Editori giapponesi: «In alcune app materiale coperto da copyright»

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Secondo alcuni affermati autori giapponesi alcune loro opere sono state scannerizzate e pubblicate illegalmente su App Store. I principali editori del Paese e le associazioni che li rappresentano chiedono spiegazioni a Cupertino, in particolare sl processo di approvazione delle app e l’abilitazione di un sistema che impedisca il ripetersi delle infrazioni.

Alcune opere di importanti autori giapponesi sono state illegalmente scannerizzate e pubblicate su App Store: i principali editori del paese e l’associazione che li rappresenta hanno ufficialmente richiesto chiarimenti ad Apple. Le opere oggetto della vicenda sono romanzi di Haruki Murakami, uno dei più importanti scrittori contemporanei giapponesi e di Keigo Higashino, autore di romanzi di mistero, saggi e libri di storia per bambini. La notorietà dei due artisti e l’importanza delle opere illegalmente pubblicate su App Store hanno destato attenzione sulla vicenda, spingendo i principali editori del paese ad un intervento immediato, materializzatosi in una conferenza stampa congiunta svoltasi nella giornata di ieri.

“Le associazioni che rappresentiamo sono convinte che Apple abbia una grave responsabilità per questo problema” riporta il comunicato ufficiale rilasciato dall’evento stampa riportato nella sezione Japanese Realtime del The Wall Street Journal. In sostanza Japan Book Publishers Association, Japan Magazine Publishers Association, The Electronic Book Publishers Association e Digital Comic Association sostengono che la distribuzione di contenuti di Apple viola le normative sul copyright. In passato e per casi simili Apple ha dichiarato che la rimozione dei materiali illegalmente pubblicati avviene solo dopo la notifica da parte dei detentori dei diritti. Cupertino ha dichiarato che durante il processo di approvazione delle App non è possibile verificare l’origine dei materiali coperti da diritto. Si tratta di una posizione identica a quella adottata da Google in casi simili che riguardano la pubblicazione di filmati protetti caricati illegalmente su YouTube. In una vertenza ancora in corso Viacom ha richiesto a Big G un miliardo di dollari di risarcimento. Le associazioni degli editori giapponesi hanno già dichiarato che la spiegazione fornita da Apple, circa l’impossibilità dello screening in fase di approvazione delle app, risulta completamente insoddisfacente.  

La vicenda è seguita non solo in Giappone ma anche negli USA e in tutti i principali paesi in cui iPad sta riscuotendo successo. Sulla scia di iPad infatti diversi altri costruttori hanno già presentato o stanno per lanciare numerosi altri tablet e dispositivi simili. Nel momento in cui scriviamo le varie associazioni di editori del Sol Levante hanno di fatto lanciato un ultimatum, per ora amichevole, nei confronti di Cupertino richiedendo un intervento immediato e soprattutto misure sicure che impediscano il ripetersi di simili episodi: “”L’assenza di una risposta sarà considerata come una mancanza di volontà da parte vostra (di Apple, ndr) nell’adottare misure certe”.