Apple investe su stabilimento Sharp per costruire LCD per iPhone

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Secondo un giornale giapponese Apple avrebbe stipulato con Sharp un patto gemello a quello siglato con Toshiba: investimento di milioni di dollari in un impianto che produrrà schermi per iPhone. Cupertino lavora per assicurarsi componenti con condizioni di privilegio.

C’è un altro stabilimento, dopo quello che Toshiba dovrebbe costruire nella prefettura di Ishigawa, candidato a costruire gli schermi per iPhone e il partner sarebbe Sharp. La notizia, come nel caso precedente, è diffusa dal Nikkei Sangyo Shimbun (o Nikkei Business Daily), un periodico giapponese specializzato nella copertura di quanto accade nel mondo industriale nipponico.

Il giornale non fornisce dettagli specifici su che cosa Sharp ha intenzione di fare, limitandosi a parlare di un investimento di 100 miliardi di Yen, circa 100 milioni di dollari destinati a realizzare linee di produzione per schermi di piccole e medie dimensioni in un impianto che sorgerà nella prefettura di Mie. Quel che il Nikkei Sangyo Shimbun dice chiaramente è che la maggior parte dei display dovrebbero essere acquistati da Apple che li utilizzerà per iPhone e che a questo scopo, come già vociferato nella vicenda Toshiba, da Cupertino arriverebbe un consistente contributo economico a sostegno della realizzazione dello stabilimento la cui produzione dovrebbe partire nella seconda metà del 2012.

Ricordiamo che Toshiba aveva puntualizzato sul suo accordo con Apple precisando «che nulla è ancora stato deciso al momento», ma senza cancellare l’impressione che qualche cosa stia bollendo in pentola. La voce su Sharp rappresenta, in questo contesto, una sorta di conferma incrociata; difficile pensare, infatti, che due voci tanto simili siano sorte a breve distanza una dall’altra e siano tutte e due false, anche perché la testata è autorevole. L’impressione è che Apple stia continuando sulla strada intrapresa in precedenza nel campo delle memorie flash per assicurarsi una partneship privilegiata con i principali produttori mondiali di componenti il che si traduce in costi più bassi, consegne anticipate e garantite e meno problemi di disponibilità.