Home Macity Apple History & Lifestyle Dopo l'estate, una rivoluzione per i prodotti di Apple?

Dopo l’estate, una rivoluzione per i prodotti di Apple?

Un prodotto alla volta. Sembra essere questa la filosofia. Se è vero che Steve Jobs guarda e prova tutto, allora dev’essere anche vero che più di tanto non riesce a provare, tra i mille impegni e le mille attività  che ha come amministratore delegato e guida unica di un’azienda da 152,22 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato (solo il numero di riunioni in cui viene coinvolto ogni giorno dev’essere spaventoso).

Però è anche vero che, per altri versi, il design dei prodotti dell’azienda è da fin troppo tempo che è fermo. Un anno e mezzo fa, l’iPhone, poi il restyling dell’iMac, poi il MacBook Air seguito adesso dall’iPhone 3G e poi? Tutto fermo. Prendiamo ad esempio il fattore di forma del MacPro. àˆ lo stesso di quando c’era il G5. Non è cambiato praticamente niente.

Gli Xserve, neanche a parlarne. I MacBook e i MacBook pro tirano a campare da anni. Ritocchi minori, ma i materiali e il concetto sono i medesimi. Per questi ultimi c’è l’avvisaglia iMac-MacBook Air, seguiti dall’iPhone 3G: materiali diversi, a metà  fra la plastica e l’alluminio, e i bordi smussati per dare più leggerezza al tutto. Ma il cambiamento è ancora tutto da vedere.

Il lavoro di Apple per rinnovare la sua linea è statico, insomma, e richiede una bella accellerazione. Gli stessi iPod, dopo il lancio del touch e poi del nano sono rimasti sostanzialmente fermi: anche qui nuove tecnologie, nuovi livelli di miniaturizzazione e nuovi materiali spingono per cambiamenti importanti.

Quanto ci volete scommettere che dopo l’estate qualcosa succederà ? Che la line-up sarà  sconvolta da una serie di cambiamenti consistenti? Nuove tecnologie (ad esempio, i dischi allo stato solido a prezzi più accettabili e con memorie molto più elevate rispetto a quella anemica del MacBook Air attuale), nuovi materiali, nuovi fattori di forma, nuove capacità  sempre più “touch” (ad esempio, l’introduzione dei più larghi touchpad sugli altri portatili entry level e, perché no, nelle tastiere dei fissi).

Ce n’è di lavoro da fare. Anche se, visto che Steve Jobs sembra concentrarsi su un prodotto alla volta, forse ci sarà  da aspettare un po’ di più. Chi può dirlo?

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