IBM: un approccio open source per i nuovi processori

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IBM annuncia una svolta nel campo dello sviluppo dei processori: ‘€œApriremo la nostra architettura al contributo di partner e clienti per fare chip più potenti e flessibili’€. A mostrare la strada la collaborazione con Apple sul PowerPC 970.

L’€™architettura Power, alla base dei processori per server di IBM e da cui derivano anche gli ultimi modelli di PowerPC, si fonderà  sulla filosofia dell’€™open source in base alla quale partner, terze parti e clienti saranno in grado di contribuire allo sviluppo tecnologico del chip. Questo l’€™annuncio alla base di un evento tenutosi nel corso della giornata di ieri a New York e nel corso del quale la società  di Armonk ha esposto la traccia strategica per lo sviluppo della linea di processori che rappresenta il suo prodotto di punta in questo ambito.

IBM, per sviluppare i suoi piani, utilizzerà  la fitta rete di alleanze che ha stilato nel corso dei mesi passati e che ruota intorno all’€™impianto di Fishkill. Negli avanzatissimi laboratori realizzati con una spesa di miliardi di dollari già  oggi, indirettamente o direttamente, operano numerose realtà , da AMD a Nvidia, a Chartered Semiconductor Manifacturing, che impiegano le tecnologie disponibili per implementare loro prodotti. IBM intende estendere e strutturare questa strategia collaborativa che ha già  prodotto buoni risultati, ampliando le alleanze e aprendo ulteriormente i laboratori. Big Blue fornirà  anche informazioni più dettagliate sull’€™architettura dei suoi processori, distribuendo tools per i design del software necessario al loro funzionamento e incoraggiando i clienti e gli sviluppatori a customizzare ai fini delle loro esigenze gli stessi processori. In questo modo, secondo IBM, i chip diverranno più flessibili, si arricchiranno di nuove funzioni e più potenti imitando, appunto, l’€™approccio del mondo open source.

La strategia interessa direttamente anche Apple che di IBM è un partner stretto nell’€™ambito dei processori. Secondo alcuni osservatori, anzi, proprio l’€™alleanza con Cupertino e i buoni risultai raggiunti grazie ad essa sul PowerPC 970 potrebbero essere stati uno dei fattori ispiratori della svolta annunciata ieri. E’€™ infatti noto che diversi aspetti archietturali del G5 usato nei PowerMac è frutto di un consistente contributo alla ricerca, dei consigli e degli indirizzi di Apple che, ad esempio, avrebbe spinto IBM ad impiegare la tecnologia AltiVec nei suoi processori.

IBM nel corso dell’€™evento di ieri ha anche annunciato di avere stipulato un accordo con Sony che acquisterà  in licenza l’€™architettura Power per impeparla nei suoi ‘€œsystem on a chip’€, ovvero i processori integrati e multifunzione che muovono i dispositivi digitali.

IBM ha anche presentato alcune caratteristiche di Power5 un nuovo processore per macchine server. Il chip prenderà  il posto del Power4, processore quest’€™ultimo da cui derivano gran parte delle caratteristiche del PPC 970.

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