Icone a confronto: Apple e Moleskine

Non tutti sanno che da un anno le Moleskine, i taccuini di Chatwin ed Hemingway, Van Gogh e Picasso, sono anche "amiche di Apple". Proprio all'azienda adesso italiana si sono rivolti quelli di Cupertino per realizzare un esclusivo taccuino dedicato ad un evento aziendale del 2007: il Worldwide Store Summit. Comincia la caccia per gli appassionati e collezionisti.

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Due miti che si incontrano. Da una parte, il fabbricante di taccuini più famoso al mondo, Moleskine, nato in Francia e rinato più di recente in Italia. Dall’altro, Apple. Come è avvenuto l’incontro? Perché? La storia la raccontano quelli di Moleskine, ed è semplice ma interessante. In pratica, Apple – produttrice di oggetti di culto per definizione – cercava a sua volta un oggetto di culto da donare ai partecipanti al Worldwide Store Summit, la conferenza organizzata a Cupertino con i dirigenti e i responsabili dei negozi di Apple. Non è una cosa inedita che le aziende che organizzano le convention con le forze vendite o il canale di distribuzione preparino “qualcosa” (non un prodotto dell’azienda stessa, ovviamente) da dare ai loro collaboratori. Il punto era: cosa può “dare” Apple, che ha eletto stile e design a metro della propria vita?

Ecco l’idea: Moleskine. Non sono molti quelli che conoscono la storia di questo raffinato produttore di blocchetti per appunti. Ma molto spesso il “nocciolo duro” di utenti Mac, cioè i creativi per definizione, conoscono bene le Moleskine. Anzi, a ben cercare in rete si trova anche chi avanza il solito paragone che la Moleskine sia il loro “Mac di carta” o “iPhone di carta”, quello a cui non si scaricano mai le batterie per intendersi.

Stesso gusto e stesso stile, anche se declinato in maniera diversa, sostengono ancora altri. Le Moleskine, i taccuini che pittori francesi e olandesi, scrittori americani bohemienne e creativi di oggi come di ieri. “Apple aveva bisogno di un taccuino elegante sul quale i partecipanti potessero prendere appunti durante la conferenza”. E un design sobrio, senza esagerazioni, visto che il logo di Apple è uno dei più conosciuti al mondo. Ecco l’idea dei creativi di Moleskine, che è a buon diritto paragonabile a quella dei creativi di Cupertino.

Una Moleskine nera con una mela scavata nella copertura del taccuino, in maniera semplice e sobria, nell’angolo superiore sinistro. E una piccol ascritta: “Small details. Big impact”, in basso. Tutto in nero, senza uso di vernici o strani colori e senza occupare troppo spazio.

La mossa di Moleskine, e soprattutto la sua capacità  di esecuzione in tempi brevissimi della “tiratura limitata” di queste Moleskine, è stata molto apprezzata da Apple, sorpresa in qualche maniera che anche altre aziende abbiano la stessa passione nel realizzare i loro prodotti. Dopotutto, però, un motivo c’è: Moleskine, anche se nata in Francia, oggi è un prodotto italiano. E gli italiani, di stile e di passione, qualcosa possono ancora insegnare. Anche ad Apple…

E la storia di Moleskine ed Apple? Chiude così il racconto dell’azienda: “Da allora Apple è diventata un cliente affezionato, utilizzando sistematicamente le Moleskine per colmare il divario tra il mondo analogico e digitale”.

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