Recensione della batteria Anker 26800 PD con Usb-C, la migliore del momento

Anker 26800 PD

Un monolite nero che ricarica due volte il MacBook, quattro volte l’iPad, otto volte l’iPhone. L’abbiamo provata per vedere se mantiene le promesse

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In questo momento possiamo definirla senza problemi la migliore batteria esterna della sua categoria. Stiamo parlando del modello 26800 PD di Anker, azienda che ha cercato negli anni di produrre apparecchi e componenti di buona qualità a prezzi ragionevoli. In questo caso, possiamo dire eccellenti.

Dopo aver letto numerose recensioni positive abbiamo voluto provare se effettivamente la batteria di Anker con due porte Usb-A e una Usb-C è all’altezza della sua fama. In breve: sì, lo è. Vediamo i dettagli.

Anker 26800 PD

La batteria e il pacchetto

Il pacchetto ha un peso significativo, perché la batteria ha dimensioni e pesi rilevanti. Si tratta dell’unico aspetto che potrebbe essere negativo, ma dipende ovviamente dalla dimensione delle celle, che per poter accumulare 26800 milliamper-ora richiedono un discreto spazio e desità degli elementi. La batteria si presenta in una sobria scatola bianca con scritta rossa Anker, e all’interno contiene, oltre alla batteria stessa, nera e di metallo, anche un comodo “calzino” in maglia per contenerla (ne vedremo i pregi più avanti) e due cavetti: uno Usb-A e uno Usb-C da entrambi i lati. Non è presente un caricabatteria né un cavetto Lightining-Usb-C che, invece, come vedremo tra un attimo, sarebbe strategico per noi utenti di apparecchi iOS.

Le dimensioni della batteria come detto sono importanti: 16,5 x 2,3 x 7,9 cm per 576 grammi di peso, con tecnologia agli ioni di litio. La batteria che abbiamo testato presentava come numero di modello/numero di articolo la sigla A1375. Il nome completo è PowerCore+ 26800 PD, dove l’acronimo PD sta per Power Delivery e il + per Premium.

Le caratteristiche tecniche

La batteria ha una funzionalità di ricarica degli apparecchi e della batteria stessa Power Delivery, che è lo standard adottato da Apple per i suoi nuovi dispositivi: smartphone e tablet oltre ai nuovi portatili con Usb-C. Cominciamo dai primi.

Se si utilizza la batteria con un iPhone 8, 8 Plus e X, i tempi di carica si riducono notevolmente grazie alla maggiore potenza di carica erogabile tramite la porta Usb-C. Stessa cosa se si connette un iPad Pro sia nella versione 9,7 che 10,5 che 12,9 pollici. Per i MacBook la cosa è leggermente diversa: il MacBook “piccolo”, con schiermo dodici pollici viene ricaricato completamente anche in funzione (per via del processore a basso consumo) mentre i MacBook Pro 13 e 15 pollici vengono semplicemente “rallentati” nello scaricarsi della batteria interna, oppure a macchina spenta o in pausa vengono normalmente ricaricati.

La potenza del sistema Power Delivery funziona dunque così: tramite la porta USB-C vengono erogati 30W mentre tramite le 2 USB-A si possono erogare 5V a 3A. Con un caricabatterie 27W Power Delivery come quello del MacBook 12 pollici la batteria si ricarica in appena 4,5 ore.

La capienza monumentale di questo apparecchio permette di ricaricare due volte appieno il MacBook 12, oppure di ricaricare fino a nove volte un iPhone 8 o quattro volte un iPad Pro 10.5. Vediamo in pratica se è così.

Anker 26800 PD

Carichiamo la batteria

Quando è arrivato il “mostro” di Anker abbiamo subito apprezzato il materiale metallico nero e “tosto” di cui è fatto. Lo abbiamo però anche temuto, perché in borsa il rischio è quello di graffi alla scocca di iPad o MacBook. Per fortuna Anker aggiunge un sacchetto da viaggio, in materiale sintetico nero traforato, che si adatta perfettamente ammortizza quanto basta a rendere il monolite nero un oggetto compatibile anche con le borse meno strutturate e ordinate del pianeta.

Un particolare che nella prova si è rivelato molto utile e importante è l’indicatore con pulsante del livello di carica. Si tratta di un cerchio di dieci led bianchi molto leggeri che permettono di capire quanti decimi di carica ci sono. All’arrivo la batteria era quasi vuota. L’abbiamo collegata all’alimentatore del MacBook per la notte (usando il cavo Anker) e la mattina dopo con nostra grande sorpresa non era ancora carica. Nei giorni successivi due o tre prove ci hanno permesso di capire che la presa multipla a ciabatta che usiamo accanto al letto diminuisce notevolmente la potenza erogata e quindi l’alimentatore Apple non va in modalità Power Delivery. Spostando la sera dopo la ricarica in una presa direttamente a muro invece la ricarica è stata completata in meno delle 4,5 ore richieste e nei giorni successivi abbiamo notato che la batteria si ricarica in circa 3,5–4 ore.

