Forrester: nessun crollo delle vendite di iTunes

di |
logomacitynet696wide

Le vendite di iTunes non sono in calo né, tantomeno, in crollo. A smentire le notizie catastrofiste diffuse da alcuni media è Josh Bernoff, l’€™autore della ricerca da cui si è sollevato tutto il polverone. ‘€œSolo un rallentamento e chi si deve preoccupare sono le case discografiche’€. Ma secondo Bernoff la vicenda insegna una lezione soprattutto ad Apple.

Le vendite di iTunes non sono crollate né stanno crollando. Semplicemente sono in fase di assestamento e rallentano la crescita. A smentire, dopo analisti e media, le informazioni allarmistiche diffuse nei giorni scorsi da alcune testate sulla base di dati di Forrester Research, questa volta è proprio lo stesso autore dell’€™indagine Josh Bernoff.

Nel suo blog , la stessa fonte da cui si era sollevato il gran polverone della vicenda, Bernoff precisa gli esatti termini del suo pensiero a margine della presunta picchiata delle vendite di iTunes sui cui hanno suonato la gran cassa diversi giornali, tra cui anche alcuni italiani, hanno suonato la grancassa. ‘€œTutto ‘€“ speiga Bernoff è nato da un piccolo report su iPod e iTunes e i dati che si possono dedurre dalle transazioni delle carte di credito. Dopo un pezzo piuttosto equilibrato pubblicato dal New York Times, alcuni media come The Register e Bloomberg hanno deciso di calcare la mano e da qui è stato tutto un fiorire di titoli quali, ‘€œCalo’€, ‘€œCrollo’€, ‘€œPrecipizio’€. In realtà  – dice ancora nel suo blog Bernoff ‘€“ tutto quel che ho detto è che le transazioni su carta di credito dopo Natale dello scorso anno mostrano un calo, ma con il numero delle transazioni valutate è semplicemente impossibile trarre queste conclusioni, come chiaramente detto anche nell’€™articolo. Ma questo era una sfumatura troppo sottile per finire negli articoli’€.

Secondo Bernoff tutto quel che è venuto dopo ha poco senso. Dalla telefonata (dai toni evidentemente non del tutto soddisfatti) di Apple, per finire con il calo del 3% delle azioni di Cupertino. ‘€œApple non è nei guai ‘€“ dice Bernoff -; fanno soldi con iPod e iTunes è solo un sistema per migliorare l’€™esperienza d’€™uso del player. Chi si deve preoccupare di un effettivo rallentamento delle vendite di iTunes è l’€™industria musicale che non è ripagata dal fatturato di un miliardo di dollari sommato da iTunes, visto che perde 2,5 miliardi di fatturato ogni anno nella riduzione delle vendite dei CD’€

Nella parte finale della nota di Bernoff c’€™è una stoccata anche per Apple che avrebbe, secondo l’€™analista, pure qualche colpa in tutta la vicenda: ‘€œla loro riluttanza a commentare i dati o a fornire informazioni su quello su cui stanno lavorando getta benzina sul fuoco della speculazione generata dai loro detrattori o dai loro sostenitori. Nelle ricerche noi vogliamo i fatti e ogni società  che si occupa di tecnologia è molto più orientata in questa direzione di quanto non lo siano loro. Per cui sarebbe tempo per Apple di aprirsi un po’€™ di più. Quando le notizie sono cattive davvero, ed è inevitabile prima o poi perché nessuno non sbaglia mai, la trasparenza paga’€