Update di Office antipirati

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L’€™update di Office rilasciato ieri disabilita le copie pirata ma colpisce anche qualche utente onesto.

Secondo numerosi report che giungono da oltre oceano Microsoft ha applicato all’€™update di Office un sistema ‘€œantipirateria’€ che per quanto poco sofisticato è destinato a provocare qualche problema a chi fa uso di copie contraffatte del pacchetto di produttività .

La metodologia, confermata anche da Eric Ryan, uno dei responsabili di Microsoft citato da sito Obzorg, è semplice.
All’€™atto del lancio dell’€™applicazione aggiornata viene di nuovo chiesto il codice numerico per l’€™abilitazione.
L’€™update però è stato ‘€œistruito’€ a non accettare una serie di numeri di codice pirata che circolano su Internet e che vengono utilizzati da molti utenti che utilizzano pacchetti copiati.

Una misura di legittima protezione dei propri interessi da parte di Microsoft non fosse che però in qualche caso che appare più frequente di quanto non ci sarebbe da attendersi colpisce anche i possessori di chiavi legittime. Diversi sono infatti i resoconti di utenti che hanno regolarmente acquistato Office e si sono trovati a non essere in grado di utilizzare la loro vecchia chiave.
Il motivo di questa ‘€œconfusione’€ non è chiaro anche se sembra che ci possa essere stato qualche caso di utente che si è visto ‘€œrubare’€ la chiave numerica che poi si è riprodotta all’€™infinito grazie al passaparola di Internet finendo all’€™attenzione di Microsoft.

Meno spiegabili sono i casi di coloro che hanno comprato licenze ‘€œon site’€ che prevedono l’€™acquisto a prezzi ridotti di copie multiple di Office che vengono installate senza codice.
In questo caso l’€™update forza ugualmente all’€™inserimento di numeri che non sono in possesso del cliente.
Negli USA queste situazioni, a dare retta ai resoconti che si leggono su Internet, sono costati perdite di tempo, visto che il ripristino della versione precedente non è né facile né intuitivo, e soldi a chi ha avuto la sfortuna di incapparvi visto che Microsoft avrebbe chiesto il pagamento di una quota di 10 dollari per rigenerare un codice valido.

Ricordiamo che questo sistema viene da tempo utilizzato da Microsoft per disabilitare copie piratate di Windows che in presenza di un codice pirata vengono ‘€œmutilate’€ della funzionalità  di autoaggiornamento.