Apple vuole tenere fuori Verizon dalla contesa con Samsung

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La casa di Cupertino contesta la richiesta di Verizon di intervenire come “amicus curiæ” nella causa tra Apple e Samsung. “La richiesta sarebbe dovuta arrivare prima e non c’è tempo di preparare la difesa in modo completo”. Prossima udienza prevista per il 13 ottobre.

Qualche giorno addietro abbiamo riferito di come ora nelle battaglie in corso tra Apple e Samsung, si fosse intromesso anche Verizon. Il carrier statunitense si è proposto venerdì scorso come “amicus curiæ” (amico della corte), un termine giuridico che si riferisce a una parte non in causa nella contesa che offre volontariamente informazioni o opinioni legali su una disputa per aiutare la corte a decidere. La natura di queste collaborazioni è raramente neutrale, ma è solitamente nell’interesse di una delle parti e in questo caso Verizon avrebbe deciso di intervenire a favore dei sud-coreani chiedendo alla corte californiana del Northern District di annullare l’ingiunzione preliminare richiesta da Apple a luglio per bloccare la commercializzazione su mercato statunitense dell’Infuse 4G, Galaxy S 4G, Droid Charge e del Galaxy Tab 10.1.

La casa di Cupertino ha manifestato le sue obiezioni alla richiesta di Verizon, chiedendo alla Corte di respingere la richiesta poiché tardiva o, in alternativa chiedendo tempo per presentare una risposta. A detta di Verizon eventuali provvedimenti a favore di Apple sarebbero contro il pubblico interesse. Florian Mueller, specialista in proprietà intelletuale e curatore del blog FOSS Patents fa notare che le norme federali di procedura civile non prevedono in effetti la presentazione di amicus curiæ nei tribunali distrettuali ed è d’accordo con le valutazioni degli avvocati di Apple quando affermano che tra i tanti casi monitorati, questo è il primo nel quale una parte cerca di assicurarsi tale collaborazione.

Apple ritiene che Verizon avrebbe dovuto eventualmente fare una richiesta molto prima (l’ingiunzione è stata presentata tre mesi addietro), mentre la richiesta è arrivata solo una settimana fa. L’udienza è prevista per il 13 ottobre, uan data troppo ravvicinata ad avviso degli avvocati di Cupertiper preparare la difesa in modo completo.

Secondo Mueller, Verizon è stata molto impegnata le scorse settimane per preparare gli atti e avrebbe perso tempo nel decidere se partecipare al caso ma il vero scopo dell’operatore mobile sarebbe stato comunque raggiunto: Verizon, infatti, ipotizza sempre Mueller, vorrebbe semplicemente rendere chiaro il suo supporto a Google e Samsung, indipendentemente se sarà accettata o no come amicus curiæ. Come abbiamo scritto anche noi, non va dimenticato che Verizon ha puntato in passato su  dispositivi proprietari (spesso progettati da Samsung) con i quali ha sicuramente migliori margini di guadagno, come migliori sono certamente i margini offerti da Samsung direttamente per i suoi Galaxy rispetto a quelli che Apple concede per iPhone e iPad.

[A cura di Mauro Notarianni]