AMD, primo teste a favore di Microsoft

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Sarà  AMD il primo teste a favore di Microsoft. In virtù di buoni rapporti con Redmond, tanto tesi sono quelli dei produttori di Windows con Intel, Jerry Sanders cercherà  di spiegare perché gli Stati ribelli sbagliano

Dopo gli ultimi testimoni a sfavore tocca ora ai testimonia a favore nel corso del processo Microsoft. Da oggi in avanti, infatti, è prevista la presenza in aula di personaggi che sosterranno la causa di Redmond, in particolare cercheranno di dimostrare che i provvedimenti chiesti dagli Stati che non accettano il compromesso con il DOJ sono inapplicabili e deleteri per il mondo dell’economia e dell’industria.
Da notare come il primo teste a favore sia il CEO di AMD, Jerry Sanders. Il suo compito sarà  quello di sottolineare come una versione standard di Windows, al contrario di quanto affermato dagli Stati che chiedono la “modularizzazione” del sistema operativo, è la soluzione ideale per chi opera nel settore dei computer PC. Differenti versioni di Windows porrebbero problemi di supporto e di assistenza.
Non stupisce che tra i primi testimoni ci sia un massimo dirigente di AMD. I rapporti tra Microsoft e Intel, infatti, pur corretti, non si possono definire idilliaci. Sia l’una che l’altra parte, infatti, tendono ad imporre il proprio predominio sul settore cercando di sminuire il ruolo della controparte. AMD sta cercando di approfittare di questa situazione avvicinandosi a Microsoft anche con operazioni di marketing. Il nome stesso dei nuovi processori Athlon, XP, richiama palesemente la nuova versione di Windows ed ha ottenuto, non senza qualche resistenza e minaccia di querele da parte di Intel, il beneplacito da parte di Redmond.