Anche AMD contro il mito dei Megahertz

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Apple potrebbe trovare un nuovo alleato nel combattere il mito dei Megahertz. ASi tratta di AMD che verrà  presto messa nell’angolo da Intel con processori sulla carta più veloci, ma in pratica più lenti

Apple potrebbe avere una nuova alleata nella sua battaglia contro “il mito dei megahertz”. Si tratta di AMD. La società  che per prima ha superato la barriera del GHz con il suo Athlon viene sempre più confinata nella scomoda posizione di chi subisce gli effetti di una politica di marketing che per anni ha convinto l’utenza che ad una maggior velocità  di Hertz corrisponde sempre e comunque anche una maggiore velocità  di esecuzione dei task del computer.
Gli effetti del “mito”, all’opera da qualche mese con la scelta da parte di Intel di aumentare a dismisura il clock dei suoi processori senza che ad esso corrisponda un proporzionale aumento delle prestazioni, potrebbero essere pesanti quando a fine mese il maggior produttore di chip al mondo introdurrà  una versione a 2 GHz dei suoi Pentium 4. La CPU impiegata nei compiti di tutti i giorni sarà  di pochissimo più veloce degli attuali Pentium 4 da 1.8 GHz e probabilmente sarà  più lenta di un Athlon da 1.5 GHz (che ariverà  pure a fine mese) ma in pochi dubitano che i consumatori si prenderanno la briga di leggere i bench test e vorranno a tutti i costi il computer “più veloce” o meglio quello che essi credono che sia “il più veloce”.
“A quel punto – dice Dean McCarron analista di Mercury Research – AMD sarà  costretta a lanciare una campagna nel corso della quale dovrà  spiegare il valore della struttura di un processore e come per lo stesso numero di cicli si possano comunque ottenere prestazioni migliori. Non si tratterà  di un compito facile”.
E che non sia un compito facile lo sanno bene alla Apple che da oramai un paio d’anni sono nelle condizioni obbligate di dover convincere i consumatori che si possono produrre macchine più veloci con processori che sulla carta per numero di clock sono più lenti.
AMD, secondo gli analisti, potrebbe decidere per una campagna pubblicitaria estremamente esplicativa e martellante prendendo ad esempio proprio Apple e gli ormai storici tentativi di mettere a confronto, testa a testa, macchine con processori più lenti con quelle con processori più veloci mostrando che i primi in alcuni casi sono in grado di battere i secondi.
Se lo sforzo di AMD andrà  a vuoto alla casa di Sunnyvale non resterà  ceh operare sulla leva dei prezzi, abbassando i prezzi dei suoi Athlon per farli competere con i processori a più bassa velocità  di clock di Intel. Una politica che potrebbe essere molto rischiosa per le casse della società .