Apple contrattacca e denuncia Motorola in USA

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Apple contrattacca in USA trascinando Motorola in tribunale per la causa tedesca sui brevetti detenuti dall’azienda preso proprietà di Google, causa ritenuta illegittima da Apple perchè cliente di Qualcomm, già licenziataria delle tecnologie coinvolte. Nel frattempo si avvicina l’ufficialità dell’acquisizione di Motorola da parte di Mountain View.

Si apre un nuovo capitolo nel braccio di ferro legale fra Motorola ed Apple. L’azienda di Cupertino è infatti passata al contrattacco denunciando negli USA Motorola a seguito della causa intentata da quest’ultima contro Apple in Germania. Secondo la Mela, Motorola starebbe infrangendo i termini di licenza tramite cui Apple farebbe regolarmente uso dei diritto per i brevetti posseduti da Motorola in quanto cliente di Qualcomm.

La legge statunitense infatti riconosce la transitività delle licenze verso le terze parti: Qualcomm avrebbe già ottenuto le licenze per la tecnologia di Motorola; Apple, in quanto cliente di Qualcomm, beneficerebbe di tale transitività e Motorola quindi non avrebbe alcun diritto per richiedere ulteriormente – come succede in Germania – un pagamento da Apple per tecnologie per cui Qualcomm ha già sborsato il dovuto. Apple ha già sfruttato la stessa strategia contro Samsung, risultando vittoriosa, e potrebbe fare lo stesso contro Motorola, annullando la causa presso il tribunale tedesco.

Nel frattempo Google sembra non voler fare minimamente alcun passo indietro: lo scorso 8 febbraio ha inviato una lettera alla IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers), in cui conferma di volere fino a 2.25% del ricavato dalle vendite di qualunque prodotto faccia uso delle tecnologie di Motorola, decidendo così di proseguire e supportare la strategia legale che l’azienda del RAZR ha fissato in precedenza.   

Secondo diverse fonti sia il Dipartimento di Giustizia Americano, sia la Commissione Europea sarebbero sul punto di dare il via libera all’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google. Presto quindi potremo parlare ufficialmente di “Google contro Apple”.