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Recensione: Boom Beach, il degno erede di Clash Of Clans

Siete ai tropici, un’isola deserta, al comando di pochi soldati: sapete che nei dintorni le altre isole sono piene di nemici che non aspettano altro che di attaccarvi, mentre a voi restano solo un po’ di coraggio e pochi e abbastanza pacifici isolani. Che fare? Fortificare le difese e iniziare a costruire una truppa d’attacco, perché meno nemici ci sono là fuori, più sicuri saremmo nella nostra isola.

Sostanzialmente è questa l’idea che sta alla base di Boom Beach, gioco capolavoro dello stesso team che ha sviluppato un altro gioco di grande successo, Clash of Clans: rispetto a quest’ultimo però Boom Beach è più semplice e dinamico, prevede una ramificazione delle fasi di costruzione più semplice e proprio per questo meno cervellotica. Giocare a Boom Beach è bello, semplice, divertente e non impiega che qualche minuto durante la giornata, perfetto per il casual-gamers, anche se non mancano gli spunti per chi vuole di più.

Una base, mille risorse
Si inizia con una piccola base in una piccola isola: il mondo è costellato da isole divise da un mare, in una zona tropicale dove gli isolani sono sostanzialmente degli indigeni da lavoro. All’inizio siamo guidati alla costruzione della prima base, della prima torretta da difesa e della prima flotta di soldati, nonché alla liberazione della prima isola, vicina a noi. Meccaniche semplici: il gioco è sostanzialmente diviso in tre parti: attacco, difesa e gestione.

Si inizia con la gestione delle risorse e la costruzione di nuovi edifici: si utilizzano per questo le risorse minerali che provengono dalle altre isole conquistate e dalla propria, oltre al denaro. La costruzione verte su fabbriche e miniere di materiali ma anche basi e armi difensive, in un numero limitato a seconda del livello di gioco. All’inizio la materia prima è solamente il legno e il denaro, ma poi arriva anche il ferro e la pietra, che devono essere racimolate nelle rispettive fabbriche o miniere, oppure conquistate durante l’assalto a nuove isole. La gestione di tutto è comandata dalla casa madre, un edificio che è allo stesso tempo il più importante in termini di gestione (perché comanda le unità e le armi che è possibile costruire) e anche il più inutile perché non ha nessuna arma a disposizione. La costruzione di ogni edificio comporta, oltre che al dispendio di risorse, anche un tempo variabile, che aumenta con l’aumentare del livello.

Per ovviare a questo possiamo utilizzare i diamanti, una risorsa che non può essere ricavata ma solo “trovata”, di tanto in tanto in alcuni bauli sparsi qua e la oppure tramite acquisti In-App (che danno il prezzo del gioco, altrimenti gratuito). I diamanti possono essere utilizzati sia per accorciare i tempi di costruzione che per sopperire ad eventuali mancanze in termini di legna, denaro, pietre e ferro.

La costruzione delle armi da difesa vale tanto quanto il loro posizionamento: essendo un’isola, i punti di attracco delle barche nemiche sono limitati e possiamo prevederli, per cui posizionare le armi è fondamentale. Se la casa madre viene distrutta abbiamo perso, se l’avversario finisce le truppe prima di aver distrutto la casa madre abbiamo vinto: la difesa avviene in automatico, nel senso che le armi attaccano quando una o più truppe sono in portata. In caso di sconfitta, la base è ricostruita come prima, ma perdiamo parte delle risorse effettuate, in caso di vittoria guadagniamo alcuni diamanti, in base al numero di truppe annientate.

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Vittoria, o morte
La fase di attacco è inevitabilmente la più interessante. Il gioco è composto da un arcipelago di numerose isole: tutte inizialmente conquistate da nemici, che possono essere l’intelligenza artificiale oppure un altro utente. Il numero e tipo delle isole viene aggiornato di tanto in tanto dall’AI, in modo da avere sempre rivali che più o meno mostrano una esperienza e un livello combattivo uguale al nostro. Una volta decisa l’isola da attaccare, possiamo “dare una sbirciata”, per capire come sono disposte le difese e in che modo attaccare. Partito l’attacco, abbiamo a disposizione un numero variabile di gettoni da spendere e truppe da rilasciare: di norma, le truppe attaccano senza nessun criterio l’arma o struttura più vicina, protette da una cannoniera che può lanciare missili a distanza, ma è possibile comandare le truppe dando ordini di priorità, cosi come eseguire operazioni di blocco delle armi avversarie o cure delle nostre truppe. Ogni operazione eseguita durante la battaglia consuma gettoni, che sono in parte recuperati dalla distruzione delle case avversarie. Finiti i gettoni (caso molto comune in un attacco) le truppe diventano autonome e possiamo solo sperare che se la cavino.

Vinciamo quando riusciamo a distruggere la Casa madre avversaria, tutte le altre costruzioni sono facoltative, anche se distruggerle danneggia la casa madre. Le truppe uccise durante l’attacco possono essere ripristinate una volta finito spendendo denaro o diamanti.

La guerra è uno spettacolo
La descrizione delle meccaniche di gioco, di per sé, la si apprende dopo pochi minuti. Ci sono anche i bonus, come le Missioni (da fare in compagnia di altri giocatori), alcuni attacchi particolari (come il Dottor Terror o la Guardia Nera), le statue delle divinità (che danno poteri particolari) o il sommergibile (per recuperare tesori nascosti).

Abbiamo voluto parlare di questo gioco perché si tratta di un titolo fatto davvero bene: la meccanica di gioco è semplice ma avvincente, la gestione delle isole è molto elementare ma allo stesso tempo personalizzabile in modo maniacale, così come la fase di attacco e di difesa. Il gioco, composto da una grafica cartoon molto curata è probabilmente uno dei migliori titoli di App Store e Google Play (si tratta di una App universale) è a giudizio di chi scrive queste righe anche meglio di Clash of Clans. Il vero paradosso di questo gioco è che il prezzo, inizialmente gratuito ma dotato di acquisti in-App per i diamanti, non è affatto necessario. I diamanti accelerano le fasi di gioco, ma nulla può essere fatto solo con i diamanti: chi scrive gioca felicemente a Boom Beach da un paio di mesi senza avere acquistato nulla, e livello 33 siamo più che certi che il gioco ha dimostrato una eccellente capacità di coinvolgimento. Alcune fasi costruttive e di upgrade necessitano di parecchie ore, in alcuni casi anche di un giorno e mezzo, ma se impostiamo il gioco come un passatempo da monitorare ogni tanto ed effettuare uno o due attacchi al giorno, la meccanica da il meglio di sé e il gioco diventa davvero irrinunciabile. Non a caso Apple ha inserito Boom Beach tra le App scelte dalla redazione, titolo non da poco in un mercato che vede diverse App tentare questa strada senza riuscirvi.

Non vi resta che provare, Boom Beach è disponibile come App universale per iPhone e iPad o su Google Play. Per Mac non previsto nessun rilascio, ma se proprio non volete rinunciare a mouse e tastiera è disponibile il clone Guerra da spiaggia, con una grafica meno curata ma con le stesse, identiche (in modo imbarazzante) meccaniche di gioco.

Pro: grafica in stile cartoon molto curata, la meccanica di gioco è vincente
Contro: alcuni upgrade sono (davvero) troppo lenti
Prezzo: gratis (con contenuti aggiuntivi a pagamento)

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