I cellulari causano il cancro? Per uno studio USA il rischio c’è per i ratti maschi (forse)

Dopo 10 anni, il National Toxicology Program, ha presentato il 1° novembre 2018 i risultati di una ricerca complessa e le risposte alla domanda: i cellulari causano il cancro?

I cellulari causano il cancro? Per uno studio USA il rischio c’è per i ratti maschi (forse)

I cellulari causano il cancro? Dopo 10 anni, il National Toxicology Program, ha presentato il 1° novembre 2018 i risultati di una ricerca complessa, la più lunga e costosa portata a termine fino ad ora tra i tanti studi realizzati, che ha analizzato le conseguenze dell’uso di tecnologia 2G e 3 G dei cellulari. 

L’indagine del National Toxicology Program, ha trovato “prove positive, ma relativamente modeste, che le onde radio di alcuni tipi di cellulare potrebbero aumentare il rischio di cancro al cervello nei ratti maschi”, come riportato dal New York Times. Dei 3mila topi e ratti, maschi e femmine, utilizzati per lo studio, i più deboli soggetti all’esposizione che hanno sviluppato forme tumorali sono i ratti maschi: il 2-3 per cento dei ratti maschi è stato colpito da un glioma maligno, un cancro del tessuto cerebrale. 

Il National Toxicology Program ha ottenuto una “chiara evidenza” di tumori al cuore nei ratti maschi, maligni, noti come neurinomi, “qualche evidenza” di glioma (tumore maligno al cervello) nei ratti maschi e “qualche evidenza” di tumore alle ghiandole surrenali.  

I cellulari causano il cancro? Per uno studio USA il rischio c’è per i ratti maschi (forse)

Per rispondere alla domanda e capire, finalmente, se i cellulari causano il cancro, l’istituto di ricerca ha valutato le condizioni di salute di 3mila animali – topi e ratti – sottoposti a radiazioni a frequenza compresa tra i 900 e i 1900 megahertz per nove ore al giorno, per dieci anni, spendendo circa 30 milioni di dollari. Ma lo ha fatto facendo riferimento alla tecnologia 2G e 3G, senza prendere in considerazione le altre tecnologie. 

Lo stesso National Toxology Program, che ha effettuato lo studio su commissione della Food and Drug Administration durante l’amministrazione di Bill Clinton, ricorda che i risultati sugli animali non sempre trovano un’applicazione anche sugli esseri umani. L’esposizione a cui sono stati sottoposti i topi e i ratti è stata superiore a quella a cui mediamente si è sottoposti ed è stata anche provata in forma diversa: i ratti e i topi hanno ricevuto radiazioni su tutto il corpo, e non in zone definite (gli umani ricevono radiazioni soprattutto vicino all’orecchio o in tasca).