La divisione Mac di Apple è un incubo, ecco perché Cupertino trascura i computer

di |

Secondo Mark Gurman, re degli scoop Apple, il Mac a Cupertino è ormai un cittadino di serie B. Più progetti hardware, priorità a iPhone e iPad e un futuro incerto che amareggia gli utenti di lunga data e non solo

La divisione Mac non ha più l’attenzione di un tempo all’interno di Apple. Non era necessario riaffermarlo ma Mark Gurman – il mago degli scooop del sito 9to5Mac ora in forza a Bloomberg – evidenzia quello che ormai sa chiunque segue il mondo Apple: il Mac Pro non è aggiornato da tre anni, il Mac mini è stato aggiornato l’ultima volta nel 2014. Anche i nuovi MacBook Pro da poco presentati hanno ottenuto in generale recensioni positive, ma anche critiche non solo da utenti qualunque ma da professionisti legati al “mondo creativo” (grafici, videomaker, ecc.), quello che un tempo era lo zoccolo duro della Mela, lamentando performance inferiori a quelle di prodotti concorrenti.

Secondo Gurman all’interno di Apple il Mac è diventato una sorta di cittadino di seconda classe e questo spiegherebbe i ritardi e alcune negligenze come ad esempio la durata della batteria inferiore alle attese con i nuovi MacBook Pro 2016, di cui parliamo più estesamente in un altro articolo.

Un altro segno che verso il Mac c’è meno attenzione di un tempo (sempre secondo Gurman) sarebbe la minore attenzione che il team guidato da Jony Ive ha verso i computer. Una volta a settimana le persone nel team di Ive incontravano gli ingegneri che in Apple progettano i Mac. I prototipi erano sottoposti all’attenzione dello studio guidato dallo Chief Design Officer discutendo dei progetti in corso. Le visite in questione sarebbero diventate meno frequenti da quando l’azienda ha cominciato a puntare su iPhone e iPad, tanto che i vertici del gruppo sarebbero stati dallo scorso anno smantellati.

La maggiore priorità all’iPhone è evidenziata anche dalla riorganizzazione del dipartimento software engineering, dove non esiste più il team che si occupa esclusivamente di macOS. Ora c’è un unico team per mac e Phone, e a molti degli ingegneri è chiesto di dare priorità a iOS: chi si occupa di iPhone e iPad ha maggiori “poteri” rispetto agli altri. Dal punto di vista delle entrate Apple non è certo da biasimare: il 75% delle entrate totali, piaccia o no, arriva da iPhone e iPad.

Negli ultimi anni i manager di Apple sono diventati più propensi a spingere due o più idee in competizione, costringendo designer e ingegneri a lavorare su più prodotti contemporaneamente. In passato i dirigenti erano più disposti a spingere una singola idea; agli ingegneri ora è chiesto di “sviluppare opzioni multiple nella speranza che una sia fattibile”.

All’interno di Apple vi sarebbero state turbolenze al punto che da un anno e mezzo a oggi oltre una dozzina di ingegneri e manager che si occupavano dell’hardware Mac avrebbero abbandonato il proprio incarico per lavorare in team diversi di Apple che si occupano di altro o, nei casi limite, abbandonare completamente Cupertino per approdare in altre società. Alcuni dicono di averlo fatto solo perché preferiscono ambienti di lavoro meno “estenuanti”, altri perché avrebbero sentito che il futuro del Mac in azienda non è chiaro, in un mondo fagocitato da iPhone e iPad.

Per quanto riguarda il Mac Pro 2013, la decisione di costruirlo in USA su pressione di vari politici, avrebbe causato non pochi problemi. Lucidature e cromature hanno obbligato Apple a costruire in proprio alcuni strumenti di produzione oltre a formare persone addette all’uso di questi macchinari negli impianti di assemblaggio. Tutto questo avrebbe rallentato la produzione impedendo di produrre computer a pieno regime per le iniziali richieste.

Sono passati tre anni dall’introduzione del Mac Pro cilindrico; le difficoltà nella produzione non sarebbero terminate e i dirigenti starebbero valutando lo spostamento di essa nuovamente in Asia dove non solo è più economico realizzarlo, ma è più facile trovare assemblatori e operai con le competenze necessarie, anche per progetti ambiziosi.

Gurman spiega che il nuovo MacBook Pro, com’era facilmente prevedibile, porterà alla creazione di tastiere indipendenti con striscia touch e lettore di impronte digitali. Apple deciderà se rilasciare o no questi prodotti, in base a come saranno accolte dagli utenti le novità sugli attuali portatili. Secondo Gurman non ci sarà bisogno di attendere molto per avere nuovi e “modesti” aggiornamenti di iMac con porte USB-C e grafica AMD, così come aggiornamenti (“modesti speed-bump”) dei MacBook 12″ e MacBook Pro di cui parliamo pù estesamente qui.

Divisione Mac - Il Mac Pro "festeggia" tre anni di vita. Foto: Joel Bernstein
Il Mac Pro “festeggia” tre anni di vita. Foto: Joel Bernstein