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Recensione Trekz Titanium, le auricolari sportive che usano le ossa per suonare

Prima che la rimostranza arrivi, proviamo ad anticiparla: questa recensione delle Trekz Titanium non è la solita recensione di auricolari sportive. Non lo è, perché le Trekz Titanium non sono le solite cuffie auricolari sportive. Sono qualche cosa di estremamente differente rispetto alla pletora di prodotti che abbiamo già provato in passato perché usano una tecnologia molto diversa: non hanno dei semplici driver, come quelli delle normali cuffie, ma un peculiare sistema che trasmette il suono al timpano usando l’osso zigomatico, saltando il tamburo. Sì, avete capito bene: le Trekz Titanium non entrano dentro al cavo auricolare, ma si appoggiano nei pressi dell’orecchio, vicino alla tempia e trasmettono la musica all’osso e permettono di ascoltarla sollecitando direttamente il timpano, la parte interna dell’orecchio.

Trekz Titanium: conduzione ossea, come e perché

La tecnologia che usa le ossa per condurre il suono non è fantascienza. E non è neppure nuova. Beethoven, quando divenne completamente sordo utilizzava la conduzione del suono da parte delle ossa del cranio per aiutarsi a comporre le sue sinfonie. In elettronica è stata impiegata dai soldati sul campo di battaglia per le comunicazioni e più recentemente dai Google Glass. È sicura ed innocqua perché non ci sono onde radio in gioco, ma solo un’azione meccanica che, del resto, subiamo tutto i giorni anche mentre parliamo; la nostra stessa voce giunge infatti in larga parte all’orecchio interno passando dalle ossa del cranio e lasciando quasi inattivo il tamburo.

Le Trekz Titanium nascono da un progetto partito un paio di anni fa e che poi è stato sostenuto nel lancio da una raccolta fondi attuata su Indiegogo. Aftershokz, che produce le cuffie, aveva l’intento di andare incontro ad una esigenza che molti di coloro che usano cuffie per lo sport, sentono come importante: poter restare vigili su quel che accade intorno, avendo comunque la possibilità di ascoltare la musica preferita. Questo è molto complicato perché le auricolari occludono e qualche volta arrivano a sigillare il cavo auricolare, riducendo la percezione dei rumori, il che spesso può essere pericoloso. Basti pensare, parliamo per esperienza molto diretta, ad un ciclista che viaggia su una strada percorsa anche da traffico a motore: sentire un’auto che arriva alle spalle è fondamentale.

Le Trekz Titanium superano questo problema perché nonostante il suono arrivi all’orecchio attraverso l’osso, lasciando libero il cavo auricolare, permettono al rumore circostante di arrivare al tamburo e da qui all’orecchio interno, senza ostacolarlo come fanno tutte le altre cuffie e auricolari.

Trekz Titanium: come sono fatte, come si indossano, come si usano.

Le Trekz Titanium non solo utilizzano un processo per la riproduzione del suono che è differente dal resto del mercato, ma appaiono visibilmente differenti da tutto quel che abbiamo visto fino ad oggi. Tecnicamente sembrano una via di mezzo tra le cuffie ad archetto e quelle libere con auricolari uniti solo da un cavo. Questo perché i due elementi che poggiano sulle ossa zigomatiche sono uniti da una sorta di fettuccia flessibile, quasi a molla, ma nello stesso tempo rigida. È realizzata in Titanio e spinge con una certa decisione i due elementi vibranti contro l’osso.

I due elementi a loro volta hanno un aspetto decisamente inusuale. Si tratta di una piastra poligonale in gomma morbida parzialmente traforata, con un piccolo scalino per un miglior contatto e pressione. All’interno, Trekz ci dice che si trovano alcuni strati vibranti che rispondono a differenti frequenze, sigillati in maniera tale da essere protetti da umidità e polvere e quindi anche protetti dal sudore (le cuffie sono in realtà sono certificate IP55 quindi dovrebbero resistere anche alla pioggia e agli spruzzi).

