Unico on line facile anche per Mac (più o meno)

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Non è vero che è impossibile registrarsi per presentare la dichiarazione dei redditi on line. Basta avere pazienza, una trentina di consulenti esperiti a disposizione, un sito Mac da cui lanciare un appello, possibilmente, due browsers. Infatti, a queste condizioni, nella notte qui a Macity siamo riusciti con semplicità  e in pochi minuti a registrarci al sito del Ministero delle Finanze.

Peccato che non tutti siano in queste condizioni, soprattutto peccato che al di là  dei buoni propositi il Ministero delle Finanze non abbia pensato che oltre che dare indicazioni per gli utenti PC poteva anche evitare molti problemi agli utenti Mac semplicemente seguendo una pratica rudimentale ma efficace: provare a mettere in pratica le procedure che indica anche usando un Mac.
I consulenti informatici avrebbero così scoperto che prima di tutto Internet Explorer per Mac accetta nuovi certificati di sicurezza, come richiede il sito del ministero delle finanze, solo con una procedura per nulla intuitiva. Poi, provando con Netscape, si sarebbe facilmente verificato che con Communicator la procedura è molto semplice e intuitiva, anche se bisogna cimentarsi con qualche istruzione in inglese e, dunque, forse basta semplicemente consigliare agli utenti Mac di usare Netscape.
Per sapere come fare ad aggiungere il certificato con Internet Explorer 5, basta fare una visita a Macprof, che ha in linea un sintetico tutorial. Per registrarsi con Netscape, invece, basta visitare la pagina di registrazione del sito del Ministero ,e automaticamente il browser chiederà  di aggiungere un nuovo certificato.
Tutto questo, ovviamente, come dicevamo non è sicuramente immediato e chi scrive deve ringraziare qualche decina di utenti (tra cui Massimo Senna in primo luogo) senza i quali non sarebbe potuto arrivare a capo della questione così che la registrazione sul sito del Ministero poteva restare per la maggior parte degli utenti Mac, che a torto o a ragione usano Internet Explorer, un miraggio.
Verrebbe da chiedersi, a questo punto, se le dichiarazioni di compatibilità  con la piattaforma Mac siano state messe lì con la convinzione che sarebbero servite realmente a qualcuno o solo per non far irritare l’anti-trust.