema San Francisco, idea venuta agli sviluppatori solo alla fine del processo di sviluppo. Tuttavia, nonostante le possibilità di accesso a documenti in ambiti diversi che vedevamo sopra, il maggior limite per chi lavora da tempo con Scrivener su molti progetti e cerca in Ulysses una alternativa smart e veloce (tutte cose vere per questo ottimo software) è il modo in cui vengono aggregate le informazioni.
Infatti, Scrivener crea per ogni singolo progetto un unico documento, che in realtà è un package di OS X cioè una sorta di “cartella fusa assieme” al cui interno vengono posti tutti gli elementi del progetto stesso inclusi gli eventuali file multimediali (pdf, immagini, pagine web salvate in locale, ma anche audio e video se dovesse essere necessario, e documenti di Word, Excel e PowerPoint). Questo è un punto cruciale della filosofia di Scrivener, che è un software di scrittura “integrato” nel senso che è pensato per grandi progetti e ogni singolo progetto integra materiali di ricerca di vario tipo. Da qui la scelta di fare in modo che i singoli progetti siano documenti separati: quando si apre un nuovo progetto “scompaiono” tutte le cose degli altri e si lavora in maniera esclusiva.

Questa scelta tecnologica è anche alla base del forte ritardo di Scrivener nello sbarcare su iOS (oltre ad alcune scelte sfortunate e scellerate di sviluppo) perché i package sia su iCloud che su Dropbox sono particolarmente difficili da sincronizzare: vengono malamente visti come cartelle anche da Apple stessa. Invece, per tornare a Ulysses, quest’ultimo ragiona con l’idea che il programma contenga tutti i documenti che servono. Questo è un punto di forza quando si vuole ottenere un modello di sincronizzazione tra apparecchi diversi veloce e potente. Ma se si seguono più progetti, diventa un problema. Senza contare che in ogni caso anche il fatto che Ulysses utilizza dei “contenitori” che nascondono l’accesso ai singoli file di testo semplice. Una scelta forzata per introdurre una serie di funzioni che vedremo tra un attimo, ma che sono però in profonda contraddizione con quella che è l’idea stessa di usare il Markdown e il formato txt.

Sotto il vestito, la tecnologia
Sono i dettagli a fare grande (o miserevole) una app. Nel caso di Ulysses, The Soulmen hanno lavorato con grande attenzione per cercare di curare moltissimo i dettagli. Se c’è un problema strutturale nel software, non è certo questo. Dettagli come la riga dei comandi di formattazione che compare sopra la tastiera e che consente di accedere a una serie di funzioni in maniera chiara ed efficace. C’è la lente di ingrandimento per cercare (e sostituire) una parola, la freccia curva che permette di attivare Undo e Redo, un hamburgher con quattro righe che fa accedere a tutti i comandi markdown (livelli di titolo, indentazione, elenchi, blocco citazione, blocco codice e blocco commento, interruzione riga), una A maiuscola che fa accedere ai codici per dare enfasi, evidenziare, commentare, eliminare, annotare, marcare link, video, immagini e note a pie’ di pagina, il segno del campeggio svedese che sulle tastiere Mac indica il tasto Mela e che qui apre alla punteggiatura (trattini, frecce, copie di apici, virgolette, parentesi, segni di maggiore e minore e via dicendo), infine tutto a destra i due comandi per spostare il cursore di un passo a destra e a sinistra. Singolarmente questo comando è messo tutto a sinistra anziché ai due bordi della tastiera.

Il markdown implementato da Ulysses è, per scelta di The Soulmen, scalabile, nel senso che si estende sopra la versione base di John Gruber e accetta una serie di comandi in più. Questo aspetto di “balcanizzazione” del MD è tipico del linguaggio che Gruber ha scelto di tenere con uno standard morbido e non secco. La scelta è utile qui perché Ulysses offre un prodotto fortemente integrato che teoricamente non ha bisogno di andare verso l’esterno, su altri editor. Invece, per il testo da esportare, il motore interno fa bene il suo lavoro e l’esportazione in formato Rtf, Txt, Pdf e Html è molto buono. Nell’utilizzo non abbiamo mai riscontrato problemi o indecisioni, anche con testi particolarmente grandi.

