MacOs X e Intel, compatibilità  genetica

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“Il port di Darwin per Intel è solo una ozpione in più, una sorta di uscita d’emergenza nel caso Apple dovesse trovarsi in difficoltà  con l’alleanza AIM. MacOs X non sarà  rilasciato per Intel perchè il suo layer di grafica è strettamente legato all’hardware”. Il parere di John Siracusa, di Ars Technica riportato da Wired e citato questa mattina anche dalle pagine di Macity non è condiviso da tutti. In particolare stupisce qualcuno tra i nostri lettori più esperti in questioni tecniche l’affermazione di una stretta interdipendenza tra Aqua e la struttura hardware basata su PPC. Tra gli altri segnaliamo le interessanti e competenti considerazioni del nostro amico Marco Bucci.

“Le opinioni di John Siracusa mi sembrano prive della benché minima base tecnica; che la piattaforma PPC e Aqua siano strettamente connessi, quasi inscindibili, mi pare davvero azzardato. Ecco le mie riflessioni
1) Mac OS X nasce su piattaforma INTEL. Io ho verificato personalmente che le prime versioni di Rapsody erano più veloci su INTEL che su PPC. Il sistema di sviluppo consentiva di compilare le stesse applicazioni per le due piattaforme senza alcuna modifica. Che siano stati impiegati anni di lavoro per tornare indietro?
2) MacOs X è un sistema UNIX a microkernel, ed in quanto tale è gia pensato per essere multipiattaforma.
3) I sistemi operativi moderni sono tutti stratificati per garantire una forte indipendenza dall’HW, ad esempio BeOS è stato portato da BeBox a Mac in posco tempo e su Intel, mi pare di ricordare, in meno di un anno. Il gruppo di ingegneri di BeOS è decisamente piccolo, questo ci da l’idea che il lavoro necessario è stato fortemente ridotto grazie ad una buona stratificazione dell’architettura dell’OS.
5) Next ha una tradizione in fatto di supporto multipiattaforma. NeXTStep (da controllare il nome del prodotto) girava (gira) come libreria sovrapposta a Windows NT.
6) l’interfaccia grafica e lo stile (look per gli anglofoni) sono quanto di più lontano ci possa essere dai livelli HW. Molto più critica è la gestione dei dispositivi e del FS che comunque è “schermata” dal kernel. Per fare un’interfaccia grafica dipendente dall’hw bisognerebbe essere veramente incompetenti o avere dei seri problemi di efficienza come ai tempi del 68000.
Se poi parliamo di legami tra MacOs e hardware va considerato che questo è sempre avvenuto per due motivi, ragioni di efficienza (buona parte del sistema era scritto in assembly, questo è il motivo per cui ci sono voluti anni per eliminare quasi completamente il codice 68000 che viene eseguito su PPC con un emulatore) e per ragioni di autoconfigurazione. Tutto l’hardware Apple veniva rivelato e riconosciuto dal SW. A questo scopo erano previsti dei protocolli di comunicazione sui bus di sistema (NUBus) sulle interfacce di rete, sulle prese video ecc.. Oggi tutto questo è supportato da PCI, USB, FIREWIRE, SVGA,TCP/IP (anche i protocolli AppleTalk per la “scelta risorse” stanno migrando su TCP/IP).
Questi i motivi delle mie profonde perplessità . Se poi quandop si parla di “legame tra hardware e software”, invece si vuole dire che la parte di alto livello del sistema ossia quella che siede sopra “Darwin” è quella che per Apple costituisce il valore aggiunto (rispetto ad esempio a un qualsiasi sistema Linux) e che quindi questa sarà  disponibile su altra piattaforma solo e quando questo sarà  economicamente conveniente per Apple stessa, questo mi pare ovvio, ma non si sta parlando di questionid i carattere tecnico
Un’ultima nota. Io ritengo assolutamente evidente che la scomparsa della versione INTEL di Rapsody sia frutto di un condizionamento esterno forse da parte di MS. La soluzione multipiattaforma era stata decisamente spinta all’inizio prima, per intenderci, dell’annuncio di Office 98.
Il valore aggiunto delle macchine Apple poteva permanere attraverso una maggiore affidabilità , integrazione HW-SW e prestazioni.”