Il compleanno dimenticato del Sinclair QL

Non è solo il compleanno della nascita del Mac: c’è anche un altro computer che in questi giorni avrebbe compiuto 25 anni. Un sistema sfortunato, per molti versi in anticipo sui tempi e che ha consentito ad un importante sviluppatore di imparare le basi per creare poi un famoso sistema operativo…

In questi giorni si è molto parlato sul web del venticinquesimo compleanno della nascita del Mac, ma c’è un piccolo computer che festeggia anch’esso 25 anni e che ha cambiato la vita di molti: il Sinclair QL. La britannica Sinclair Research, conosciuta da molti solo per lo ZX Spectrum e per un incredibile serie di progetti fallimentari (auto elettrica, TV LCD portatile, bicicletta elettrica), dodici giorni prima del Macintosh, lanciò il QL (“Quantum Leap”) un personal-computer (come si diceva all’epoca) che avrebbe dovuto rappresentare un salto rivoluzionario rispetto a quanto visto fino allora. Il team guidato da Sir Clive Sinclair, intuì le potenzialità  delle CPU Motorola: il nuovo arrivato, infatti, sfruttava una particolare variante delle CPU 68000: un 68008 a 7,5Mhz.

Il sistema (collegabile ad un monitor o ad una TV) aveva tre modalità : testo con 80×25 caratteri ad 8 colori, modalità  grafica a 512×256 pixel a 4 colori e modalità  grafica a 256×256 pixel a 8 colori. Il suono era monofonico e proveniva da un misero altoparlantino interno. La tastiera era più “seria” rispetto a quella vista con lo Spectrum, ma sfruttava anch’essa l’amata/odiata membrana. Le memorie di massa di serie erano i “mitici” microdrive (piccole unità  a nastro sulle quali memorizzare fino a 100kb, ma grazie a terze-parti era fortunatamente possibile sfruttare anche i più affidabili floppy disk.

Il QL non aveva interfaccia grafica, ma aveva un sistema operativo (QDOS) a linea di comando potente e particolarità  senza uguali per i suoi tempi: era capace di multitasking preemptive basato su multithread, permetteva di avviare “task” (applicazioni) in finestre e permetteva all’utente di assegnare priorità  alle applicazioni (cose viste decine di anni dopo su altri sistemi).

Il computer disponeva di serie (in una ROM) di un SuperBasic (procedurale e simile al Pascal) e arrivava con quattro software professionali realizzati dall’allora sconosciuta Psion: Quill (un word processor), Archive (un database), Easel (diagrammi commerciali) e Abacus (un foglio elettronico) diventati nel giro di qualche versione affidabili, robusti e molto popolari (furono disponibili in seguito anche le versioni per PC con MS-DOS).

Per varie vicissitudini (le prime versioni dell’hardware erano a dir poco inaffidabili), questo piccolo gioiello non ebbe mai il successo che avrebbe meritato e nacque in un momento in cui la concorrenza e il resto del mondo informatico si stava spingendo oltre quanto immaginabile dal geniale “folletto” inglese (Apple con il suo Mac prima, ma anche Commodore con il suo Amiga in seguito).

Un particolare curioso che forse non tutti sanno è che Linus Torvalds, “il papà ” di Linux, iniziò a muovere i primi passi nel mondo della programmazione grazie al Sinclair QL: secondo quanto riportato in varie biografie fu proprio il QL che lo ispirò a scrivere le prime versioni del futuro sistema operativo.

[A cura di Mauro Notarianni]