Ovviamente si possono scegliere le varianti del Markdown nelle impostazioni, assieme a una serie di settaggi molto ampia: dal Multimarkdown al Textile, dalla correzione sintassi alla scelta dei font e via dicendo sino alla punteggiatura smart e ad altre cose che ci aspetteremmo in un software ancora più elegante. Si possono persino importare font personalizzati oltre a quelli di sistema di iOS tramite l’app per Mac, e poi si possono scaricare stili personalizzati per l’editing (con pagina chiara o scura) e per l’anteprima, che poi è la renderizzazione di una pagina Html. Se si cambia tipo di markdown (ad esempio da Multimarkdown a MarkdownXL) il programma chiede la verifica e converte tutte le tag da uno standard all’altro. Se si passa a un sistema con meno opzioni (ad esempio da MM a MD classico) ovviamente si perdono tutti i segni di marcatura sconosciuti al MD classico.

Agibilità e conclusioni
Il programma è estremamente stabile e facile da usare: molto veloce in tutte le sue manifestazioni e ricco e completo. Non sono molti i software per iPhone che abbiano un controllo così ricco e capillare di tutte le opzioni del testo. In pratica, ci si portano dietro le funzionalità pensate per le versioni “maggiori” di questo software, aggiungendo tuttavia soluzioni di interfaccia molto interessanti. La funzione degli obiettivi, quella più pubblicizzata (oltre al conteggio di tutto quel che si può misurare: lunghezza testo per caratteri, per parole, come durata di tempo di lettura lenta media e veloce) permette di vedere un cerchio che si completa con le percentuali di scrittura rispetto all’obiettivo finale. Forse un gadget, ma per chi voglia essere sicuro di essere “dentro i limiti”, un ottimo e chiaro indicatore raggiungibile semplicemente con uno swipe.

Le perplessità al termine della prova sono legate più che altro alla posizione nella quale questo software è stato calato: una via di mezzo tra editor più semplici e diretti, come iA Writer, e quelli più articolati e ricchi, come potrebbe essere Scrivener quando dovesse finalmente arrivare su iPhone. In questo momento la palma di software per la scrittura alternativa su iPhone va sicuramente a Ulysses, e non solo per il fatto che è disponibile sul mercato.
I punti di forza sono l’interfaccia, la chiarezza, la capacità di articolare la struttura dell’app in maniera chiara e coerente rispettando sia le convenzioni usate su iPhone che quelle interne ai prodotti di The Soulmen. Il punto debole è l’eccessiva complessità di personalizzazione, i troppi dettagli nei quali ci si può trovare a perdere tempo, e poi il formato “nascosto” dei documenti che, nonostante utilizzino uno standard aperto, vengono invece chiusi in un database proprietario (anche se questo rende possibile una utilissima funzione di backup continuo). Questo prezzo da pagare è però parzialmente compensato dalla possibilità di gestire gli allegati video e immagini all’interno del testo, una cosa notevole per il Markdown. Mancano totalmente le funzioni di collaborazione sui documenti. E in piu, Ulysses si “tiene ben lontano” dalla nuova tendenza delle app di scrittura di poter creare script in Javascript o altri linguaggi, eredità di un altro filone che nasce nell’ambito della programmazione.

Prezzo e disponibilità
Il nuovo Ulysses per iPhone è un upgrade gratuito per chi possiede già la versione iOS per iPad. In occasione del lancio, invece di 24,99 euro, Ulysses per iPhone e iPad è in offerta a 19,99 euro per un periodo limitato di tempo. Ulysses per Mac è disponibile su Mac App Store al prezzo di 44,99 euro.

Pro
Interfaccia semplice e potente
Coerenza con le app su iPad e Mac
Gestisce immagini e video dentro il testo

Contro
Troppe opzioni configurabili
Formato proprietario di archiviazione
Niente collaborazione sui documenti

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