Jony Ive, la nostalgia per il trasloco ad Apple Park e l’entusiasmo per Apple Watch

Jony Ive racconta della nostalgia per la sede di One infinite Loop, del trasferimento in Apple Park e dei vantaggi resi possibili dalla nuova sede di Cupertino. Il guru del design dice la sua su Apple Watch e piega perché Apple non parla mai delle novità su cui sta lavorando

Jony Ive, la nostalgia per il trasloco ad Apple Park, e la fiducia per Apple Watch

Con il trasloco ad Apple Park, Jony Ive ha dovuto dire addio a One Infinite Loop, incluso il laborotario in cui insieme a Steve Jobs ha scritto la storia di Apple. E la nostalgia per quei luoghi il chief design officer di Apple l’ha raccontata al Financial Time, in una intervista durante la quale parla di diversi temi: in particolare del trasferimento di gran parte del personale di Cupertino in Apple Park e di Apple Watch, senza mai sbottonarsi però sulle prospettive future per Apple Car. 

Il team di design di Apple è stato uno degli ultimi a traslocare in Apple Park, questo perché lo spostamento ha richiesto tempo: in tutto devono spostarsi 9mila persone. «9mila persone non si spostano in un giorno» dichiara Ive. «Siamo uno degli ultimi gruppi ad aver completato lo spostamento. Si tratta di un evento carico di emozioni e significativo, perché lasciamo il luogo del passato, quello in cui abbiamo progettato e realizzato i primi prototipi. E’ lo studio in cui sono tornato nel giorno in cui Steve è morto. Ed è il luogo in cui abbiamo immaginato iPhone e iPod».
Ive ha spiegato che il passaggio del suo team ad Apple Park ha permesso una maggiore collaborazione tra le diverse aree di competenza creativa. «Il trasloco ad Apple Park rappresenta l’unione delle diverse aree di competenza creativa, che sono incredibilmente diverse. Credo che non sia mai accaduto in passato: designer industriali sono seduti accanto ai designer di font, vicino a chi si occupa di prototipi e di esperti di percezione degli oggetti attraverso il tatto, e a laureati in scienze dei materiali».

Nonostante lo sguardo malinconico ai luoghi da lasciare, Ive è pieno di entusiasmo per il presente di Apple, e in particolare per Apple Watch: Apple Watch per lui non è un orologio, ma un computer versatile e potente. «Penso che Apple Watch sia un computer molto potente, con una gamma di sensori molto sofisticati, ed è legato al mio polso». Per spiegare meglio il suo punto vista il guru del design offre un paragone «E’ chiaro che la capacità di iPhone va oltre la funzione di un telefono tradizionale e questo vale anche per Apple Watch». Jony Ive, la nostalgia per il trasloco ad Apple Park, e la fiducia per Apple Watch

Sulle prospettive di Apple Car, Ive – ovviamente – non si sbottona neanche con il giornalista del Financial Times, ricordando soltanto l’importanza per Apple di lavorare a questa sfida. «Alcune aziende promuovono molto l’esplorazione delle nuove idee attraverso le pubbliche relazioni. Noi non lo facciamo. Se stai veramente lavorando su qualcosa, è meglio lavorarci sopra e lottare con i problemi e le sfide associate, piuttosto che parlarne. Il nostro capitale, la nostra equità, sono le nostre idee e le tecnologie che stiamo sviluppando. È importante che il più a lungo possibile rimanga nostro, per cercare di rimandare quel punto in cui verranno poi copiati, il che è ciò che la storia suggerisce». 

Per ripercorrere la storia di Apple Park, fondamentale è lettura degli articoli nella sezione dedicata alla fantascientifica nuova sede di Cupertino. Tutte le news su Jony Ive si possono seguire nella sezione di Macitynet dedicata al guru del design di Apple.