Apple scarica (o quasi) PortalPlayer

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Apple dice no ai chip di PortalPlayer per i nuovi modelli di iPod basati su memoria flash. La società  che ricava il 90% del suo fatturato dalle forniture a Cupertino corre il rischio di avere pesanti conseguenze dal punto di vista economico.

Ci sono cattive notizie per PortalPlayer: Apple ha deciso di non usare più i suoi processori per i futuri iPod basati su memoria flash. ‘€œApple – ha detto ieri sera la società  californiana – ha declinato di utilizzare i nostri processori nei futuri modelli di fascia media e fascia alta basati su memorie allo stato solido’€

La notizia significa in pratica che Apple ha deciso di cambiare fornitore per quanto riguarda gli iPod nano. Sono proprio questi i player di ‘€œfascia media e fascia alta basati su memoria flash’€ ad usare i chip di PortalPlayer. Si tratta, per la precisione, del PP5021C il cui successore, il PP5024 sembrava avesse buone probabilità  di essere prescelto da Apple. Tra le sue caratteristiche c’€™era infatti lo studio specifico per i dispositivi flash (cosa che non è propria del PP5021).

La ragioni della svolta di Apple non sono note (si tratta di ragioni tecniche, per aggiungere nuove funzionalità  ai player, o di ragioni economiche e di diversificazione dei fornitori?), come non è noto chi sarà  a prendere il posto di PortalPlayer (potrebbe essere SigmaTel che fornisce Cupertino per gli iPod shuffle?). Quel che è sicuro è che, benché PortalPlayer conti di continuare a fornire Apple per altri modelli di iPod (quali non è specificato), il bilancio societario corre il rischio subire pesanti conseguenze dalla scelta. Il 90% del fatturato di PortalPlayer è generato dai chip per iPod e la categoria dei player flash cui appartiene l’€™iPod nano è di gran lunga la più venduta sul mercato nella gamma di Apple.

La prova che gli investitori ritengono la notizia molto preoccupante per il futuro di PortalPlayer è nella reazione del mercato. Nel pre-market le azioni PLAY perdono quasi il 35 e veleggiano intorno a 15 dollari, meno del minimo storico, 15,59 dollari, e meno della metà  dei massimi (33,19 dollari) toccati pochi giorni dopo il debutto in borsa nel novembre del 2004.