Anker 26800 PD

Prova su strada

Abbiamo usato la batteria come scorta per il MacBook o per l’iPad, sia in città quando si va a lavorare in qualche bar, che in casa quando si sta con il computer in posizioni dove non ci sono prese elettriche vicine. L’abbiamo usata anche per ricaricare l’iPhone e per ricaricare l’Apple Watch. L’apparecchio permette di caricare anche due iPad o un iPad e un iPhone contemporaneamente, mentre non abbiamo mai avuto l’occasione di provare con tre nello stesso momento.

Prima vediamo il numero di ricariche. Sono prove empiriche, fatte durante le giornate di tranquillo lavoro. Il MacBook tende a scaricarsi piuttosto velocemente quando è messo sotto pressione e la presenza della batteria nello zaianetto ha cambiato le sorti delle trasferte. Le due cariche complete del MacBook ci stanno giuste giuste e i tempi variano a seconda del tipo di impiego che si sta facendo del computer. Se è in modalità stop, circa due ore e mezzo, mentre con il computer acceso in media si aggiungono altre sei ore per arrivare a una ricarica completa (ma qui dipende molto da cosa si fa).

La cosa è invece piuttosto più complessa se parliamo dei telefoni. Lo abbiamo provato con il nostro iPhone 8 Plus e qui abbiamo visto tempi di ricarica che cambiano notevolmente: probabilmente l’uso del telefono ma anche il quantitativo di energia presente nella batteria fa la differenza. In mezz’ora si ricarica quasi l’80% della batteria e in meno di due ore il telefono è completamente carico (ma alle volte basa poco più di un’ora). L’iPad Pro invece ha dato più problemi perché richiede una ricarica piuttosto “pesante” e in mezz’ora non si arriva sempre al 50%, per una ricarica completa sono state necessarie fino a tre ore piene, forse qualcosa di più, e mai meno di due ore e mezzo. Inoltre, non c’è versi di riuscire a fare quattro ricariche dell’iPad Pro con una carica della batteria Anker, che poi cala drammaticamente quando invece si ricaricano più apparecchi contemporaneamente: a parte i tempi di ricarica che si allungano perché l’utilizzo delle porte Usb-A abbatte evidentemente il Power Delivery anche della porta Usb-C (pur utilizzando sempre cavetti originali Apple, incluso il nostro Lightning-Usb-C, e quelli di Anker stessa), la somma totale delle ricariche è inferiore a quel che dovrebbe riuscire a fare la batteria.

Abbiamo anche qui fatto un po’ di esperimenti e misure di tempi sempre in condizioni di lavoro e quindi senza utilizzare attrezzature da laboratorio e senza spendere una settimana di test perché non abbiamo né gli apparecchi né francamente il tempo per testare una batteria che manifesta molto chiaramente di avere suppergiù le caratteristiche dichiarate.

Anker 26800 PD

Conclusioni

Dopo aver utilizzato la batteria in giro per l’Italia, dal treno all’automobile ai mezzi pubblici, siamo giunti alla conclusione che il peso non è affatto rilevante. Certo, si tratta di una batteria bella grossa, ma il mezzo chilo e spiccioli è comunque in un pacchetto “compatto”, di materiale metallico ben robusto e con una borsina da trasporto che la rende anti graffio. E sembra assurdo lamentarsi del peso visto che la capacità di 26800 mAh è massiccia e richiede necessariamente un grande contenitore per gli elementi agli ioni di litio.

A fronte di un prezzo veramente basso rispetto alla qualità offerta, spicca anche il sistema di indicazione con dieci led del livello di carica percentuale, che troviamo accurato e molto comodo. Non c’è un alimentatore interno nella confezione ma, se la si usa in ambiente Apple con un MacBook 12, questo caricabatterie (o quello dei Pro, ma attenzione: non quello di iPhone e iPad) è in grado di dare la carica Power Delivery e ridurre a quattro ore la ricarica della batteria. Questa è una funzionalità importantissima e tra l’altro il fatto che non ci sia un alimentatore per chi lo possiede già è decisamente un risparmio nel senso che la confezione costa meno e non si deve comprare un duplicato.

Il numero di ricariche complessive risulta un po’ più basso di quelle che ci potremmo aspettare dalla dichiarazione del venditore, ma nel senso che forse manca una ricarica completa delle quattro per gli iPad, oppure 1–2 ricariche sul ciclo di otto per l’iPhone. Magari dipende anche dal tipo di utilizzo degli apparecchi, perché avendo appunto fatto prove non di laboratorio ma sul campo, le uniche capaci di dire come effettivamente funzioni un apparecchio (e questa batteria funziona molto bene), gli apparecchi erano accesi e funzionanti con carichi di lavoro non costanti.

La batteria si compra al momento a 69,99 euro su Amazon

Pro
– Capacità esagerata
– Fa quel che dice di fare
– Compatta, con custodia antigraffio
– Ottimo il led a 10 luci per indicare la carica

Contro
– Sul campo il comportamento non è costante, con variazioni però nella norma
– La mancanza di un caricabatteria Power Delivery abbassa il prezzo ma crea un problema a chi non ha un MacBook 12 o Pro