La recensione iPhone 6S: 15 giorni al lavoro con macitynet

Ed eccoci qua ancora una volta per il consueto test sul campo di un nuovo modello di iPhone: iPhone 6s. Vi abbiamo mostrato a suo tempo le immagini dell’acquisto, dello spacchettamento e dei primi video effettuati con il telefono di Apple ma non vi abbiamo raccontato in questi giorni la nostra esperienza d’uso che vogliamo […]

iphone 6s paris

Ed eccoci qua ancora una volta per il consueto test sul campo di un nuovo modello di iPhone: iPhone 6s. Vi abbiamo mostrato a suo tempo le immagini dell’acquisto, dello spacchettamento e dei primi video effettuati con il telefono di Apple ma non vi abbiamo raccontato in questi giorni la nostra esperienza d’uso che vogliamo riassumere in queste pagine.

recensione iPhone 6sQuesto per chi scrive è l’ottavo modello di iPhone, siamo partiti nel luglio del 2007 in cui usammo tra i primi in italia un iPhone 2G sbloccato per servircene come un antesignano iPod touch per passare ai  modelli 3G,3GS, 4, 4s, 5, 5s e infine 6. Tutti i modelli dello smartphone Apple sono passati dalla sinronizzazione con l’iTunes del nostro MacBook e in 8 anni abbiamo trasferito foto, canzoni e indirizzi da un modello all’altro anche per la sola prova di 15 giorni che avete letto su queste pagine.

Chi scrive ha l’opportunità di trattenere nei mesi successivi alla prova i modelli “s” della serie “riveduta e corretta”, quelli che Apple alterna alla novità assoluta per estetica e dimensioni e quindi il 6s, dopo un test di 15 giorni dello scorso anno con il 6,  ha per noi come per altri utenti un aspetto familiare e non più sorprendente. Lo scorso anno la separazione dal modello 6 dopo il periodo di test era stata più dura del consueto sia per il fattore di forma che per il  grande schermo e la migliore usabilità rispetto alla serie 5 .

La confezione

Nel nostro video delll’unpacking di iPhone 6s in versione oro rosa (noi stiamo testando un modello grigio siderale con cui abbiamo girato il video in 4K) potete notare come anche questa volta Apple sia rimasta fedele alla consegna di fornire il minimo indispensabile nella confezione di iPhone: alimentatore, cavo USB-Lightning e cuffie/microfono Earpods con una discreta qualità sonora e buoni bassi per il tipo di auricolare utilizzato. Pochissima carta e la confezione all’apertura ha il classico effetto di rllascio rallentato della parte inferiore che aumenta il piacere dell’attesa della comparsa dello smartphone: è una precisa caratteristica dell’esperienza utente che Apple ha studiato nei minimi particolari.

L’esterno non è cambiato ma c’è un colore in più

Come vedete dal video dei dettagli girato 15 giorni fa non ci sono apprezzabili variazioni nel look esterno, Apple e’ fedele al principio di mantenere il fattore di forma costante per due anni in modo da rendere più durevoli gli accessori prodotti per i vari modelli e qui, nonostante lo spessore aumentato di 0,2 mm è possibile utilizzare il 99% delle custodie preesistenti: abbiamo provato anche quelle con batteria di Mophie che incapsulano del tutto lo smartphone e non c’e’ stato problema di sorta. L’unica custodia che ci ha lasciato qualche dubbio era un modello subacqueo con o-ring che risultava leggermente sforzato e non ci siamo azzardati ad immergere il tutto in acqua. Tutte le altre custodie provate calzavano perfettamente, anche quelle in plastica rigida, in alluminio o in legno!

Il sensore della fotocamera è cambiato come il sistema touch ID (piu’ veloce) ma l’estetica è rimasta identica.

L’unica novità sostanziale dal punto di vista estetico è dunque l’aggiunta della colorazione oro rosa che troviamo anche nelle nuove serie di Apple Watch e a giudicare dalle richieste e dal gradimento che abbiamo sentito esprimere da chi ha visto il nuovo modello nei negozi e nei luoghi dove l’abbiamo mostrato si tratta sicuramente di una scelta azzeccata. Il colore non è cosi’ lezioso come si potrebbe pensare e i riflessi ramati lo rendono accettabile anche a chi l’aveva mal giudicato dalle prime foto.

Cosa è cambiato

I nostri lettori abituali conoscono già tutte le caratteristiche a confronto tra il modello 6 e il 6s e quelli ancora precedenti ma in questa recensione vorremmo far capire quanto incidono i cambiamenti più o meno sottili nell’uso quotidiano.

Innanzitutto dobbiamo dire che il passaggio di sistema operativo da iOS 8 a iOS 9 che ha accompagnato l’uscita del nuovo modello non è stato così traumatico come lo scorso anno: di fatto l’interfaccia e’ rimasta la stessa con il non marginale cambiamento del “font di sistema” che ora è la variante Apple del San Francisco che ci pare con alcuni tratti meno spigolosi un po’ “grazioso” e leggibile dell’Helvetica Neue magari ritenuto fin troppo “rigoroso” da alcuni utenti. La tastiera ora distingue l’attivazione o meno delle maiuscole.

Da mettere in tasca?

Una delle polemiche più aspre sul nuovo iPhone 6 quando uscì riguardò il cosiddetto “bendgate” e cioè la possibilità che l’iPhone sottile com’era si potesse piegare con una pressione relativamente ridotta ai due  estremi per questo non era consigliabile o intelligente mettersi in tasta il gigantesco modello plus e neppure il modello standard.

Con il nuovo 6s abbiamo voluto osare, fiduciosi nel nuovo guscio più rigido realizzato con alluminio 7000 e dobbiamo dire che in questi 15 giorni non abbiamo mai temuto che potesse incurvarsi sotto il non indifferente peso delle nostre terga una volta piazzato nella tasca posteriore dei nostri jeans anche con una semplice custodia in silicone.

La batteria

iOS 9 ha portato alcune interessanti caratteristiche come iCloud Drive che finalmente dovrebbe offrire un sistema di archiviazione online trasparente, una versione “probabilmente” funzionante di Homekit, alcuni miglioramenti nell’interfaccia e soprattutto una migliore gestione della batteria che ora con una speciale modalità di risparmio permette di economizzare risorse e carica per l’uso fondamentale dello smartphone quello di telefono o di comunicatore per le emergenze. Insomma la risposta che diamo di solito alla fine della recensione la trovate subito qua all’inizio: nonostante la batteria più piccola, il processore e l’unità grafica più potente, l’iPhone 6s ha tempi di lavoro uguali o superiori seppure di poco rispetto al modello dell’anno scorso. Non accontenterà chi è insoddisfatto della durata dei modelli precendenti ma almeno non peggiora la situazione all’aumentare delle prestazioni velocistiche. Per chi non ha problemi di dimensione dello schermo il modello Plus offre come al solito una maggiore autonomia.