MacOs X Beta, amore mio

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A distanza da una settimana e mezza dal lancio MacOs X Beta è già entrato nel cuore degli utenti Mac. Un amore che sta stimolando la fantasia anche dei produttori di software.

ualche dubbio, qualche piccolo neo, ma prima di tutto un enorme entusiasmo. Questa l’impressione che si ricava dalle interviste, corredate da una sorta di sondaggio, che compaiono in un vastissimo servizio di ZDNet sulle impressioni dei primi utenti di MacOsX.
Inutile dire che tra gli intervistati la maggior parte dei commenti sono sulla nuova interfaccia. Aqua pare piacere a molti, se non a quasi tutti. C’è chi apprezza la qualità  della grafica, chi la chiarezza dell’interfaccia e chi le nuove animazioni che rendono quasi “vivo” il desktop del nuovo MacOs. Chi critica Aqua più che altro lo fa per rimarcare la mancanza di alcuni degli elementi tipici del MacOs come il menù Apple, la striscia di controllo e le finestre a pop-up. Tra gli elementi mai visti su MacOs, uno di quelli più che raccolgono meno favori da parte dei primi utilizzatori è il Dock giudicato poco intuitivo, vincolante sull’organizzazione della scrivania e poco funzionale.
Sorprendentemente, invece, sembra piacere la struttura a colonne del finder che consente, secondo alcuni utenti, di avere sempre ben presente il posizionamento dei files all’interno della gerarchia delle directory e con questo di soddisfare le esigenze degli utenti “novizi” ma anche di quelli più smaliziati.
Ma dove la maggior parte delle opinioni convergono facendo salire verticalmente il livello di gradimento di MacOs X Beta è la sua stabilità . Al contrario di altri software di sviluppo MacOs X sembra infatti straordinariamente solido tanto che alcuni utenti sostengono di averlo già  eletto a loro sistema operativo di default. Questo anche grazie all’integrazione e la compatibilità  tra nuovo OS e vecchie applicazioni, garantita dalla BlueBox, definita “un esempio”. In molti paragonano la compatibilità  tra vecchie applicazioni non carbonizzate e nuovo Os a quanto Apple riuscì a fare a metà  degli anni ’90, quando lanciò con successo l’emulatore di 68k sui nuovi PPC consentendo alle vecchie applicazioni di continuare a funzionare anche se non avevano le istruzioni per PPC.
Tra tanto entusiasmo per ora il difetto maggiore di MacOs X è che, essendo una beta, il nuovo OS non ha molte applicazioni native e alcune di esse (come IE che viene distribuito con la beta, ma anche il client di posta integrato) non paiono molto soddisfacenti. Una situazione che pare però destinata a cambiare. Apple ha venduto ormai oltre 100.000 copie della beta, un numero sufficiente a stimolare produttori shareware ma anche di software commerciale a lanciare qualche applicazione test. Prepariamoci ad una invasione di software carbonizzato…