PowerPC e Sparc, ecco come si ridesta l’interesse per “l’altro hardware”

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Normali PC ed Apple ormai accomunati da un’unica base tecnologica: l’hardware Intel. Il Pentium ed suoi derivati si sono alfine imposti nel settore dell’elettronica di consumo sui microprocessori concorrenti. Ma le altre tecnologie sperano di non scivolare nell’oblio grazie all’Open Source ed accordi privilegiati con le università .

Non di solo Pentium vive l’uomo, ma ora che anche lo storico “oppositore” Apple, ha dovuto giocoforza abbandonare la sua nicchia tecnologica per abbracciare la futura generazione di processori Intel, gli altri attori del mercato dell’hardware hanno dovuto escogitare qualche meccanismo per tenere desto l’interesse anche sui loro prodotti.

Sun, altro gigante dell’informatica, ha da poco seguito le orme di Apple, servendo fette sempre più ampie del proprio know-how sul piatto dell’Open Source. Dapprima il Sistema Operativo Solaris 10, come raccontavamo all’inizio di quest’anno, adesso addirittura il chip design del progetto Niagara. Commercialmente noti come UltraSPARC T1, che equipaggiano le ultime workstation T1000 e T2000, questi microprocessori a 64 bit hanno un’elevata capacità  multithread: 32 thread simultanei se in congiunzione con le applicazioni appositamente ricompilate per Solaris 10.
Tutta la tecnologia che sta dietro questa potenza di calcolo viene adesso messa a disposizione degli interessati grazie ad un’iniziativa Open Source denominata “OpenSPARC”, descritta da un apposito portale direttamente contenuto nelle pagine web di Sun.
In questo modo la società  di Scott McNealy prova a rigenerare l’interesse verso questa architettura hardware proprietaria originariamente acquisita nel 2002 da Afara Websystems, una piccola start-up company californiana, elemento che motiva, tra l’altro, la profonda differenza strutturale tra lo UltraSPARC T1 e le altre CPU UltraSPARC di Sun.

Con analoghe motivazioni anche IBM ha patrocinato una campagna di sfruttamento dei propri brevetti destinato alle università . Questa volta vengono addirittura offerti gli schemi di progetto e le specifiche del processore PowerPC 405, il tutto senza dovere royality alcuna.
Il sito Power.org (che raccoglie dati ed iniziative volte a promuovere lo sviluppo dell’architettura PowerPC), per bocca del presidente Nigel Beck, afferma di voler offrire ai ricercatori gli strumenti per analizzare le architetture informatiche più moderne, al fine di creare sistemi parallelizzati di grosse dimensioni.

Il forte interesse che già  si è sviluppato intorno alla community ha già  avuto, come primo risultato, quello di catalizzare un grosso numero di appassionati intorno ai segreti della scheda madre Pegasos II con processore PowerPC G3 o G4(richiesta registrazione), completamente Open Source a partire dal prossimo 6 gennaio 2006. Grazie ai progetti liberamenti disponibili, i layout e le specifiche, molti pensano di poter adattare il Sistema Operativo MorphOS, compatibile con molte delle API di Amiga OS.
A questo punto si aprono scenari prima difficilmente solo immaginabili, in cui un gruppo di progettisti particolarmente motivato può realizzare o far realizzare una propria personale motherboard con processore PowerPC, cui poter abbinare il Sistema Operativo preferito, scegliendolo tra la gran varietà  di derivati di Linux a disposizione o anche QNX e OpenSolaris.

Naturalmente, oltre alle realtà  industriali che hanno scelto autonomamente di sostenere e credere ancora nelle architetture PowerPC, l’obiettivo di IBM è quello di veicolare le proprie conoscenze attraverso le ricerche delle nuove “start-up company” e la comunità  accademica, per vedere, un domani, un ritorno in termini di partnership ed innovazione tecnologica.