Microsoft e Sony, domani sposi?

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Gates rivela al CES: “Microsoft vuole accordo con Sony nell’ambito della musica digitale”. Obbiettivo, scalzare Apple dalla posizione di dominio che ha con iPod e iTunes Music Store. Ma mettere d’accordo Redmond e il colosso giapponese potrebbe non essere facile. Ecco gli scenari.

Microsoft cerca un’alleanza con Sony nell’ambito della musica digitale. L’esistenza di una trattativa tra Redmond e il colosso giapponese è stata rivelata nel contesto del CES da Bill Gates.

Secondo il fondatore di Microsoft, che parlava con alcuni giornalist, i produttori delle Finestre e Sony avrebbero “interessi comuni” nell’ambito della musica digitale e, alla luce di questo, dovrebbero collaborare “sul sistema infrastrutturale che è alla base di questa nicchia di mercato”. Gates non ha precisato ulteriormente, ma qualche ora fa Microsoft ha rilasciato un comunicato che torna sull’argomento, pur limitandosi a confermare che “sono in corso colloqui con Sony su vari argomenti nei quali le rispettive tecnologie si intersecano”.

Anche se al momento è troppo presto per fare ipotesi su quali potrebbero essere i piani di Microsoft e Sony, appare chiaro che lo sforzo comune è quello di fermare la dominanza di Apple unendo da una parte le tecnologie DRM e la pervasività  di Microsoft nell’ambito informatico con l’esperienza e l’immagine di Sony nel campo delle tecnologie dell’elettronica. Uno scenario possibile sarebbe quello di un supporto deciso (se non esclusivo) a Windows Media Audio da parte di Sony con i suoi Walkman ricambiato da un rapporto privilegiato di Microsoft con la stessa Sony al punto da eleggere i dispositivi della casa giapponese come “player ufficiali” trasformandoli, nei fatti, negli iPod di Microsoft.

Questa ipotesi libererebbe Sony dal peso di portare avanti una battaglia solitaria, fondata sul tentativo di imporre il suo standard ATRAC, uno sforzo che fino ad oggi è stato ricco di molte delusioni al punto che i nuovi player di Sony hanno accostato ad esso il supporto a MP3 per cercare di incrementare la loro penetrazione sul mercato. Con Windows Media Audio, Sony avrebbe uno standard molto diffuso e pubblicizzato, supporto dalle possenti spalle (e dalle strategie) di Redmond, perfettamente integrato nel più diffuso sistema operativo del pianeta. A sua volta Microsoft potrebbe concentrarsi sul software necessario alla diffusione della musica digitale, contando su un produttore hardware in grado di fare grandi cose in termini d’innovatività  e che tra le sue controllate ha una casa discografica come Sony Music.

Un’alleanza avrebbe un senso anche in chiave futura, nel momento in cui inevitabilmente il video assumerà  una rilevanza pari a quella dell’audio. Anche qui un patto tra il principale protagonista dell’elettronica di consumo (e possessore di studios ad Hollywood) e Microsoft potrebbe avere un senso compiuto.

Ma se le prospettive appaiono interessanti, resta da vedere come un accordo che prevede la collaborazione tra due protagonisti assoluti, ciascuno con interessi che a prima vista possono apparire convergenti ma che sono fondati sulla necessità  di dominare nicchie che si sovrappongono e che dunque sono anche concorrenti, possa essere applicato in pratica.

Ad esempio Microsoft dovrebbe bilanciarsi tra la necessità  di avere un rapporto privilegiato con Sony senza escludere i molti alleati di cui oggi dispone nel campo della musica digitale, sia sul fronte software che, soprattutto, hardware, con il rischio di perderli. Appare arduo anche il tentativo di coniugare le strategie nell’ambito della vendita della musica digitale poiché i due negozi, quello di Sony e quello di Microsoft, sono nei fatti concorrenti e su di essi si fondano parte delle strategie di dominio nel campo della musica. Sony a sua volta dovrebbe trovare un punto d’equilibrio tra l’esigenza di dominare la nicchia hardware senza perdere il controllo a favore di Microsoft del lucroso mercato dei diritti sui contenuti digitali, uno degli obbiettivi di Redmond. In un quadro in cui Microsoft fosse detentrice della maggior parte del mercato dei DRM, si profilerebbe uno scenario da incubo in cui studios e “quattro sorelle” della musica (di cui fa parte anche Sony), sono schiave del ricatto economico di Redmond e di fatto non più padrone dei propri destini. Difficoltà  che si somman al fatto che Sony e Microsoft sono acerrime nemiche nel campo delle console e, dunque, del divertimento da salotto, dove giochi, musica e video si sovrappongono in un unicum che in futuro sarà  sempre più indistinguibile.

Quel che è certo, comunque, è che se queste difficoltà  fossero superate il patto tra Sony e Microsoft non sarebbe solo “il matrimonio del secolo” nell’ambito digitale, ma anche un elemento di preoccupazione per Apple che potrebbe trovarsi in difficoltà  a fronte dell’impatto mediatico e di marketing che ne scaturirebbe.