A chi serve davvero un iPod Flash?

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Se davvero Apple metterà  in commercio un iPod Flash, a quale pubblico sarà  rivolto? E come l’azienda potrà  trarre vantaggio da un simile dispositivo per le sua crescita nel campo della musica digitale?

Se i nostri inviati non hanno davvero avuto le traveggole, come qualche malfidato commentatore ha sostenuto su qualche sito americano, Apple oggi presenterà  il suo iPod shuffle con 1 GB di memoria Flash, dimensioni ridotte e forse anche senza alcuno schermo.

Oltre alla possibilità  di contenere circa 240 canzoni in formato AAC o MP3 (con una qualità  musicale inferiore a parità  di spazio occupato) e alla probabile presenza di soli 4 tasti per comandare selezione dei brani, non si sa molto di più dell’oggetto: avrà  un dock con possibilità  di collegamento Firewire e USB 2.0?
Sarà  compatibile con altri accessori dell’azienda? Potrà  funzionare da disco virtuale di avvio per il Mac?

Un dispositivo del genere andrebbe a collocarsi in una strana posizione sul mercato attuale dei lettori MP3: da una parte abbiamo iPod come lettore “Principe” affrancatosi da tempo dalla mera funzionalità  di esecutore di brani musicali e approdato anche alla funzione di riproduttore di foto, dall’altra tutta una serie di imitatori basati su hard disk che non sono riusciti a trovare una interfaccia utente ed una facilità  d’uso e di integrazione con il software pari a quella che ha realizzato Apple con il suo iTunes.

Sotto questa fascia troviamo decine e decine di modelli che discendono più o meno dalle chiavette USB con memoria flash e che hanno in dotazione anche funzione di registrazione o radio FM.
I fatti dimostrano che le funzionalità  aggiuntive dei lettori mp3 su hard disk concorrenti di iPod non riescono a scalfire la popolarità  dei modelli “standard” e mini e la presenza di microfoni o tuner non è così fondamentale per aggredire un mercato che sembra desiderare di più un utilizzo passivo del dispositivo.

D’altra parte l’utilizzazione di iPod avviene in ambienti come l’auto e la casa dove esistono gia’ sintonizzatori radio più efficaci e chi usa il riproduttore come compagno di corse preferisce costruirsi da solo la propria colonna sonora.

Un ipod flash con comandi di poco superiori ad una chiavetta USB potrebbe essere sufficiente per molti utenti e se sospinto da un prezzo di attacco relativamente basso potrebbe generare un effetto incredibile sulla diffusione di un altro strumento importante per Apple: iTunes Music Store.

Anche se Cupertino afferma da tempo che ITMS non rappresenta un guadagno considerevole ma piuttosto un investimento per dotare iPod di un servizio è altrettanto certo che il progressivo spostamento degli acquisti musicali verso la musica digitale può veicolare ulteriori vendite e maggiori ammortamenti della struttura che ospita e vende canzoni e allo stesso tempo crescere come portale per commercializzare non solo musica ma altri contenuti digitali e “last but not least” anche Mac.

Se fino ad oggi un ostacolo alla diffusione di iPod poteva essere un alto prezzo di ingresso alla tecnologia abbinata del riproduttore e delle basi protette in AAC/FairPlay, ora con iPod shuffle (o come si chiamerà ) potremo avere una “chiave” di accesso alla musica di costo relativamente basso che metterà  in grado ogni componente di una “moderna famiglia digitale” di possedere un proprio strumento per la musica personale e di usare iTunes Music Store come fonte primaria di approvvigionamento.

Ma iPod come ben sappiamo non è ovviamente solo musica ma anche immagazinamento di dati, dispositivo di backup e sicurezza, home directory viaggiante per gli utenti Mac e strumento di interscambio dati tra piattaforme proprio come può esserlo una delle diffusissime chiavette di memoria USB. Per questo probabilmente sarà  dotato di un dock o di un adattatore per porta USB2 e Firewire in grado di effettuare trasferimenti veloci.

Altro fattore importante è la durata delle batterie: un normale lettore MP3 flash con display può essere utilizzato per 8-10 ore con una piccola batteria AAA: utilizzando una batteria ricaricabile al litio l’efficienza sarà  maggiore e conseguentemente la durata più elevata, ben al disopra di quelle degli attuali iPod basati su hard disk e con una durata maggiore anche per quanto riguarda la meccanica di memorizzazione sostituita ovviamente da un memoria allo stato solido.

E il display? Se davvero il display non fosse presente saremmo di fronte ad una ulteriore scommessa di Apple: iPod è stato finora vincente grazie anche alla sua interfaccia intuitiva; come si potrebbe giustificare o attenuare la sua sparizione? Semplicemente con lo slogan che abbiamo fotografato in anteprima… “Life is Random” o con il suggestivo nome “Shuffle” che oltre ad indicare la funzionalità  di riproduzione casuale indica anche un ballo o un ritmo o, non ultimo con una delle capacità  più comode dell’integrazione iPod e iTunes, quella dell’uso delle playlist che possono essere riarrangiate e trasferite insieme alle relative tracce facilmente sul dispositivo da mettere in tasca.
E se il prodotto riscuotesse successo sarebbe un ulteriore conferma della genialità  di Apple nel commercializzare non soltanto l’iPod come prodotto singolo ma come idea stessa dell’anima della musica digitale come strumento di ascolto e veicolo di acquisto delle tracce con un design ridotto all’essenziale: pura funzione senza orpelli nello stile tanto caro alle ultime creazioni di Johnatan Ive.

Abbiamo visto quindi
– basso prezzo di ingresso
– integrazione con iTunes e playlist
– chiave di accesso ad iTunes Music Store e alla musica digitale
– lunga durata della batteria
– utilizzazione come backup e personal storage
– strumento di interscambio dati multipiattaforma….

.. che altra scusa vi servirebbe per farvelo desiderare?

Tra qualche ora sapremo se le nostre scuse sono giuste e se Apple ne fornirà  altre.