Ammettetelo: non leggete i manuali!

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Nel mondo dell’IT uno degli acronimi piu’usati nei confronti dei nuovi
utenti un po’ maldestri nel chiedere informazioni e’ RTFM: Read The Fucking Manual: crediamo non ci sia bisogno di traduzione.

In realta’ l’evidenza dimostra che praticamente nessuno li legge, questi
benedetti manuali: alzi la mano chi usa la guida in linea del Mac o si e’
smazzato l’intero libricino di istruzioni della videocamera.

Pare infatti che oltre la meta’ delle chiamate alle assistenze tecniche di
compagnie USA vertano su argomenti gia’ coperti dai manuali.

La cosa sorprendente e’ che il comportamento non e’ lo stesso in tutto il
mondo, e Wired ha un articolo interessante in merito.

Ad esempio, dice Mike Adams di Arial Global Reach, specializzata in
traduzioni e marketing, ai Giapponesi piace leggere la documentazione,
perche’ la documentazione Giapponese e’ solitamente divertente e ricca di fumetti, e anche le persone con notevoli skill tecnici non si sentono offese dall’interagire con animazioni come quella degli helper di Office.

In altri paesi, continua Adams, i clienti, davanti alla medesima documentazione, dubiterebbero della serieta’ della azienda: per questo non basta tradurre i manuali, ma occore anche scegliere la maniera corretta di presentarli.

Per quanto riguarda l’Italia, il giudizio e’ curioso: “Abbiamo notato che se
il manuale dice di non fare assolutamente una azione, si ricevono molte
chiamate per attrezzature rotte proprio a causa di quella azione.”, sostiene Carmella Esposito, traduttrice e consulente freelance per l’asistenza tecnica.
E ancora, a Francesi e Italiani piace trovare immagini di donne poco vestite anche nei manuali delle stampanti, cosa che altrove non ha riscontro.

Un software americano ha visto la traduzione del suo manuale rifiutata
dall’importatore tedesco a causa del tono troppo colloquiale, mentre gli
Ungheresi gradiscono nozioni su come arrangiarsi per riparare i guasti da se’.

In ogni caso, la conclusione unanime dei traduttori e’ che la parte piu’
difficile del loro lavoro e’ trovare la maniera di rendere leggibili i manuali.

[A cura di Marco Centofanti]