Il Palm che verrà 

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Due soli modelli, wireless su tutta la gamma, processori ARM. Ecco come Palm si appresta a combattere la sfida con PocketPc. In vista di un abbandono dell’hardware?

Tecnologia Wireless su tutta la gamma, semplificazione della linea e nuovi processori ARM. Così Palm si appresta a combattere la concorrenza di PocketPc. La strategia per fare fronte alla sfida lanciata da Microsoft con il suo nuovo palmare è stata annunciata dalla società  che produce Pilot nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ad inizio settimana a New York.
“In futuro – ha detto il CEO Karl Yankowski – il successo di un dispositivo palmare si giocherà  in gran parte sulle sue capacità  di comunicazione. La rivoluzione “senza fili” è alle porte e noi vogliamo giocare le nostre possibilità  di successo proprio su questo campo”. “Così – ha detto ancora Yankowski – in futuro tutti i prodotti di Palm avranno capacità  di comunicazione wireless o via Bluetooh o direttamente, mediante una funzione integrata. Nel primo caso si tratterebbe di prodotti a costi più accessibili, nel secondo caso di palmari di fascia più alta”. Secondo alcune fonti di stampa Palm intenderebbe però offrire le opzioni a tutti i suoi clienti e dare loro la possibilità  di scegliere Bluetooth o wireless su tutti i modelli. La prima variante sarebbe destinata a chi pensa a connettere il palmare ad un cellulare, la seconda a chi pensa al palmare come ad uno strumento indipendente e punta ad avere meno dispositivi in borsa.
In questo contesto Palm pensa anche di semplificare la propria linea di produzione e ridurre, probabilmente, a due soli i modelli disponibili (il Palm III e il Palm V) e ad eliminare la numerazione romana che sembra causare un po’ di confusione tra gli utenti.
Ma l’innovazione più importante potrebbe arrivare nel cruciale settore dei processori. Palm, infatti, passerà  dagli attuali Dragonball di Motorola ai molto più potenti ARM. Gli attuali chip in uso sui Pilot non superano la velocità  di 50 MHz e potrebbero trovare quasi invalicabile, senza modifiche strutturali e architetturali molto importanti, quel limite. Al contrario i chip ARM, che sono basati su tecnologia Risc come i PPC, sono già  disponibili a velocità  di 200 MHz e arriveranno prima della fine dell’anno a 400 MHz. Con tanta potenza nel “motore” Palm sarà  in grado di offrire funzionalità  a tutt’oggi non ancora pensabili come, ad esempio, il riconoscimento vocale. La stessa scelta di Palm era già  stata fatta qualche tempo fa da HP e Compaq i cui palmari, costruiti secondo le specifiche di PocketPC, usano proprio chip di ARM.
Mosse che potrebbero realmente cambiare il futuro di Palm ma la decisione strategica più importante sarebbe già  stata presa qualche mese fa, quando, ancora sotto il controllo di 3Com, Palm riuscì a vendere il licenza il suo sistema operativo a Sony. Con un’alleato di questa portata non è del tutto sconclusionato pensare che il settore harware, ben presto, Potrebbe essere anche abbandonato da Palm che avrebbe la possibilità  di concentrarsi solo sul software. Magari lasciando il campo libero anche ad Apple che starebbe preparando un dispositivo palmare e, forse non a caso, controlla anche una consistente quota percentuale delle azioni di ARM