Da Univac alla Calcolatrice elettronica pisana: un convegno storico a Varenna

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Pesava più di sette tonnellate, aveva cinquemila valvole, poteva tenere in memoria fino a mille numeri ed era in grado di eseguire tutte le operazioni di base. Era l’Universal Automatic Computer I, meglio conosciuto come Univac I. Ha appena compiuto 53 anni. Ma non è l’unico.

La storia dell’informatica non sarebbe stata la stessa senza gli studi dei primi teorici, senza gli esperimenti dei militari, senza il lavoro di una generazione di pionieri che hanno imparato a costruire, accudire e programmare queste gigantesche macchine con una potenza paragonabile a quella di una calcolatrice scientifica di oggi.

Eppure, uno dei punti cardine passa attraverso il mercato. Per la precisione, attraverso la spinta che la prima generazione di calcolatori ha ricevuto dal mercato. Percepiti all’inizio come macchine calcolatrici automatiche, in pratica i calcolatori destinati al mercato commerciale fecero da perno per la realizzazione di studi e di ricerche applicative sempre più complesse e potenti.

Il primato spetta all’Univac I, la macchina che Nielsen e Prudential Insurance tra gli altri comprarono per scopi simili a quelli del Pentagono durante la Seconda guerra mondiale: svolgere grandi moli di calcoli ripetitivi, archiviando e gestendo enormi (per l’epoca) masse di dati. Il Pentagono li usava per effettuare rapidamente i calcoli balistici delle nuove munizioni, preparando le tabelle di gittata da allegare ai rifornimenti delle corazzate e delle compagnie di artiglieria pesante. Le aziende private gestivano i primi database relazionali.

Ma pochi anni dopo iniziava anche l’avventura del calcolo elettronico in Italia. Prima a Milano, nel 1954, con la calcolatrice elettronica del Politecnico, che in pochi mesi attrasse l’attenzione di tutte le grandi aziende italiane dell’epoca: Edison, Pirelli, Eni. Poi a Pisa, su stimolo di Enrico Fermi, che in una lettera al rettore dell’Ateneo suggeriva di usare un surplus di fondi per costruire una nuova “calcolatrice elettronica”. Un’altra avventura – forse meno nota ma altrettanto importante di quella milanese – che portò nel 1960 alla nascita della Cep, la calcolatrice elettronica pisana.

Una serie di traguardi importanti per il nostro paese, che all’epoca si poneva tra i primissimi nella creazione della nascente informatica; un primato che purtroppo non è stato mantenuto nel tempo, ma che viene ripercorso con una conferenza che si tiene a Villa Monastero di Varenna (in provincia di Lecco) il 16 giugno alle 15 dal titolo “1954-2004: 50 anni dalla prima macchina da calcolo”.