Elettronica e prodotti futuristici nel campo dell’intrattenimento. È questo, normalmente, il CES di Las Vegas. Ma la grande fiera tech quest’anno si apre con l’annuncio di un protagonista che in passato sarebbe stato improbabile: Lego.
L’azienda danese che ha accompagnato nella crescita centinaia di milioni di bambini terrà un keynote ufficiale nel contesto di una delle vetrine più importanti dell’innovazione tecnologica globale.
Non una semplice presenza, ma una conferenza vera e propria, fissata per il 5 gennaio, alla vigilia dell’apertura ufficiale della fiera, collocandosi nello stesso calendario di aziende come Nvidia, AMD, LG e Intel.
Le ipotesi su cosa potrebbe essere presentato
Lego non ha comunicato in anticipo cosa verrà mostrato sul palco. Negli ultimi anni l’azienda ha più volte parlato di evoluzione, sperimentazione e sostenibilità, ribadendo però il ruolo centrale del mattoncino fisico come elemento fondante dell’esperienza di gioco.
In assenza di comunicazioni ufficiali, le ipotesi si concentrano più sul perimetro dell’annuncio che sui singoli prodotti. È plausibile che Lego utilizzi il palco del CES per presentare una nuova visione del gioco ibrido, in cui costruzione fisica e componenti digitali convivono in modo strutturale, non come semplice estensione accessoria ma come parte integrante dell’esperienza.
In questo contesto si inseriscono anche ipotesi più concrete, che parlano dell’introduzione di elementi interattivi integrati nei set, come sensori, luci e suoni attivabili tramite componenti dedicati e applicazioni software. Una direzione che richiamerebbe esperienze già sperimentate da Lego in passato e che, se estesa a più linee di prodotto, spiegherebbe la scelta di un palco come quello del CES.
Un altro fronte possibile riguarda il mondo dell’intrattenimento interattivo. Lego è già attiva nel settore dei videogiochi e delle collaborazioni con partner tecnologici, (un nome su tutti. Nintendo con Super Mario) e il CES rappresenta un contesto naturale per mostrare come queste esperienze possano evolvere, dialogando con nuove piattaforme, dispositivi e modalità di fruizione, senza perdere il legame con il gioco tangibile.
Non va esclusa nemmeno una comunicazione più ampia, legata a sostenibilità, materiali e processi produttivi. Lego ha fissato obiettivi di lungo periodo sulla riduzione dell’impatto ambientale e sull’uso di materiali alternativi, temi che al CES trovano sempre più spazio accanto ai prodotti e che potrebbero essere raccontati come parte di una strategia industriale di lungo respiro.
Perché il CES è il palco giusto
La scelta del formato keynote e del contesto del CES suggerisce che Lego non stia puntando a un annuncio tradizionale, ma a una dichiarazione di intenti. Il pubblico di Las Vegas non è composto da famiglie o collezionisti, ma da media tecnologici, analisti e osservatori dell’innovazione. È a loro che Lego sembra voler parlare, posizionandosi come un attore capace di muoversi nel territorio in cui gioco, intrattenimento e tecnologia si sovrappongono.
In questo senso, la presenza di Lego al CES dice qualcosa anche della fiera stessa. Il confine tra elettronica di consumo e intrattenimento si è progressivamente assottigliato, e il gioco è diventato uno degli spazi in cui sperimentare nuove forme di interazione tra mondo fisico e digitale. Anche senza annunci clamorosi, la scelta di Lego ha un valore simbolico, perché amplia il racconto di cosa oggi venga considerato tecnologia.
Il keynote del 5 gennaio servirà quindi soprattutto a capire se questa prima volta rappresenti un episodio isolato o l’inizio di un percorso più strutturato. In entrambi i casi, Lego ha deciso di aprire il CES con un messaggio inatteso, portando sul palco della tecnologia un linguaggio fatto di costruzione, creatività e gioco. Ed è già, di per sé, una notizia.











