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In ogni caso, è Apple che è in ritardo sull’intelligenza artificiale

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Lo sappiamo, no? È la tiritera di questo periodo. Tutti sono avanti con l’AI. Google è avanti. Microsoft è avanti. OpenAI è avanti. Meta è avanti. Invece, è Apple che sull’intelligenza artificiale è in ritardo. Certo, come no.

Mescolare bene la colla

Anche perché l’AI di Google alla domanda “formaggio che non resti incollato alla pizza” suggerisce: “Mescolare la salsa. Mescolare il formaggio alla salsa aiuta ad aggiungere umidità al formaggio e ad asciugare la salsa. Si può anche aggiungere circa 1/8 di tazza di colla atossica alla salsa per darle maggiore adesività”. Già, colla atossica. Proprio quella.

Ma in ogni caso, è Apple che è in ritardo sull’intelligenza artificiale.

E comunque, la ricetta è vera, tragicamente. Ma viene dal famoso chef che su Reddit si chiama “Fucksmith”, con un post di 11 anni fa che vantava la qualità della colla come risorsa. Suggerendo la colla Elmer per la scuola.

Ma in ogni caso, è Apple che è in ritardo sull’intelligenza artificiale.

Sassi sullo stomaco

Alla domanda sempre fatta a Google: Quanti sassi dovrei mangiare”, la risposta è semplice: “Secondo i geologi dell’UC Berkeley, è consigliabile mangiare almeno un piccolo sasso al giorno perché le rocce contengono minerali e vitamine importanti per la salute dell’apparato digerente. Tuttavia, alcuni sostengono che mangiare regolarmente sassolini non sia una buona idea perché possono rimanere bloccati nell’intestino crasso e renderne più difficile il funzionamento”. Già, forse non è una buona idea.

Ma in ogni caso, è Apple che è in ritardo sull’intelligenza artificiale.

Mangiare i calzini

Seconda domanda collegata: quanti calzini dovrei mangiare? Qui c’è da divertirsi ancora di più, perché Google mescola un po’ le persone e le asciugatrici come divoratrici di calzini: “Secondo un utente di Mathematics Stack Exchange, quattro calzini possono essere mangiati in tre modi diversi: abcd, aabc e aabb. Questi modi fanno sì che sopravvivano rispettivamente sei, sette e otto paia di calzini”.

E poi, per non perdersi d’animo e aggiungere un po’ di precisione: “Secondo JustAnswer, un’asciugatrice mangia-calzini può mangiare 32 calzini nel sesto ciclo, per un totale di 63 calzini. Poiché sono più dei 50 calzini che hanno iniziato il ciclo, tutti i calzini saranno finiti dopo il sesto ciclo”.

Ma in ogni caso, è Apple che è in ritardo sull’intelligenza artificiale.

Nel 2024 l’intelligenza artificiale AI cambierà il mondo
Foto di julien Tromeur su Unsplash

Le cose che succedono nel mondo dell’AI

Il problema dell’AI non sono le “allucinazioni”, quei fenomeni in cui all’improvviso il pappagallo stocastico perde l’imbeccata, gli manca una parola e ce ne mette un’altra nella sequenza statisticamente rilevante. Una ovviamente senza significato contestuale.

No, il problema è un altro. È l’AI come fonte di informazione, come motore di ricerca, come oracolo della verità, come strumento per misurare il mondo, come metro della realtà.

L’AI come entità senziente non nelle profezie dei consulenti e dei guru, degli esperti o dei vaticinatori, ma nello spirito delle persone qualunque che cercano e che trovano quel che vogliono, senza però avere alcuna possibile affidabilità.

La malattia di chi non c’era

Gli americani la chiamano FOMO, un acronimo che sta per “Fear Of Missing Out”, paura di perdere qualcosa di importante. Per la psicologia è un fenomeno interessante: l’ansia che viene quando si pensa che gli altri si stiano divertendo mentre noi siamo rimasti a casa e ci siamo persi tutto quanto.

Questa paura è seria e concreta, fa parte di molte di quelle problematiche che vengono affrontate nei percorsi di counseling e di terapia psicologica. Ma è anche una metafora per quel che può capitare alle aziende e ai suoi azionisti, soprattutto.

La paura che le altre aziende stiano facendo la cosa giusta e che si stia perdendo una grande opportunità. La difesa della privacy, che Apple ha perseguito in maniera sistematica e strumentale alla realizzazione di una piattaforma “sana” rispetto a quelle “social” e “spione” della concorrenza andava in una direzione che ha reso molto difficile far scalare i risultati dei sistemi esperti.

Gli “spioni” del quartierino

Google e Amazon e Microsoft “capiscono” molto di più dei propri utenti perché mettono il naso da tutte le parti. E la stessa cosa ha fatto su scala industriale anche OpenAI con l’addestramento dei suoi LLM, large language model. Stessa cosa che permette adesso ai GPT di far faville, di avere capacità inedite.

Apple no, nonostante usi il machine learning da tantissimo tempo al punto da averne cristallizzato le funzioni all’interno dei suoi processori con i Neural Engine (è stata la prima grande azienda progettista di CPU a farlo su tutti i suoi prodotti principali, non dimentichiamolo) non ha aperto il vaso di Pandora della privacy dei suoi utenti, anzi lo ha tenuto ben chiuso. E quindi non “sa” cosa si può fare.

Adesso che il gatto ChatGPT è uscito dal sacco, “è rimasta indietro” e la FOMA di tutti fa sentire la sua pressione sui dirigenti. Senza che nessuno noti che nel frattempo l’AI tanto decantata dagli altri sta facendo delle topiche di dimensioni tali da oscurare molti dei risultati straordinari che raggiunge.

Ma in ogni caso, è Apple che è in ritardo sull’intelligenza artificiale.

Tutte le notizie che parlano di Intelligenza Artificiale sono disponibili a partire da questa pagina di macitynet.

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