L’aspetto e i materiali sono di ottima qualità. La gomma è morbida, l’archetto molto flessibile, la scelta dei colori (nel nostro caso grigio e nero) accurata. Maneggiare le Trekz Titanium signica percepire fin da subito che quel che ci stiamo facendo girare tra le mani è un prodotto premium.

recensione trekz titanium

A fronte di un aspetto che trasuda qualità, stona un pochino il contenuto della confezione. Nella scatola troviamo il classico cavo microUSB per ricarica e un piccola custodia per il traporto. Vengono forniti anche dei tappi in schiuma modellabile per le orecchie, sul cui uso diremo più avanti.  Manca completamente una fascia da braccio che troviamo in moltissimi prodotti concorrenti.

Passando ai controlli, li possiamo definire eccellenti. Le azioni sono gestite da un tasto multifunzione, (passaggio tra una traccia e l’altra, risposta alle chiamate telefoniche, richiamo di Siri) e da un bilanciere per il volume che opera anche per accendere, spegnere, abbinare le cuffie e controllare il livello della batteria. L’ergonomia è ottima: il tasto multifunzione ha le dimensioni giuste e il bilanciere si trova immediatamente.

L’abbinamento è molto semplice. Basta tenere premere il tasto “+” per un paio di secondi e le cuffie entrano in modalità di ricerca. La connessione è automatica alla seconda accensione. Le abbiamo abbinate con successo ad un iPhone, un iPad e un Mac.

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Siamo stati anche molto soddisfatti dall’ergonomia delle Trekz Titanium. Nonostante il sistema di calzata che potrebbe sembrare bizzarro (i due elementi poggiano poco sotto l’osso temporale, alla fine dell’osso zigomatico) e nonostostante il fatto che si reggano stringendo a pinza la testa, sono piuttosto comode e decisamente stabili. Le abbiamo usate per due differenti sessioni in bicicletta, una di 85 Km e una di 58 Km, complessivamente per cinque ore, senza nessun problema di comfort e senza mai risistemarle. Anche provando a saltellare sul posto, simulando una corsa, ci è parso che non ci sia un eccessivo scostamento dalla posizione iniziale. La regolazione delle cuffie viene migliorata da due alette in gomma che stabilizzano le auricolari e le rendono più salde.

L’utilizzo del classico caschetto da ciclista non rappresenta una difficoltà, visto che la fettuccia in titanio corre molto più in basso rispetto del bordo del casco stesso. Le Trekz Titanium le abbiamo anche usate con un paio di occhiali da sole che non impediscono la trasmissione del suono. Unica accortezza: prima calzare le auricolari, poi infilarsi gli occhiali.

Per quanto riguarda l’autonomia, Aftershokz parla di sei ore, ma la stima ci pare pessimistica. Usandole a volume medio siamo riusciti a sfiorare le otto ore di utilizzo, una specie di record nel mondo delle auricolari sportive.

Trekz Titanium, come suonano

Esprimere un giudizio sulla qualità del suono delle Trekz Titanium non è semplice. La tipologia del suono è abbastanza diversa da quella di una normale cuffia auricolare. In primo luogo la musica o le parole, infatti, sembrano provenire da un punto imprecisato intorno  noi. Da questo punto di vista hanno una spazialità superiore alle normale cuffie sportive. Nello stesso tempo il suono di primo acchito sembra più inscatolato, con una gamma dinamica inferiore rispetto a quello delle auricolari sportive che usiamo da tre anni. È probabilmente l’effetto più immediato del suono con trasmissione diretta all’orecchio interno.

Nello stesso tempo alcune frequenze, le più alte, sembrano sfuggire dalle piastre di trasmissione del suono. Aftershokz spiega di usare una speciale tecnologi denominata LeakSlayer per impedire la dispersione dell’audio, ma portando ad un volume più alto, il massimo possibile, la musica, in effetti abbiamo notato una dispersione del suono nell’ambiente più elevata che in altri prodotti. Anche a qualche metro di distanza chi ci è accanto, percepirà e potrà facilmente riconoscere le canzoni che stiamo ascoltando e e spesso anche le parole.

