Amiga ritorna (davvero…)

Amiga torna nel mondo dei computer viventi e la data fissata è il primo di aprile. Lo garantiscono i nuovi proprietari del marchio Bill McEwen and Fleecy Moss. I due ex dirigenti di Gateway, che avevano acquistato i diritti di Amiga dalla loro vecchia società , promettono che non si tratta di un pesce di stagione, ma di una realtà . "Mostreremo una macchina di sviluppo - sostengono in alcune dichiarazioni alla stampa - l'obbiettivo è di mettere in commercio i primi esemplari al più presto".

Secondo alcune informazioni riportate da Wired, contestualmente al nuovo hardware, verrà  anche presentato un nuovo Amiga Os che dovrebbe essere basato prevalentemente sul sistema operativo Elate, del Tao Group’s che ha quali caratteristiche elevate capacità  multimediali, predisposizione alla multipiattaforma, scalabilità  e adattabilità  anche a sistemi con caratteristiche hardware molto modeste. Ulteriori richieste di dettagli vanno però a vuoto: “Al momento – dicono ancora McEwen e Moss – preferiamo non commentare sull’hardware e sul sistema operativo”.
Amiga venne lanciata nel 1982 da un gruppo di tre dentisti della Florida e si distinse ben presto per le sue qualità  nel settore grafico. Di un passo avanti rispetto a tutti i computer del tempo la sua caratteristica principale era la felssiblità  del sistema operativo, particolarmente adatto ad un uso multimediale. Amiga, che si conquistò uno stuolo di sostenitori molto simili per dedizione alla piattaforma agli utenti Mac, venne stritolata dall’impetuosa crescita di Microsoft e del suo Windows. Passata alla tedesca Commodore e poi ad Escom e da Escom a Gateway, ora, come accennato, i diritti dell’hardware sono sotto il controllo di due ex dirigenti della stessa Gateway, Bill McEwen and Fleecy Moss.
Non è questo il primo annuncio della risurrezione di Amiga. Dal momento del fallimento a metà  degli anni 90 all’epoca di Commodore sono stati fino ad oggi 24 i proclami di rilancio della piattaforma. Solo negli ultimi due anni, dall’acquisto del marchio da parte di Gateway, sono stati sette. In un’occasione, addirittura, era stata avanzata la proposta di rendere “open source” l’architettura hardware, così da poter liberalizzare la costruzione di macchine da parte di volenterorsi appartenenti al non ancora estinto stuolo di estimatori di Amiga molto simile per devozione e fedeletà  alla filosofia della piattaforma agli utenti Mac. Questo gruppo, che pur di non abbandonare la piattaforma, si cimenta con macchine basate su processori Motorola 68k non più veloci di 50 MHz evoluzione delle prime CPU nate dall’idea di quattro dentisti della Florida , ha sussultato a ciascuno di questi annunci inondando gli usenet dedicati ad Amiga per poi lanciare “flame” altrettanto accesi contro chi detiene i diritti di costruzione.
Comprensibile dunque che gli attuali responsabili di Amiga preferiscano ora non sbilanciarsi “fino a quando – come si legge sulla pagina di Wired – la nuova Amiga non sarà  terminata, imballata, spedita e qualcuno potrà  vederla, toccarla, provarla e comprarla”.
Se veramente Amiga risorgerà  lo sapremo il prossimo primo aprile, nel corso dell’ Amiga 2000, un incontro di sviluppatori che si tiene a St. Louis