In ogni caso è possibile che qualcuno tra coloro che ci legge potrebbe trovare fastidioso tenere il volume al massimo, specialmente se ascolta musica ricca di bassi. Le Trekz Titanium, come diremo, sono tra le auricolari migliori in fatto di potenza dei bassi ma quando una canzone “pompa”, sentiremo vibrare in maniera molto chiara a distinta le piastre di trasmissione contro la nostra pelle e avremo immediatamente la tentazione di abbassare il volume.

Ma la domanda a cui dobbiamo provare a rispondere è: suonano bene? Dopo qualche ora di abitudine all’ascolto attraverso le ossa del cranio e dopo differenti prove su differenti tipi di musica, possiamo dire che la qualità musicale è superiore, a nostro giudizio, a quella delle cuffie sportive tradizionali. La definizione, uno dei limiti maggiori riscontati in cuffie sportive, è buona; buoni, come accennato, anche i bassi, un altro dei problemi che hanno le auricolari per lo sport, anche se sono i medi e gli alti le specialità della casa.  L’impressione di una gamma dinamica ridotta resta, un problema che hanno anche altre concorrenti, ma l’ascolto complessivamente è comunque molto piacevole se non si pretende un livello da audiofili (nel qual caso probabilmente nè comprereste queste auricolari, nè le usereste per andare a correre).

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Un piccolo limite è nel volume e non perchè sia oggettivamente basso: in condizioni normali, come in casa o i palestra, il livello in uscita è tuttosommato buono, anche se queste auricolari non possono competere con quelle che “sparano” la musica nel cavo auricolare (anche perchè spesso difficile tenere al massimo la potenza visto che in questa modalità le cuffie vibrano in maniera fastidiosa). Il vero limitatore del volume è la concezione di base: le Trekz Titanium nascono per non bloccare il rumore circostante e questo riduce necessariamente la qualità dell’ascolto. Quest’ultimo problema l’abbiamo percepito usando le cuffie per il ciclismo: il vento che frusta le orecchie e il rumore delle auto, non attenuato dalle auricolari potebbe coprire la musica. Ben inteso: nulla di drammatico, ma se siete abituati a sentire solo quel che esce dal vostro iPhone, le Trekz Titnium potrebbero essere non sufficienti in alcune occasioni. In effetti anche Aftershokz sembra tenere conto di questa necessità e nella confezione troviamo anche dei tappi per le orecchie («da usare quando possibile», dice Trekz) ma ci pare una soluzione non particolarmente pratica e che finirebbe per cancellare il pregio principale delle Trekz Titanium.

In conclusione

Le Trekz Titanium sono auricolari molto originali nella concezione ed audaci nella tecnologia. Provano a risolvere due problematiche delle cuffie sportive: l’ergonomia e la necessità di tenerci vigili sull’ambiente circostante tagliando il traguardo in tutti e due i casi. A questo aggiungono alcuni pregi: la lunga autonomia, ottima qualità dei materiali e una buona resa acustica in rapporto alla tipologia del prodotto. Peccato che il volume, almeno per alcuni sport, sia inferiore alle attese per la mancanza di una occlusione del cavo auricolare, ma questo è una conseguenza del concetto di base delle Trekz Titanium. In definitiva il problema peggiore corre però il rischio di essere il prezzo: le cuffie di Aftershokz costano 100 euro. Anche se la spesa è giustificata da materiali e concezione ingegneristica, potrebbe essere difficile in un mondo di cuffiette da 30 o 20 euro o di grandi marchi che vendono cuffie di buona qualità, per quanto tradizionali, a 50 euro, farsi notare richiedendo da due a cinque volte il prezzo cui la gente è abituata.

[usrlist Design:5 Facilità-d’uso:5 Prestazioni:4 Qualità/Prezzo:3.5]

Pro

  • Originale tecnologia
  • Lascino libero il cavo auricolare
  • Ergonomiche
  • Materiali di qualità
  • Riproduzione della musica di buon livello

Contro

  • Volume ridotto nel caso di rumori circostanti
  • Alzando il volume la musica con i bassi potrebbe provocare vibrazioni fastidiose
  • Significativa dispersione del suono
  • Prezzo sensibilmente più alto rispetto al mercat

Le Trekz Titanium in Italia sono distribuite in Italia da Ipergo

 

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